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Arte, in Toscana un omaggio al pittore catanzarese Francis La Monaca

Visse e operò a cavallo tra l'800 e il 900

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    Entra nel vivo la 54.ma edizione di Cortonantiquaria, la più antica d’Italia, che pone la cittadina di Cortona al centro degli interessi del settore antiquario, artistico e culturale d’Italia, regalando ai visitatori un sorpredente viaggio “a ritroso” nella storia dell’arte e del bello, con in più la possibilità di un concreto “shopping firmato” e rigorosamente d’epoca… Dall’ormai lontano 1962, tra la fine del mese di agosto e l’inizio di settembre, la bella cittadina toscana, da sempre culla di cultura e arte, vive immersa nell’antiquariato, proponendosi come prestigioso punto di riferimento per i tanti amanti del collezionismo d’arte.

    La Mostra è promossa dal Comune di Cortona con il sostegno di Banca Popolare di Cortona, Camera di Commercio di Arezzo, Fondazione Nicodemo Settembrini, con l’organizzazione di Cortona Sviluppo srl, la collaborazione di Furio Velona Antichità che segue la direzione scientifica, e la “new entry” di Arezzo Fiere e Congressi che quest’anno contribuisce alla manifestazione con l’apporto della sua grande competenza nel settore espositivo e soprattutto con l’organizzazione degli “special events” a cura dei giornalisti e progettisti culturali Roberto Messina (catanzarese) e Antonella di Tommaso, che punteggiano di imperdibili appuntamenti l’intero corso della Mostra nel settecentesco Palazzo Vagnotti.

    La Mostra entra nel clou del programma giovedì 25 agosto (inizio ore 17.30 nel chiostro di Palazzo Vagnotti, ingresso libero) con “L’anima della musica, la musica dell’anima. Liuteria, collezionismo, mecenatismo”, un interessante quanto qualificatissimo incontro sul tema della grande tradizione della liuteria italiana, in particolare degli strumenti ad arco, che costituisce un “unicum” mondiale ed un’altra delle sue grandi ed inimitabili ricchezze artistiche.

    Di violini, viole, violoncelli, contrabbassi, di Stradivari, Guadagnini e Guarnieri del Gesù, del loro valore artigianale e artistico intrinseco e di quello “di mercato”, delle potenzialità ancora inespresse del settore, del suo futuro (e quindi di musica a tutto campo) si parlerà in una tavola rotonda moderata dai giornalisti Roberto Messina e Antonella Di Tommaso, con la presenza dell’Accademia Chigiana di Siena (tra le massime organizzazioni di didattica musicale al mondo e anche con una delle più belle collezioni di arte dedicata alla musica) e il Consorzio dei Liutai di Cremona, altra istituzione  italiana di rilievo mondiale.

    Durante questo incontro è previsto l”Omaggio a Francis La Monaca”, uno dei grandi scultori e pittori dei primi del Novecento, nato a Catanzaro nel 1882, quartiere Bellavista, da papà Antonio, falegname, e mamma Rosaria Cristallo, filatrice, autore di pregevoli ritratti di artisti, musicisti e interpreti con cui intrattenne rapporti di amicizia e cordialità (saranno esposti per la prima volta un bronzo dedicato al sommo violinista e compositore Eugéne Ysaye e uno della serie dedicata alle “etoiles” dei celebri balletti russi di Diaghilev, in particolare a Tamara Karsavina, messi a disposizione dall’archivio Francis La Monaca, di Catanzaro, città natale dell’artista).

    Allieta il programma, un recital (in esecuzione anche la celebre sonata per violino solo del citato Ysaye) del violinista Sergio Messina e del chitarrista Ciro Zingone.

    A Cortona, La Monaca (autore anche del celebre monumento funebre realizzato per la tomba di Leonardo da Vinci nel Castello di Amboise) visse un breve ma intenso periodo della sua significativa permanenza toscana (fu anche ad Arezzo, Montecatini e soprattutto Viareggio, legato da amicizia allo scrittore Leonida Rèpaci ideatore del Premio Letterario Viareggio, di cui eseguì un ritratto conservato alla Casa della Cultura di Palmi) prima del fortunato “salto” che lo portò a diventare tra i principali protagonisti dell’avanguardia artistica, oltre che italiana, di Parigi, Londra e New York.

    L’anno prossimo, per la ricorrenza dei 70 anni dalla morte dell’artista, sono previste importanti celebrazioni, convegni e Mostre a Catanzaro (grazie alla fervida e appassionata attività del critico e storico dell’arte Antonio Falbo, cui si deve questa riscoperta e questa doverosa “La Monaca renaissance”; e alla disponibilità di Lidya Orange, pronipote dell’artista, oltre che dell’Archivio La Monaca di Catanzaro) e vari appuntamenti anche ad Arezzo, Parigi e negli Usa, dove la Monaca (dopo il suo fortunato matrimonio con Emilia Cardona, vedova del celebre ritrattista ferrarese Giovanni Boldini), naturalizzato oramai francese e titolato della Legion d’Onore… si spense nel 1937 a Washington, prima di poter realizzare il ritratto di Roosevelt commissionatogli dalla Casa Bianca. Il governo di Francia farà rientrare la sua salma, onorandola con funerali di Stato e mettendola a dimora nel cimitero di Neuilly-sur-Seine, dove riposa tutt’ora.

    Una storia avventurosa e avvincente questa di La Monaca, artista inquieto, innovativo, preda del demone del gioco e dell’avventura, irriducibile giramondo (anche cercatore d’oro nel Klondike…) e dall’incontenibile impulso creativo assai apprezzato ed esaltato da critici e artisti suoi contemporanei (tra cui Matisse e Chagall) quale sommo paesaggista, scultore e soprattutto sublime ritrattista di “grandi” del Novecento (tra cui il drammaturgo George Bernard Shaw, violinisti come il citato Ysaye e Heifetz, pianisti come Cortot e tanti esponenti della borghesia colta del suo tempo). 

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