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Domenico Costa: “La Calabria è ancora quel sogno realizzabile e dove i sogni possono realizzarsi”

Il giovane attivista propone un patto generazionale che abbia come obiettivo il rinnovamento

di Domenico Costa*

“Cambiare opinione non è difficile, cambiare partito è molto più facile, cambiare il mondo è quasi impossibile, si può cambiare solo se stessi, sembra poco ma se ci riuscissi faresti la rivoluzione”. Piccolo estratto della famosa canzone di Vasco Rossi che identifica a pieno il complicato periodo storico che sta attraversando da qualche mese la nostra regione. Sembra sia arrivato anche per la Calabria il tanto aspettato ed invocato cambiamento. E’ arrivata l’ora della rivoluzione sociale e culturale. Il vero cambiamento inizia quando si inizia a mettere in discussione anche il proprio operato. Migliorarsi ogni giorno di più e contribuire alla crescita della comunità.

Un cambiamento che siamo convinti debba necessariamente partire da giovani liberi, non compromessi, innamorati della politica e della Calabria. Giovani capaci di cogliere le proprie specificità, sia nel riconoscere i propri limiti che le smisurate potenzialità da sviluppare.

Quei giovani per molto tempo maltrattati, dimenticati ed in molti casi obbligati ad abbandonare la nave… e la propria terra.

Si perché, come ripetiamo spesso , in Calabria nel 2020 ancora non ci sono le stesse opportunità di studio o lavoro del resto d’Europa. I giovani però, da soli, senza l’aiuto della persone perbene non possono fare una rivoluzione che sia sociale, politica e culturale. I giovani hanno bisogno d’aiuto. Ed è per questo che noi giovani calabresi chiediamo l’aiuto dei “capelli bianchi”, quelle persone che fino ad ora hanno continuato a riflettere, studiare, rispettare i valori, insomma quelle persone con una maggiore esperienza, che sono ancora in grado di vedere come ogni giorno veniamo manovrati da chi da troppo tempo possiede le leve del potere.

Quel potere che così come scriveva Platone, è “la definizione dell’essere”, il tratto distintivo dell’esistenza reale: ossia la capacità di “influenzare un altro, o di essere influenzati da un altro”.

E’ arrivato il momento di scendere in campo, di raccogliere le idee e tapparsi le orecchie per non sentire il canto delle sirene. Così come diceva Pertini: “I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”.

Solamente con un netto cambiamento culturale, dove tutta la comunità partecipa a trovare la giusta direzione, si potrà costruire un futuro fatto di competenze e soprattutto mettere in discussione ciò che non funziona trovando soluzioni, che si spera siano definitive.

E’ arrivato il momento di accendere il cervello. Basta andare dietro ai leoni di tastiera ed a semplici slogan elettorali che al momento nulla di buono hanno portato.

Uniamo le due generazioni, confrontiamoci e proviamo a cambiare tutti assieme le sorti della nostra amata regione.

Non esiste combinazione migliore della rabbia dei giovani e dell’esperienza della maturità. La gente perbene c’è anche in Calabria, come è ovvio, sia a destra che a sinistra.

Concludo così come ho iniziato, con una frase estratta da un brano del già citato cantautore italiano: “sai, essere libero costa soltanto qualche rimpianto sì, tutto è possibile perfino credere che possa esistere un mondo migliore”.

Può esistere una Calabria migliore, libera e aperta al futuro. Crediamoci tutti assieme. La Calabria è un sogno realizzabile.

*Dottore in giurisprudenza – A.R.T. Calabria