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Cisl Medici: depositato ricorso contro riorganizzazione ospedaliera

Le ragioni che hanno giustificato tale iniziativa sono molteplici, prima fra tutte l'assenza di un confronto con le forze sociali e sindacali 

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    La Federazione Cisl medici ha inteso proporre ricorso al TAR contro il provvedimento commissariale n. 30 del marzo 2016 con il quale si è deciso di procedere alla riorganizzazione ospedaliera, affidando tale incarico allo Studio Associato Jorio. Le ragioni che hanno giustificato tale iniziativa sono molteplici, prima fra tutte l’assenza di un confronto con le forze sociali e sindacali e con le autonomie locali. Infatti, sulla base di oramai superati dati sul fabbisogno epidemiologico del 2012 ed in assenza di una effettiva pianificazione territoriale, si è programmata una riorganizzazione che, in diversi casi, non tiene conto della situazione orografica dei territori mettendo in serio pericolo i bisogni di salute dei cittadini calabresi ed inducendo il verosimile aumento dell’emigrazione sanitaria. Il provvedimento contestato, oltre che risentire di una analisi del fabbisogno del tutto errata, comprende diverse previsioni organizzative illogiche che finiranno per compromettere il funzionamento del servizio sanitario regionale. Contraddittoria ed illogica, nell’ottica del futuro accorpamento, è la contestata previsione del trasferimento all’Azienda Ospedaliera “Mater Domini”, delle Strutture del Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” che viene così depauperata delle funzioni ospedaliere di Pediatria, Ginecologia ed Ostetricia, Neonatologia e Chirurgia pediatrica, senza nemmeno dettare i criteri attraverso i quali l’accorpamento dei servizi verrà strutturato. La scomparsa delle suddette strutture porterebbe a non classificare più come HUB la stessa azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” che finirebbe per perdere l’autonomia gestionale malgrado sia l’unico Ospedale della città di Catanzaro provvisto al momento del Pronto Soccorso e a cui tutte le strutture sanitarie dell’Area centrale della Calabria fanno riferimento. Ed inoltre, cosa ancor più grave, con la scomparsa della pneumologia e della neurologia, finirebbe per impedire di assolvere alla funzione specifica di gestione delle problematiche assistenziali dei soggetti, adulti e di età pediatrica, affetti da una patologia (medica o chirurgica) ad insorgenza acuta. Viene altresì contestato il difetto di competenza del Commissario ad Acta ad assumere provvedimenti aventi forza e valore di legge. Le ragioni poste dai nostri legali, a sostegno del ricorso, mirano a dimostrare come non rientri nel potere della struttura commissariale poter modificare leggi regionali, così come lo è la legge 11 del 2004 mediante la quale si è inteso programmare la sanità regionale con strumento legislativo. Stupisce, come questi rilievi non siano stati sollevati dal Comune di Catanzaro e ancora prima dalla Regione, che passivamente assistono ad un depotenziamento ingiustificato della sanità regionale, specie quella ospedaliera catanzarese. Riponiamo fiducia nella giustizia amministrativa che saprà, così come ha sempre fatto in questa regione, ripristinare una legalità lesa da una arrogante azione commissariale.

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