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La luce in fondo al lampione

La battaglia del consigliere Riccio sul nuovo sistema di illuminazione pubblica. Bloccata al momento la modifica su Bellavista. La storia della convenzione con Enel Sole e la sua estensione prossima ventura

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“La nuova illuminazione? Ha un solo beneficiario: Enel Sole, non certo i cittadini”. Da un po’ di tempo Eugenio Riccio, consigliere comunale a Catanzaro del gruppo Misto, combatte una battaglia quasi quotidiana contro i punti luce a Led che pian piano copriranno tutto il territorio cittadino, zona per zona, quartiere per quartiere, strada su strada (attualmente, secondo comunicazioni della società incaricata, siamo all’85 per cento). La polemica è salita su di tono quando i diodi a emissione di Luce – questo il significato di Led –sono arrivati ad illuminare il centro storico, suscitando molte perplessità sotto tre aspetti: estetica, resa, sicurezza. Dell’impatto emozionale e visivo suscitato dai nuovi impianti, delle reazioni dei residenti e delle associazioni, Catanzaroinforma si è già occupato qualche settimana fa (potete leggere qui – Centro città al buio, un problema di sicurezza e decoro, 18 12 2020). Di nuovo c’è poco o nulla. Se non riferire quanto sostenuto ieri da Riccio in un post su Facebook da titolo “Bellavista non si tocca”: “Questa mattina, la follia … Stavano togliendo i vetri dalle lanterne di Bellavista … un vero e proprio scempio! Tutto, per fortuna, è stato momentaneamente bloccato grazie al nostro intervento e alle segnalazioni dei cittadini infuriati. Per il momento ringraziamo pubblicamentel’ingegner Giovanni Laganà, dirigente del Comune di Catanzaro. che ha bloccato tutti gli interventi previsti nel centro storico. Da parte nostra riteniamo questo progetto, che costa ai contribuenti ‘un botto’, assolutamente deficitario e con molte zona d’ombra”.

Riccio/1: Su Bellavista stavano ripetendo quanto fatto su tutti i lampioni del centro storico: togliere i vetri e sostituire la lampada tradizionale con i Led: l’effetto è orripilante

Da noi richiesto, il consigliere Riccio, che presiede la Commissione consiliare Ambiente e Lavori Pubblici, ha specificato: “Si tratta di un progetto che realizza Enel Sole, gara Consip, valore per l’intervento su Catanzaro 1milione300mila euro. La società ci guadagna dall’efficientamento energetico probabilmente pagando una bolletta meno cara di quanto l’avrebbe pagata il Comune. Nel gestire l’intervento, progetta e gestisce con il risultato che abbiamo sotto gli occhi e che porta la popolazione a imbufalirsi. Su Bellavista stavano ripetendo quanto fatto su tutti i lampioni del centro storico: togliere i vetri e sostituire la lampada tradizionale con i Led: l’effetto è orripilante. Questo atto di togliere i vetri, che non si sa dove vanno a finire, non mi risulta essere nel progetto, e viene giustificato da ragioni tecniche perché impedirebbe la diffusione ottimale della luce. Con tutto ciò, la città è molto meno illuminata, a discapito anche della sicurezza. Con l’aggravante che per risolvere il problema in alcuni punti del centro, in qualche vicolo buio, hanno piazzato plafoniere su bracci metallici come nelle piazzuole autostradali, neanche un lampione anticato che pure sarebbe rientrato nel lauto finanziamento ricevuto. Nei piccoli centri queste cose non le fanno”.

 

I Lampioni di Bellavista

Riccio/2 : Gagliano, un disastro, tutti al buio

Ma guardiamo cosa hanno combinato a Gagliano, un disastro, tutti al buio. La verità è che i lavori non li sta controllando nessuno. Dopo avere spedito molteplici mail certificate, segnalato più e più volte, constato che continuano a fare quel che vogliono, disattendendo loro stesse rassicurazioni, compresa quella di rimettere i vetri ai lampioni: così com’è è una ‘tamarrata’ bella e buona”. Così Riccio.
Pensare che in linea teorica il consigliere non era per nulla contrario all’iniziativa. In una dichiarazione del settembre 2014, nel commentare l’avvento dei Led a Milano, dichiarava che la notizia rafforzava “l’idea, che sta già diventando realtà, del sindaco Sergio Abramo. È stato proprio il primo cittadino catanzarese a dare l’input decisivo alla convenzione Consip sottoscritta con Enel Sole, che dal maggio scorso, a partire dal lungomare di Catanzaro, ha permesso l’avvio della sostituzione dei vecchi corpi illuminanti stradali con armature a led di ultima generazione. Dopo Bologna, Catanzaro è stato il primo Capoluogo di regione a puntare sulla nuova tecnologia lede, anticipando uno dei più grandi e dinamici centri italiani come Milano, si pone come pioneristico punto di riferimento per i Comuni di medie dimensioni che vorranno seguire la strada tracciata da Abramo”.

Il quartiere Gagliano al buio

Ma chi è Enel Sole e come si è arrivati alla convenzione e ai lavori di efficientamento energetico?

“Enel So.L.E. s.r.l. (Società Luce Elettrica) – leggiamo da Wikipedia – è una azienda italiana che opera nel settore dell’illuminazione pubblica e artistica. Fa parte del Gruppo Enel.Nacque nel 1999 e ad oggi gestisce circa 4.000 comuni per un totale di circa 2.000.000 di punti luce, con una quota di mercato del 21%, il che la rende una delle principali aziende a livello europeo che operano in questo settore.Nel 2009 è stata la prima azienda italiana ad impiegare la tecnologia del LED nell’ambito dell’illuminazione pubblica, tramite l’impiego di nuovi apparecchi progettati ad hoc. La tecnologia a LED, oggi grandemente diffusa anche nell’illuminazione pubblica, ha permesso notevoli risparmi energetici rispetto alle tecnologie precedenti al mercurio, agli ioduri metallici o al sodio ad alta pressione, e in particolare i nuovi apparecchi hanno utilizzato nuovi sistemi per la regolazione puntuale del singolo punto luce e hanno garantito la totale assenza di dispersione luminosa verso la volta celeste, in ottemperanza ai dettami delle leggi regionali in materia di inquinamento luminoso”.

Abramo nel 2016: Il miglioramento della qualità del servizio, il contenimento dei costi, il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale sono gli obiettivi perseguiti da Enel Sole

Con queste credenziali, Enel Sole sbarca a Catanzaro, come da cronache del tempo. Era il 13 maggio 2016 quando il sindaco Sergio Abramo, affiancato dal capo di gabinetto Antonio Viapiana e dal responsabile dell’area Sud di Enel Sole, Francesco Romagnoli, presentava in una conferenza stampa a Palazzo De Nobili i termini della convenzione che per nove anni affidava a Enel Sole la gestione dell’illuminazione pubblica. “L’accordo operativo da qualche giorno – diceva il sindaco Abramo – prevede la fornitura di energia elettrica, la manutenzione degli impianti, la riqualificazione energetica e la gestione integrata dei quasi 13mila centri luminosi presenti sull’intero territorio comunale. Il miglioramento della qualità del servizio, il contenimento dei costi, il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale sono gli obiettivi perseguiti da Enel Sole”. “Quello di cui parliamo oggi – ribadiva il capo di gabinetto Antonio Viapiana– rientra all’interno di una strategia della pubblica amministrazione di Catanzaro, che vuole migliorare i servizi risparmiando. La situazione della pubblica illuminazione esterna era quasi al collasso, basti pensare che nel recente fine settimana di maltempo sono state registrate 200 segnalazioni e conseguenti 200 interventi. Prima di raggiungere questo accordo spendevamo per la pubblica illuminazione 2 milioni 200 mila euro annui, ora ne spendiamo 1 milione 840 mila euro. La presenza di Enel Sole, grande e strutturata azienda, ci rassicura e ci tranquillizza”. “L’installazione dei nuovi 7.600 centri luminosi con tecnologia a Led – prediceva da parte sua Romagnoli – verrà effettuata secondo un piano che condivideremo con l’Amministrazione comunale. Ciò comporterà, nei prossimi 3 anni, un investimento di circa 4,5 milioni di euro che sarà interamente sostenuto da Enel Sole. Il volto di Catanzaro presto cambierà in modo radicale”.
Su questo non c’è dubbio. In quale senso è tutto da discutere. Da notare che le stesse polemiche che investono Ener Sole a Catanzaro sono fotocopia di quanto si è verificato in tutte le città italiane su cui ha operato o sta producendo i suoi luminosi effetti. Roma, Bologna, Piacenza, tanto per citare quelle a tiro di rete internet.

La scarsa illuminazione del Centro storico

Italia Nostra boccia il progetto anche a Picenza

A Piacenza, tanto per dire, il giornale on line “Il Piacenza.it” il 5 aprile 2019 intitolava, corredando il servizio con la foto di una lanterna senza vetri: “Lampade a led nelle strade del centro storico? Oltraggio alla “grande bellezza” di Piacenza. Italia Nostra critica la nuova illuminazione: ‘Imbruttisce poiché altera i colori, i rilievi, le dimensioni stesse degli edifici, in sostanza la fa apparire come una scialba continuazione della brutta periferia che la circonda”. Mal comune mezzo gaudio, potrebbe essere la consolazione.

Enel Sole usufruirà di una estensione già prevista nella convenzione originale del 2013, nell’ambito del programma di Agenda Urbana

Però, una cosa la cittadinanza partecipe potrebbe fare. Guardare avanti. Il 22 giugno 2020 il dirigente per l’Autorità urbana per il Por Calabria 2020, ing. Laganà, ha firmato una determina dirigenziale nella quale, nel conferire il “Servizio di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione per il Programma Agenda Urbana POR Calabria 2014/2020 Azione 4.1.3. reti di illuminazione pubblica led e smart cities” a un professionista esterno, richiama l’approvazione del Progetto esecutivo dell’intervento “Reti di illuminazione pubblica e smart cities” proposto da ENEL SOLE Srl in data 30/8/2019, e composto da: Relazione tecnica, Elaborati grafici, Calcoli illuminotecnici e statistici, Criteri Ambientali Minimi, Computo metrico estimativo, Cronoprogramma, con il Quadro Tecnico Economico di massima del Progetto, che prevede interventi per Euro 2.686.875,44 per importo lavori e Euro 48.000,00 per oneri di sicurezza, più IVA al 22%, per un totale di Euro 3.376.042,80 da destinare ad ENEL SOLE Srl per la Convenzione CONSIP, ed Euro 123.957,20 per somme a disposizione dell’Amministrazione, per un totale di Euro 3.500.000”. Dal che parrebbe che Enel Sole usufruirà di una estensione già prevista nella convenzione originale del 2013, nell’ambito del programma di Agenda Urbana. È il caso che la cittadinanza sia posta a conoscenza in anticipo delle implicazioni degli interventi sul piano della vivibilità urbana, pur se ammantati del glamour dell’efficientamento energetico.

 

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