Non più dolente o eroica..semplicemente Calabria

Al Supercinema la presentazione del libro di Fiorita e Rafele Il bicchiere mezzo pieno 

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    Cinquemilaseicentoerotti chilometri di viaggio che si conclude su una spiaggia, nella striscia del Golfo di Squillace con alle spalle, in mezzo alla natura, tante case, rimaste da costruire perché “questa terra è la nostra terra”. L’inizio e la fine di un viaggio andando per osterie a raccogliere le storie di uomini e donne che vedono, malgrado tutto,  “IL bicchiere mezzo pieno”, pur tra le asprezze e le contraddizioni di una terra che aspirerebbe ad essere semplicemente Calabria.  Nicola Fiorita, già autore di diversi libri e Giancarlo Rafele, al suo esordio come scrittore, in quei posti di cui raccontano, ci sono stati davvero e, con sguardo a tratti disincantato ma sempre fisso sulla realtà, hanno deciso di raccontarli non nel loro aspetto dolente o eroico, come spesso accade a chi parla di questa terra, ma con nel loro modo di essere più vero, perché c’è molta più storia nella realtà di quanto qualsiasi romanziere possa  pensare o anche narrare.

    Un rinnovato Supercinema ha ospitato la presentazione del libro a cui hanno partecipato, con i due autori, Antonio Pascuzzo, artista catanzarese di ritorno a cui è stato affidato il compito di coordinare le attività natalizie del centro storico e il presidente del Circolo Placanica Venturino Lazzaro.

    Nicola Fiorita, nel raccontare la genesi del libro, ha anche sottolineato come, in qualunque posto lui e Giancarlo Rafele siano stati, si siano imbattuti in una sorta di età dell’oro di quei luoghi, raccontati dai loro abitanti come una sorta di posto magico, salvo poi scoprire che per tutti il finale era uguale. L’età dell’oro finisce e nessuno sa il perché. E allora la Calabria diventa quella terra aspra che si fa raccontare solo per luoghi comuni.

    Fiorita e Rafele invece hanno preso la vita comune  di questa terra per provare a farla diventare se non straordinaria quanto meno conosciuta oltre ogni facile e plastica  rappresentazione.

    Restano ancora tante piccole e grandi divisioni tra gli uomini, sottolineate dallo stesso Pascuzzo che non manca di evidenziare come la kermesse organizzata nel quartiere marinaro, sembra fare il verso, almeno nel titolo, a quella pensata per il centro storico, con un chiaro se pur non dichiarato intento divisorio.

    Ma questa terra è la nostra terra e, se non è proprio più tempo di rivoluzioni, la sensazione è che, con un ritrovato fermento culturale, ci sia una gran voglia di riconquistarla, occupare gli spazi con in mano un “Bicchiere mezzo pieno”.

    Giulia Zampina

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