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Valli Cupe, Tallini risponde a sindaci solidali con sindaco Zagarise

Confondono grossolanamente rappresentanza politica e incarichi ad personam remunerati con i soldi di tutti i calabresi.

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    “Ma i sindaci che si scandalizzano del trattamento da me riservato al sindaco di Zagarise hanno provveduto a censurare anche l’opinione, lievemente più incisiva, espressa dal responsabile nazionale di Legambiente per le Aree protette Antonio Nicoletti che, a proposito dei tentativi messi in atto da questo sindaco per boicottare la Riserva Valli Cupe, l’ha definito “un piccolo capobastone”? Vedremo”. Il punto grave dell’intervento dei sindaci a sostegno del loro collega di Zagarise non è che mirano a censurare la mia libertà d’opinione, ma che confondono grossolanamente rappresentanza politica e incarichi ad personam remunerati non da loro e neppure dagli elettori del presidente Oliverio, ma con i soldi di tutti i calabresi. E che non si preoccupano minimamente della confusione di ruoli e funzioni che così si realizza: come fosse la cosa più naturale del mondo che un sindaco sia cooptato in una struttura della Regione per sbrigare pratiche di questo e quello. La mia opinione sul sindaco di Zagarise è esattamente quella più volte riferita: un sindaco-portaborse. Come altro bisognerebbe definire un sindaco che, senza competenza alcuna, come si evince dal suo curriculum, è arruolato in Regione e per un anno intero neppure si accorge che la Regione sta approvando una storica legge per l’istituzione di una Riserva e quando poi si desta dal sonno agisce, dopo che anche il suo dante causa ha apprezzato pubblicamente la legge, per impossessarsene di un pezzo, pur non avendo fatto mai un emerito nulla per le Valli Cupe? Dicono i sindaci che si scandalizzano del mio linguaggio, che il loro territorio non ha ‘espresso nessun candidato alle ultime elezioni’ e che, se si capisce bene, questa lacuna sarebbe colmata da un responsabile della struttura amministrativa di un Assessorato regionale. E per questo ringraziano il Presidente della Regione come facevano un tempo i sudditi col re. Vorrei ricordare loro che la rappresentanza democratica in Regione è interpretata da diversi consiglieri regionali, di maggioranza e di opposizione incluso il sottoscritto che anche nei loro territori vanta consensi non di poco conto. E che la rappresentanza politica non è surrogabile, salvo che non diventi favoritismo e utilizzo discrezionale del potere amministrativo, da un nominato in una struttura dell’Ente Regione. Infine, leggo che tra gli scandalizzati c’è anche il sindaco di Cropani Bruno Colosimo che, in una telefonata al sottoscritto, ha categoricamente smentito di aver firmato alcun documento a sostegno di Gallelli. Ne prendo atto e non è da escludere che, anche altri Sindaci, siano inconsapevoli firmatari. Sarebbe opportuno, in ogni caso, che anziché occuparsi di cose che neppure comprendono, detti Sindaci si occupassero finalmente dei problemi dei loro amministrati.

    Il Consigliere Regionale

    Domenico Tallini

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