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Edilizia Residenziale Pubblica: Iva al 10% per gli interventi di manutenzione e annullate le aste per le case popolari

Facciamo il punto su normative e circolari

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Edilizia Residenziale Pubblica: Iva al 10% per gli interventi di manutenzione e annullate le aste per le case popolari.

Negli ultimi tempi si assiste a importanti novità e cambiamenti che riguardano l’edilizia residenziale pubblica e in particolare le case popolari.

Intorno a questa tipologia residenziale si sono aperte spesso molte questioni, anche perché è sempre utile tenersi aggiornati sulle specificità che riguardano le norme a cui l’edilizia residenziale pubblica è soggetta.

La stessa Agenzia delle Entrate, quando si tratta di applicare delle agevolazioni, tende spesso ad emanare delle circolari apposite, per dare delucidazioni in merito.

Ed è proprio ciò che ha fatto pochi giorni fa, con il documento numero 20 dell’8 gennaio.

Inoltre le case popolari ci interessano anche da un altro punto di vista, perché è stata approvata di recente una legge che riguarda il rapporto fra la vendita delle case popolari e le normative sulle aste.

La circolare numero 20 dell’8 gennaio 2021 che abbiamo citato prima intende fornire delle informazioni molto precise sull’Iva agevolata al 10% per quanto riguarda le case popolari, Iva agevolata di cui alcune categorie di contribuenti possono beneficiare per gli interventi di manutenzione straordinaria.

Si tratta dell’applicazione dell’Iva con aliquota agevolata del 10% per i servizi che hanno come oggetto la realizzazione di interventi di manutenzione agli edifici di edilizia residenziale pubblica.

A questo proposito alcuni si sono chiesti se questa norma si possa applicare anche a tale tipologia residenziale.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che anche le case popolari possono beneficiare di questa aliquota agevolata, a patto che le case abbiano due condizioni importanti.

La prima caratteristica consiste nel fatto che deve essere un edificio pubblico e la seconda è rappresentata dal fatto che deve essere contemporaneamente un edificio residenziale.

Allo stesso tempo, con la circolare numero 20 dell’8 gennaio, l’Agenzia delle Entrate ha dichiarato che non si può applicare l’agevolazione per gli altri edifici che, pur essendo assimilati alle case di abitazione, non hanno però la caratteristica della stabile residenza.

Quindi per esempio l’aliquota agevolata dell’Iva non spetta alle scuole, agli asili, agli ospedali e alle caserme. La questione delle case popolari è sempre stata molto dibattuta, come abbiamo già specificato. Infatti sono tante le problematiche che ruotano intorno a questo tipo di residenze.

Sicuramente agevolare la manutenzione degli edifici favorisce il decoro e dunque può evitare che si abbassi ulteriormente il valore di questa tipologia di immobili.

Del resto anche se è vero che la realizzazione di questa tipologia di immobili avviene a prezzi molto bassi, non dobbiamo dimenticare che coloro che ereditano una casa popolare dopo averla riscattata possono venderla naturalmente rispettando e attenendosi ad alcune condizioni fondamentali.

Pertanto la manutenzione agevolata di questi immobili potrebbe apportare vantaggi economici non da poco durante il processo di vendita.

Ma in merito alla vendita delle case popolari colpisce la recente norma approvata dal Senato e che è stata inserita nella Legge di Bilancio, che vuole tutelare le residenze costruite con finanziamenti pubblici e che sono oggetto di pignoramento anche a causa del fallimento e della liquidazione coatta dei costruttori.

Secondo questa norma, il giudice deve sospendere il procedimento esecutivo: le case popolari non possono essere vendute all’asta.

È una norma molto importante, perché, come hanno chiarito gli esperti del mercato immobiliare che si occupano delle tipologie residenziali pubbliche, spesso sembra andare perduta la finalità pubblica in base alla quale sono costruite le case residenziali pubbliche.

Si possono verificare diversi episodi di attività speculative, di situazioni illecite che non fanno altro che danneggiare sia i cittadini che sono coinvolti che le amministrazioni.

Già da tempo vari sindacati si sono occupati di denunciare queste attività di tipo speculativo e, con il recente provvedimento adottato dal Senato, si possono tutelare quelle famiglie che sono vittime di vere e proprie truffe messe in atto da cooperative e ditte costruttrici.

Così l’edilizia agevolata potrà essere più protetta anche nell’ambito di quella funzione sociale essenziale che dovrebbe davvero svolgere.

 

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