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Il 2 febbraio Don Mimmo Battaglia farà il suo ingresso da Arcivescovo nella Diocesi di Napoli

Durante l'omelia dell'1 gennaio il neo Vescovo del capoluogo partenopeo ha fatto riferimento alla forza dei sogni che ci permettono di rialzarci ogni giorno

E’ il 2 febbraio la data in cui Don Mimmo Battaglia, dallo scorso 12 dicembre Arcivescovo di Napoli, farà il suo ingresso nella Diocesi del capoluogo partenopeo. Monsignor Crescenzio Sepe resterà comunque incardinato nella Curia come amministratore apostolico e arcivescovo emerito. Don Mimmo Battaglia, lascia invece la Diocesi di Cerreto Sanntita, dove era stato destinato all’indomani della sua nomina a Vescovo, avvenuta il 24 giugno 2016,  e della sua ordinazione. Nel messaggio rivolto ai fedeli partenopei, don Mimmo ha già lasciato capire quali saranno le linee guida del suo governo pastorale di una diocesi il cui territorio (che va dai confini dell’area stabiese fino a quella flegrea) deve fare i conti con evidenti “problemi, alcuni antichi ed altri nuovi” – ha detto – ma che comunque “rappresenta il vero tesoro del Sud”. “Accanto al desiderio di questa umanità che vuole rialzarsi, ci sono tanti che sperano – ha scritto ancora – e lottano ogni giorno per la giustizia, l’onestà, l’uguaglianza e la preferenza verso i più deboli, ma anche per la mancanza del lavoro, che rimane la vera piaga di questa nuova società”.

Il cammino del tempo natalizio che Don Mimmo Battaglia ha celebrato nella diocesi di Cerreto Sannita – Sant’Agata de’ Goti ha avuto come filo conduttore “le mani”  , il titolo scelto è stato infatti “A mano a mano”, forse non a caso, considerato che Don Mimmo Battaglia ha sempre amato, nelle sue omelie, inserire dei riferimenti musicali.

E proprio durante questo cammino, durante l’omelia della messa del primo gennaio, Don Mimmo, rivolto ai fedeli ha detto ““𝑇𝑟𝑜𝑝𝑝𝑒 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑓𝑖𝑠𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑠𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑜 𝑠𝑢𝑙 𝑏𝑢𝑖𝑜, 𝑠𝑢 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑝𝑎𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎, 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑎𝑢𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜, 𝑒 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑐𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑏𝑖𝑡𝑎 𝑖𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒, 𝑠𝑢 𝑞𝑢𝑒𝑖 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑚𝑒𝑡𝑡𝑜𝑛𝑜 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑎𝑙𝑧𝑎𝑟𝑐𝑖, 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑜 𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑛𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑣𝑎𝑛𝑡𝑖, 𝑛𝑜𝑛𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜. 𝑆𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑎𝑡𝑖 𝑎 𝑝𝑜𝑟𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑢𝑖 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝐶𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑎𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒.”