L’INTERVISTA – Si torna a parlare di ‘Pandas’, parla la dottoressa Cirillo

Fa ancora rumore il caso del ragazzo curato a Catanzaro

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    Il caso del piccolo proveniente dal Nord d’Italia affetto da PANDAS, curato presso la Pediatria dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” diretta da Giuseppe Raiola, ha riacceso l’interesse per questa patologia, poi non così rara, della quale ci eravamo occupati già qualche anno addietro.

    Per questo abbiamo voluto incontrare  la dottoressa Maria Cirillo, Reumatologa Pediatrica della Unità Operativa di Pediatria, con la quale ne avevamo parlato due anni addietro, in occasione della presentazione dei Convegni di Reumatologia Pediatrica da lei organizzati in Calabria nel 2015 e nel 2016.

    Dottoressa Cirillo, perché questo interesse per la PANDAS?

    “Intanto ha fatto scalpore la notizia – che è apparsa singolare – di questa inversione di tendenza nei flussi migratori dal Sud verso il Nord per curarsi; è a tutti noto che ancora oggi una delle voci passive nel bilancio della nostra Regione è proprio la spesa a causa delle prestazioni sanitarie dei nostri corregionali che devono rivolgersi alle Regioni del Nord per risolvere i loro problemi di salute. Questo succede ancora in tanti settori, come quello pediatrico,  anche se la nascita di una Reumatologia Pediatrica presso la Pediatria dell’Ospedale “A. Pugliese” di Catanzaro, fortemente voluta dal dott. Raiola e della quale personalmente mi occupo, si distingue in questa azione di contrasto alla migrazione sanitaria, dal momento che oggi è possibile diagnosticare e curare qui, in Calabria, tante patologie reumatologiche per le quali un tempo era necessario affidarsi ai “viaggi della speranza”. Ancora oggi, nemmeno fra i medici, vi è la consapevolezza che i bambini possono essere affetti da patologie reumatologiche la cui tempestiva diagnosi è importante ai fini di quell’intervento terapeutico che potrà limitare o prevenire conseguenze invalidanti sull’adulto di domani. È per questo che il mio impegno, negli ultimi  due anni si è rivolto anche a organizzare i due Congressi  di Reumatologia Pediatrica, i primi in Calabria, al Mirabeau Park Hotel di Gasperina, che hanno visto la partecipazione di un attento pubblico di addetti ai lavori ad ascoltare gli interventi dei più prestigiosi rappresentanti delle più accreditate Scuole Reumatologiche Italiane, dal Gaslini di Genova, al Burlo-Garofolo di Trieste, dal Mayer di Firenze al Bambino Gesù di Roma, proprio per diffondere la cultura delle conoscenze reumatologiche in ambito pediatrico: questi pazienti sono sotto i nostri occhi, sono in mezzo a noi, a noi la sfida di riconoscerli e curarli correttamente e tempestivamente. Di PANDAS proprio, se ne è parlato per la prima volta in questi due Convegni, in due tavole rotonde da me volute proprio per far “conoscere” questa controversa Sindrome; gli incontri, organizzati con il supporto della Presidente delle Associazioni dei Genitori con bambini PANDAS Giuliana Galardini di Firenze, sono stati molto seguiti e sono stati animati da un acceso dibattito che ha visto la partecipazione dei maggiori esperti Italiani quali i Proff. Falcini del Mayer di Firenze, che può essere considerata la pioniera, in Italia, nella diagnosi e nella cura di questa Sindrome,  Savasta del Policlinico San Matteo di Pavia e Spalice dell’Università “La Sapienza” di Roma e stranieri con la partecipazione, l’anno scorso anche della dott.ssa Farhadian  del Centro di Neuropsichiatria infantile di Palo Alto, California, Stati Uniti d’America. I colleghi d’oltreoceano sono stati fra i primi, più di venti anni addietro, a interessarsi di PANDAS e gli studi delle Proff. Swedo e Cunnigham hanno caratterizzato meglio gli aspetti immuno-patogenetici del disturbo psichiatrico infantile.”

     “Probabilmente – continua la dott. Maria Cirillo- l’interesse che suscita questa patologia è anche dovuto al fatto che questi piccoli pazienti che un tempo erano avviati alle cure dei Neuropsichiatri infantili, con ricorso a psicofarmaci, oggi possono essere curati e guariti con l’uso di un antibiotico come la penicillina, dal costo irrisorio o, in casi più particolari, come è accaduto per il paziente che il dott. Raiola mi ha dato l’opportunità di curare nella Unità Operativa da lui diretta, con immunoglobuline. E, ripeto, l’interesse sta nel fatto che la Sindrome è assolutamente curabile con l’appropriata terapia: in breve i piccoli pazienti che hanno magari peregrinato assieme ai loro genitori con i loro sintomi angosciosi per mesi se non per anni, sembrano rifiorire: ritornano ad alimentarsi, scompaiono i tic nervosi, si regolarizza il sonno e il rendimento scolastico.”

    Dottoressa Cirillo ci vuole, brevemente ricordare i sintomi che possono allarmare i genitori affinché si possa intervenire tempestivamente ?

    “la sindrome ha un’insorgenza improvvisa: dall’oggi al domani il bambino che fino a quel momento aveva un comportamento normale può presentare sintomi come insonnia notturna, irrequietezza, paure che prima non manifestava, come paura del buio, emette suoni gutturali, presenta movimenti della testa e del collo ripetuti, saltella di continuo o presenta tosse stizzosa nervosa, si mostra apatico… e potrei continuare … all’infinito”.

    Quindi, dottoressa Cirillo, ogni qualvolta notiamo qualcosa di “strano” nel comportamento dei nostri piccoli dobbiamo pensare alla PANDAS?

    “No, non vorrei passasse un messaggio allarmistico! Molto spesso il manifestarsi di questi eventi è conseguente a un banale episodio febbrile, come una faringo-tonsillite, il più spesso da Streptococco beta emolitico di gruppo A, quello che nelle decadi passate provocava la Malattia reumatica o reumatismo articolare acuto e talora si complicava con quella manifestazione neurologica che era nota come il “ballo di San Vito”, o più propriamente la “corea” post-streptococcica che ha certamente un legame con la più proteiforme PANDAS; oppure può essere talora conseguente anche a una virosi febbrile. Se in prossimità di un evento acuto di tal genere i bambini mutano d’umore e presentano – per così dire – “stranezze”, allora è opportuno consultare il proprio pediatra che saprà come bene indirizzare i genitori verso i Centri specialistici come quello che il dott. Raiola con il suo impegno la sua lungimiranza e, non da ultimo, la fiducia che mi ha accordato ha voluto creare nel reparto da lui diretto”.

    Grazie, dottoressa Cirillo!

    “Sono io che desidero ringraziare Catanzaroinforma, che già in passato mi aveva ospitato, perché quando si fa opera di divulgazione sui temi della salute, specie dei bambini e degli adolescenti, si svolge un’opera davvero socialmente importante perché soltanto con le conoscenze che voi contribuite a diffondere, si potrà progredire sul cammino della prevenzione delle malattie. Quindi grazie a Catanzaroinforma e al suo giornalismo impegnato!”.

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