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Tamponi e contagi, quello che c’è da sapere dalla A alla Z

Quelle, “apparentemente e taciute”, inspiegabili correlazioni tra Tamponi/Positivi/Rt/Aumento casi

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    di Gipo Taverniti

    Tenete bene a mente queste fondamentali premesse.

    A)

    Abbiamo imparato a capire quanto la rapida e tempestiva identificazione dei casi positivi, e le successive fasi di tracciamento e isolamento dei contatti, rappresentino misure essenziali, e insostituibili, per il contenimento/contrasto della diffusione del virus Sars-CoV2;

    B)

    Sappiamo anche perfettamente che i soli “Test diagnostici” indicati dalla comunità scientifica quali indicatori, più o meno, sicuri d’infezione in atto siano i TEST MOLECOLARI, eseguiti tramite “Tampone naso-faringeo”.

    C)

    È di accertata, e comune, conoscenza scientifica il dato che i TEST ANTIGENICI RAPIDI rappresentino invece al contrario una misura diagnostica alternativa, valida, autorizzata e indicata solo in determinate circostanze (screening di massa, necessità di tempi rapidi di esecuzione, disponibilità kit, ecc.), e che il loro riconosciuto e accertato ridotto grado di affidabilità diagnostica necessiti quasi sempre di una successiva conferma di laboratorio per mezzo di Test molecolari.

    D)

    Ci è stato spiegato che il calcolo dei “Tasso di diffusione” giornaliero del virus viene effettuato valutando il rapporto tra numero totale dei tamponi effettuati e il numero complessivo di soggetti positivi riscontrati.

    E)

    Da ciò deriva che, se a fronte di un incremento del numero totale dei tamponi giornalieri effettuati, il numero complessivo di soggetti positivi riscontrati si mantiene stabile, il tasso di diffusione subisce una riduzione fisiologica.

    F)

    A una riduzione di tale parametro valutativo corrisponde il conseguente riscontro di una contrazione del “Tasso di virulenza e contagiosita”, dunque la riduzione del famigerato “Indice Rt”.

    G)

    Ovvio che, se questo parametro scende, le interpretazioni che possono, e vengono, fornite a riguardo dagli organi tecnici e di governo responsabili non possono che essere le seguenti:

    1) adeguatezza ed efficienza delle misure di contenimento e contrasto rispetto alla situazione epidemiologica corrente;

    2) effettiva tenuta del sistema concernente le attività operative di screening e contact-tracing;

    3) possibile consequenziale revisione delle misure governative in direzione di un potenziale allentamento di alcune misure di contenimento/contrasto.

    Questa è la favola che è stata raccontata fino a qualche settimana fa al popolo Italiano.

    Quella che aveva portato alla collocazione della maggior parte delle Regioni Italiane in fascia gialla.

    Ma è anche quella che oggi, con il solito ingiustificabile ritardo, ha portato gli organi decisionali a rivedere in fretta tali scelte, postulando un rafforzamento immediato delle misure di contrasto, valutando il rapido e progressivo incremento dei contagi.

    Proverò a spiegare nel dettaglio a cosa sia effettivamente attribuibile tale contrastante dicotomia tra le due differenti realtà che ci sono state prospettate in rapida successione nelle ultime settimane, passando da una situazione in apparente miglioramento a una in evidente peggioramento.

    Tutto è in relazione con una documentabile e scandalosa messa in scena (cercata o inconsapevole non sta a me giudicarlo) della rappresentazione di una falsità sul piano scientifico-epidemiologico, attuata con la silenziosa complicità e indifferenza di una certa parte di stampa, sempre più dichiaratamente incompetente, oltre che probabilmente assoggettata e dominata da interessi di parte.

    Ecco gli elementi di causa che, in considerazione di quanto esplicitato nei precedenti punti da A) a G), attestano e documentano quanto appena asserito.

    H:

    Nelle settimane che vanno da quella del 21-28/10/2020 a quella del 19-25/11/2010 si è assistito a un “progressivo incremento” del numero complessivo di Tamponi effettivi settimanali, processati con Test molecolare, passati dalla media giornaliera di 177.000 a quella di 218.000;

    I)

    Nelle successive settimane, a partire da quella del 26-11/02-12/2020 a quella del 24-30/12/2020, si è invece registrato un trend inverso, con “progressivo decremento” del numero complessivo di Tamponi settimanali, sempre processati con Test molecolari, passati da una media giornaliera di 197.000 a quella di 150.000;

    L)

    Quest’andamento, in costante riduzione è proseguito anche nelle settimane successive, sino alla data del 20.01.2021, quando è stato registrato un “anomalo, improvviso, incremento” del numero dei tamponi giornalieri effettuati, che ha determinato un improvviso balzo della media settimanale, passata al valore di 226.000 giornalieri nella settimana 20-26/01/2021;

    M)

    Solo in data 22.01.2021 è stato possibile comprendere, grazie alla constatazione di un dato da me personalmente riscontrato, prendere atto di una “modifica” effettuata sulle colonne della Tabella dati del Ministero della Salute, con la quale era finalmente emerso a cosa fosse attribuibile tale apparentemente inspiegabile incremento.

    Nelle suddette colonne aggiuntive veniva infatti specificato nel dettaglio che il numero complessivo dei Tamponi giornalieri effettuati fosse in realtà la somma di Tamponi processati con Test molecolari + quelli processati con Test antigenici.

    Ovviamente a questa importantissima evenienza nessuna, e sottolineo nessuna, testata giornalistica aveva dato peso e rilievo, passando dunque come un’evenienza irrilevante;

    N)

    Nelle settimane successive, da quella del 27-01/02-02/2021 a quelle seguenti fino alla data odierna, il numero complessivo dei Tamponi settimanali totali è balzato ulteriormente da una media giornaliera di 236.000 a quella ultima di 273.000;

    O)

    Nel frattempo nel computo dei Tamponi totali effettuati nelle settimane sopra citate, a partire da quella iniziale del 20-26/01/2021, il rapporto percentuale tra Tamponi processati con Test molecolari/Tamponi processati con Test antigenici, è passato dall’iniziale rapporto 64/36% a quello attuale 50/50%;

    P) Nelle settimane su indicate si è assistito inoltre a un progressivo incremento delle persone sottoposte a test, la cui positività/negatività è stata dunque valutata dunque con un grado sempre maggiore di riferimento ai Tamponi processati con test antigenici rapidi.

    Si è dunque scelto di affidare un peso sempre maggiore di questa metodologia diagnostica per l’identificazione dei casi positivi;

    Q) Se si considera che il numero medio di Tamponi giornalieri effettuati nella settimana 17-23/02/2021 è salito ulteriormente al valore di 273.000, ma che il rapporto tra tamponi processati con test molecolari e tamponi processati con test antigenici rapidi è passato al 50%, questo indica che il numero medio giornaliero di tamponi processati con test molecolari (quelli validi e sicuri, per intenderci) è sceso a un valore di circa 138.000.

    Dunque ancora più basso del valore medio più basso mai raggiunto, che era quello della settimana 24-30/12/2020, attestato su 150.000 circa.

    R)

    Si precisa ulteriormente che nelle seguenti giornate:

    09-02, 10-02, 13-02, 15-02, 22-02, 23-92 il numero di Tamponi giornalieri processati con Test antigenici rapidi ha superato quello dei tamponi processati con Test molecolare.

    S)

    Per una strana, e chi sa quanto casuale coincidenza, a differenza da quanto documentabile attraverso la valutazione dell’indice Rt, l’esame dell’indice M.M.P.P. (che rappresenta la metodologia statistica da me utilizzata per lo studio epidemiologico che conduco sin dal 24.02.2020) indicava già a partire dal 23.01.2021 un progressivo, costante, incremento giornaliero del valore di tale indice, che portava la media decade di tale dato dal valore di 2.872 nel periodo 11-21/01/2021 ai valori successivi di 3.076, nel periodo 21-31/01/2021, a 3.477, nel periodo 01-10/02/2021, fino all’attuale 5.450 della decade 11-20/02/2021;

    T)

    Nel contempo la postulata % del tasso di diffusione di una delle varianti in circolazione, quella inglese in particolare, è passata dall’“ipotetico” valore del 18% a quello attuale di oltre il 50%;

    U)

    Non solo si è verificato un incremento progressivo dell’unico dato veramente utile, ma anche il solo attendibile, per la valutazione del reale andamento epidemiologico, rappresentato da incremento reale dei nuovi casi positivi/d’isolamento/di ricovero, ma anche il dato insignificante preso in considerazione dai media per indicare tale evoluzione, e cioè il differenziale tra i dati giornalieri e quelli del giorno precedente, ha incominciato a passare negli ultimi giorni da un valore negativo, dunque in decrescendo, a un valore positivo, in incremento;

    V)

    Come se fosse un fatto assolutamente inaspettato, e dunque non prevedibile né preventivabile, è stato comunicato un incremento del numero delle Regioni con indice di saturazione dei posti di ricovero in Terapia Intensiva oltre la soglia di rischio contenibile;

    Z)

    E’ stato prospettato un ulteriore incremento delle misure di contrasto, ma non con un incremento delle reali misure di prevenzione (aumento numero Tamponi giornalieri con processazione attraverso test molecolari; incremento delle attività di screening e contact-tracing; accelerazione della tempistica e ampliamento delle modalità organizzative della campagna vaccinale; dotazione immediata dei laboratori autorizzati di Kit e reagenti per individuazione nuove varianti; ecc. ecc. ecc.) ma attraverso un sistema di lockdown rafforzati locali (che per inciso avrebbero avuto senso ed efficacia solo se applicati nei tempi dovuti, corrispondenti a circa due mesi orsono, e che oggi invece non hanno alcuna logica né sostenibilità sul piano epidemiologico, in quanto insufficienti per contrastare realisticamente effetti della nuova ondata in corso).

    Siamo quasi ai limiti di una farsa.

    Non credo ci sia altro da precisare a riguardo.

    Il mio compito non è trarre conclusioni.

    Ma fornire dati inoppugnabili e inconfutabili (ai quali mi aspetto sempre ci sia qualcuno in grado di dimostrarne infondatezza) su una realtà cui nessuno sembra prestare attenzione, con gli evidenti e ovvi riflessi sul piano delle possibili conseguenze in tema di politica sanitaria.

    Come al solito lascio a ciascuno di voi il diritto/dovere di farsi un’opinione a riguardo.

    Con la speranza ovviamente che non solo sia basata sui presupposti della conoscenza oggettiva dei fatti, ma che soprattutto sia finalizzata al conseguimento di un interesse e un’utilità collettiva.

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