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Valli Cupe, consigliere regionale Esposito: porre fine alle diatribe

"Continuerò a difendere l’impianto della legge che è già stato approvato dal Consiglio Regionale, rifuggendo ogni tentativo di appesantire una struttura che è stata concepita come agile e snella"

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    Premesso che, come sempre, cercherò di essere pacato ed obiettivo, ma altrettanto concreto e chiaro nell’esposizione del mio pensiero, – scrive il consigliere regionale Sinibaldo Esposito-, desidero chiarire quale sia la mia posizione, personale e politica, sulla querelle sorta intorno alla proposta della Giunta di modifica della legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale per l’istituzione della riserva “Valli Cupe” a Sersale.

    Ho letto, nei giorni scorsi, le dichiarazioni di alcuni colleghi consiglieri e la replica dell’assessore Rizzo e, al di là della polemica sul ruolo di questa o quella persona, che non mi riguarda, trovo abbastanza debole e per niente condivisibile la tesi del rappresentante della Giunta, che ha tentato di qualificare il proposto intervento come “riparatore”  ed addirittura necessario a salvaguardare la legge da possibili rischi di incostituzionalità, per una presunta e non meglio chiarita difformità dalla legge quadro sulle aree protette e dalla normativa regionale.

    Tale posizione non è condivisibile anzitutto perchè la legge è stata approvata all’unanimità, tanto in sede di Commissione che di Consiglio, con la valutazione favorevole espressa da un autorevolissimo rappresentante della stessa Giunta, e poi perchè l’iter seguito per l’approvazione è perfettamente conforme a quello normativamente previsto, tant’è che la legge non è stata impugnata ed appare pertanto esente da dubbi di costituzionalità.

    Durante l’istruttoria sono stati acquisiti tutti i necessari pareri, tra cui quello della Conferenza di Servizi alla quale ha partecipato, senza muovere osservazioni, anche lo stesso Comune di Zagarise. Avrebbe semmai dovuto essere quella la sede idonea per affrontare qualunque problematica inerente alla costituzione ed alla successiva gestione dell’istituenda riserva, considerato che erano presenti i rappresentanti di tutti gli enti interessati. Inoltre, la stessa legge, contiene in sè i richiami alla L.R. 10/03 che non dispone che venga istituito un comitato di gestione (che è previsto, soltanto in via provvisoria, fino alla costituzione), anzi  al contrario espressamente  prevedendo che la gestione dell’area protetta possa essere affidata a vari soggetti, tra i quali figurano gli Enti pubblici, come è avvenuto nel caso di specie in cui, con accordo unanime  la gestione delle Valli Cupe è stata  demandata esclusivamente al Comune di Sersale, quale doveroso riconoscimento dell’attività espletata da anni per la scoperta, la conoscenza e la continua valorizzazione di quell’area che, fino a qualche anno fa, era sconosciuta finanche agli stessi calabresi.

    A questo punto, il voler testardamente riproporre una modifica che è già stata bocciata dalla Competente Commissione, appare effettivamente come un tentativo ispirato da qualche interesse diverso da quello che si vorrebbe sostenere. Perseverare in tale atteggiamento non solo non servirebbe ad aiutare lo sviluppo dell’area ma, anzi, continuerebbe ad alimentare quelle tensioni che si sono già determinate tra le due comunità di Sersale e Zagarise che invece, fino ad ora, avevano intrapreso un percorso unitario e condiviso senza mai trovarsi contrapposte, in nessuna sede istituzionale ed amministrativa.

    Non è necessario evidenziare ancora la straordinarietà di questa area naturale, dalle caratteristiche geo-morfologiche uniche, perchè basterà ricordare che il percorso delle Valli Cupe, per le sue caratteristiche di fauna e flora e per la presenza di specie animali in via di estinzione, è già stato attenzionato finanche dalla BBC e dalla prestigiosa rivista internazionale “National Geographic”,  che in un interessante articolo ha descritto il c.d. “Grand Canyon Calabrese” con parole di assoluto elogio ed apprezzamento, descrivendolo come un luogo in cui la natura continua a fare il suo corso  ed il tempo sembra essersi fermato.

    Auspico pertanto che si ponga fine a questa inutile e dannosa diatriba che, per ragioni evidentemente lontane da quelle pubblicamente rappresentate, sta seriamente rischiando di compromettere una delle più belle pagine della X legislatura regionale, tanto per le modalità di approvazione bipartisan della legge, quanto per l’assoluto rilievo dell’oggetto della stessa, considerato che le Valli Cupe rappresentano un’area di straordinaria importanza non solo per i territori direttamente interessati, ma per l’intera Regione Calabria, sia dal punto di vista storico e scientifico, sia per l’indotto che ne potrà derivare, in termini di occupazione e movimentazione dell’economia locale.

    Per quanto mi riguarda, ove necessario, continuerò a difendere l’impianto della legge che è già stato approvato dal Consiglio Regionale, rifuggendo ogni tentativo di appesantire una struttura che è stata concepita come agile e snella appositamente per poter davvero continuare a funzionare, per come già avviene da diversi anni, anzichè correre il rischio di “elefantizzarsi”, come troppo spesso accaduto per altre entità a partecipazione pubblica.

     

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