Quantcast

Nasce la riserva Valli Cupe, paradiso verde della Calabria. C’è la legge istitutiva (CON VIDEO)

Dibattito a più voci su una risorsa naturalistica da proteggere e valorizzare 

Più informazioni su


    Il ‘focus’ sulla Riserva ‘Valli Cupe’ si è aperto con il messaggio del regista de ‘La meglio gioventù’ Marco Tullio Giordana che non ha potuto esserci ma, ha fatto sapere al botanico Carmine Lupia: “Sono spiritualmente con voi. Ci vediamo presto!” Poi, la proiezione di un filmato realizzato con schegge di trasmissioni televisive (dal Tg1 a Geo & Geo, dal Tgr alla Bbc)  da Rossella Capellupo, Enza Berlingò e Francesco Amato della cooperativa “Segreti Mediterranei”, il motore delle Valli Cupe da vent’anni a questa parte.

    A dare spessore al dibattito ci ha pensato  il generale Aloisio Mariggiò, commissario di “Calabria Verde”, intervenendo alla manifestazione (“Sboccia la Riserva nelle Valli Cupe”) nell’Auditorium “Porta del Parco” di Sersale ad un salto dal monte Gariglione che Norman Douglas definì “Urwald”. E’ stato  il primo ad assicurare collaborazione fattiva alla Riserva. Ha detto: “Non lasciamo sole le Valli Cupe. Affianchiamole e sosteniamole nello sforzo che questi giovani con Carmine Lupia stanno facendo per valorizzare un territorio che presente punti di forza esaltanti. I beni ambientali sono una risorsa, non un’opportunità economica.

    Una risorsa da tutelare non nell’interesse di pochi, ma  nell’interesse generale”. In una sala strapiena (i 270 posti dell’Auditorium occupati e moltissimi nei corridoi e sui gradini) il generale Mariggiò, ex comandante della Legione dei carabinieri di Catanzaro, definito “una roccia che non crolla” in virtù  del suo impegno per la legalità,  ha aggiunto: “Stiamo facendo nel settore di cui mi occupo un buon lavoro, ma le resistenze sono tante”. Un cenno sulla  questione degli stipendi ai dipendenti per dire “che sono stati sbloccati”. E ancora: “Spero che la legge istituita della Riserva non sia l’ultima per la Calabria. E spero che questa Riserva possa essere gestita e valorizzata con cura. Di recente ho avviato degli interventi di bonifica nelle riserve della Foce del Crati e di Tarsia, trovandole in stato di abbandono.

    Il compito affidatomi per il riordino e il rilancio di ‘Calabria Verde’ mi fa vedere spesso situazioni di degrado territoriale. Vorrei non essere solo lo spazzino della Calabria. Vorrei che ‘Calabria Verde’ possa assolvere in modo unitario a tutti gli interventi sul territorio nel campo della forestazione, della difesa del suolo e dei servizi ad essa demandati”. Traendo le conclusioni, dopo aver visitato sulla cima del monte Raga il manufatto che dovrà essere la sede della Riserva, il vicepresidente della Regione Antonio Viscomi ha sostenuto che “l’istituzione della Riserva è l’esito di buone pratiche politiche e legislative. La dimostrazione che si può fare sviluppo dal basso”. Si è detto “soddisfatto per il positivo  clima di comunità e di condivisione che si coglie sui volti di voi tutti. Un clima di cui la Calabria ha un forte bisogno.

    Le Valli Cupe sono un’idea. Sono i sogni (citando mons. Giancarlo Bregantini) che si fanno segni.” Ancora Viscomi: “La Calabria deve vincere la sfida della valorizzazione dei suoi beni naturalistici. Lo storico Agusto Placanica asseriva che  ‘Natura e cultura dividono i calabresi tra loro e con il resto del mondo’. L’esperienza ‘Valli Cupe’ è un segnale per  unire i calabresi lungo un percorso di buone pratiche ambientali e politiche. Questa esperienza, se evita di cedere alle trappole dell’assistenzialismo, può essere fattore di sviluppo locale. Simbolo di una Calabria che il riscatto non lo reclama solo a parole. Difendiamo un modello possibile di futuro!”

    Per il consigliere regionale Mimmo Tallini, che ha proposto la legge: “Le ‘Valli’ non saranno più ‘Cupe’ ora che sono state trasformate in Riserva Naturale e che consentono il dischiudersi, per quest’area della Sila, di  scenari nuovi. Consiglio e Giunta regionale hanno fatto la loro parte approvando il provvedimento all’unanimità. Adesso, tocca all’Ente Gestore ed ai soggetti del territorio dimostrare che si può fare sviluppo valorizzando l’ambiente. Spesso – ha argomentato – si dice tutto il male possibile della burocrazia e in parte è vero che spesso rallenta i processi di cambiamento. Ma io credo che la Regione abbia tantissime persone in gamba che, se interpellate per dare una mano, come in questo caso,  possono aiutare il cambiamento e la soluzione dei problemi. La legge per le Valli Cupe dimostra che  quando sulle questioni che di più interessano i calabresi le forze politiche agiscano insieme, i risultati arrivano”.

    Il presidente della Commissione Ambiente Domenico Bevacqua, impegnato al Lingotto all’assemblea del Pd, ha voluto inviare un messaggio di buon lavoro: “Sono convinto che abbiamo fatto una buona legge per valorizzare uno dei paesaggi più suggestivi dell’Italia del Sud”.

    Il botanico Carmine Lupia, ideatore, pioniere e promotore del progetto Valli Cupe, ha raccontato che “tutto nasce dall’altra parte del mondo, quando, visitando alcuni beni ambientali di grande pregio mi sono deciso a rientrare in Calabria per dar vita a questa esperienza che oggi la Regione finalmente istituzionalizza. La nostra non vuole essere una Riserva di pochi o per pochi. La dimensione è europea. Non a caso il copyright dello slogan più efficace (“Il segreto meglio custodito d’Europa”) è di un belga. Non a caso l’ambasciatrice nel mondo delle Valli Cupe sarà la milanese Anna Gastel. Intendiamo proseguire la ‘mission’ originaria e non cedere ad alcuna compromissione che non premi il merito. A chi volesse mettersi di traverso per impedire l’evoluzione trasparente e generosa della nostra esperienza rispondiamo che il vento non si può fermare con le mani. Abbiamo tanti amici in Italia e in Europa che ci stimano per la bellezza dei nostri luoghi e per l’onestà intellettuale che ci contraddistingue”.

    L’intervento di Orsola Reillo, direttrice generale del Dipartimento Ambiente della Giunta regionale, è servito per contestualizzare il ‘caso’ Valli Cupe: “La legge regionale n. 10 del 2003 in materia non ha avuto molto efficacia. Le Valli Cupe sono il primo frutto di applicazione di quella legge e la sua istituzione solo il primo passo. La Commissione Europea e il Ministero dell’Ambiente hanno avanzato la proposta di inserire la Riserva tra i siti naturalistici di interesse comunitario. Il testo della legge delimita le zone territoriali e protegge tipicità ambientali e comuni elementi naturali. Le richieste e le prenotazioni turistiche da noi arrivano maggiormente dal Nord Italia e attraverso la Rete Ecologica Regionale, il Dipartimento sta lavorando per avviare una serie di interventi sia di censimento dei singoli siti che di valorizzazione degli stessi con azioni che riguardano vari assi programmatici del Por Fesr 2014/2020”.

    Il sindaco di Sersale Salavore Torchia ha ringraziato “il presidente Oliverio e il Consiglio regionale che hanno saputo accogliere, con lungimiranza e tempestività, la richiesta di istituzione della Riserva” e ha assicurato che “andremo avanti nel nostro impegno, sicuri che non ci mancherà l’appoggio della Regione e delle associazioni ambientaliste. La sfida è  la tutela dell’ambiente e quella di incentivare occasioni di sviluppo”

    L’invito a “proteggere l’ambiente perché la Calabria ha un entroterra bellissimo di cui i calabresi debbono essere orgogliosi” è venuto da Anna Gastel,  storica dell’arte, nipote di Luchino Visconti e prima donna battitrice d’asta da Christie’s. Presidente, su delega dei sindaci di Milano e Torino, di  MiTo, il Festival dal prestigio internazionale che dal 2007 unisce le due città del Nord. Gastel ha detto che “la Calabria è ricca di tradizioni, penso a quei meravigliosi documentari di Vittorio De Seta che raccontano poeticamente le tradizioni di una Calabria antica, nobilmente contadina, tanto quanto Olmi racconta la sua Brianza. Andrebbe riscoperto De Seta, autore di documentari bellissimi su un ‘mondo’ che non abbiamo saputo capire e conservare. Quale perdita! Credo nella assoluta importanza della cultura e penso che la bellezza generi rispetto e aiuti a vivere meglio”.

    Di “prima Green community della Calabria”, ha parlato il responsabile nazionale di Legambiente per le Aree protette Antonio Nicoletti: “Questa Riserva – ha detto –  può promuovere un’economia basata sull’ecoturismo, le tradizioni locali e la tutela della natura. Abbiamo seguito e accompagnato il percorso che ha portato all’istituzione della prima Riserva nata in Calabria grazie alla legge regionale 10/2003 grazie all’azione positiva del Consiglio e della Giunta regionale che speriamo intraprendano un nuovo percorso per tutelare, costruire e valorizzare la rete ecologica regionale di cui la Riserva  Valli Cupe rappresenta un primo e importante tassello.  Questo è il primo risultato tangibile di una legge, la 10 del 2003, che non ha mai avuto esito ed efficacia legislativa. Un miracolo. E’ palese che la legge in questione non abbia prodotto nulla eppure a distanza di 14 anni è stata in grado finalmente di istituire la Riserva delle Valli Cupe. Molti i temi ambientali implicati nella legge: differenziazione e smaltimento rifiuti, risparmio idrico ed energetico, rispetto del territorio e delle sue peculiarità. Non sono affatto soddisfatto – ha puntualizzato Nicoletti –  della gestione dei Parchi e dei vari commissariamenti. Bisogna salvaguardare l’integrità del territorio ma bisogna dotare le aree di servizi che possono coadiuvare adeguatamente le esigenze dei flussi turistici”. Con la Riserva, Legambiente stipulerà a breve un protocollo per procedere assieme nella valorizzazione di questa parte del Mezzogiorno. L’idea è stata condivisa dal presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta Arturo Bova e dal prossimo consigliere regionale Mario Magno presenti al convegno. Carmine Lupia, infine, ha reso omaggio al vicepresidente Viscomi del suo ultimo libro  Etnobotanica: piante e tradizioni popolari in Calabria” che reca la prefazione dell’arcivescovo di Crotone-Santa Severina mons. Domenico Graziani che ha partecipato all’iniziativa. Ha moderato il dibattito Romano Pitaro, capo ufficio stampa del Consiglio regionale.

    Più informazioni su