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Il quarto Natale senza sua figlia. La storia di un padre che si sente invisibile e senza più voce

Un educatore catanzarese trascorrerà ancora una volta le feste senza poterle condividere con la gioia più grande della sua vita

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Quarto Natale senza la sua piccola. “Ho una gioia nella mia vita che è mia figlia, ma non posso viverla come vorrei”. Questa è la storia di un papà separato dalla sua compagna, che non è mai diventata moglie,  e della sua bambina ( di nessuno dei protagonisti verrà fatto il nome per tutelare la minore n.d.r)

Dopo che la donna, con la bambina, è ritornata a Roma dalla sua famiglia di origine che sembra proteggerla anche oltre ogni ragionevole sostegno, ovviamente per sua scelta, l’educatore catanzarese, padre della bimba, ha sempre avuto problemi nella gestione delle visite.

Fino a quando non si  attivano i tribunali. La crescita di una bambina ed il suo futuro lasciato in mano a carte e sentenze. L’ultima delle quali impone al padre, che pure, documenti alla mano, non ha mai smesso di interessarsi della bambina sia economicamente sia affettivamente, di vedere la figlia in modalità protetta. Ciò significa un’ora sola a settimana a Roma alla presenza degli assistenti sociali.

Lui inizia le sue lunghe notti in autobus. Parte da Catanzaro, arriva a Roma la mattina, raggiunge il luogo dell’incontro, vede la bimba un’ora e riprende l’autobus per tornare in Calabria ed essere presente il giorno dopo a lavoro. Tutto in 24 ore. Tutto deciso da altri, tutto senza che l’aspetto emotivo e affettivo di padre e figlia venga minimamente preso in considerazione.

In mezzo ci sono le denunce tra i due genitori, una nuova storia d’amore per lei pubblicata su ogni social.

Si sente  invisibile, in secondo piano, il papà catanzarese che ha la sensazione di non avere più voce e si rende conto che il suo ruolo non è sufficientemente riconosciuto dalla società, dalle istituzioni. Non solo è un papà che non sta più insieme alla madre della figlia, ma si sente vessato economicamente, ma soprattutto psicologicamente.

Ha parlato spesso con il suo avvocato, sperando di trovare una soluzione per non separarsi dalla figlia, ma gli è stato sempre risposto   chiaramente che la sua battaglia sarebbe costata un sacco di soldi, e che il giudizio sarebbe comunque stato a favore della madre.

Non smetterà di combattere questo giovane padre ed educatore. Non vuole togliere la bambina alla madre, ma vuole vederla crescere, condividere con lei le fasi più importanti della sua vita. Vuole esserci quando sarà una giovane adulta e poi una donna.

Vuole fare il padre al di là di carte e sentenze. Perché l’amore non è cosa che si possa pesare su una bilancia, anche se la bilancia è quella della giustizia.

(La foto è tratta da un forum di Padri separati che non possono incontrare i figli)

 

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