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I diportisti dal sindaco, ma il ricovero delle barche non è responsabilità dell’Amministrazione

Oggi l'incontro ma sullo sgombero sembrano esserci pochi margini

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I proprietari delle barche che si sino sentiti “sfrattati” dai pontili del Porto di Catanzaro,  incontreranno oggi il sindaco per trovare una soluzione, stante la comunicazione che intima alla Navylos di sgomberare l’area. Ma l’amministrazione potrà solo ascoltarli in realtà e cercare, nelle pieghe delle norme, una possibile soluzione che non violi la legge, stante che la questione del ricovero delle imbarcazioni resta una questione tra privati, che difficilmente potrà trovare un rimbalzo di responsabilità nel procedimento amministrativo avviato dal Comune e che, ovviamente quello sì, può essere sottoposto, nei giusti termini, così come è stato fatto, al giudizio del Tribunale Amministrativo.

Il Tar sospende il provvedimento con il quale il  Comune non ha concesso la proroga della concessione demaniale marittima a Navylos, ma non parla di uno stop allo sgombero dell’area

Proprio i giudici amministrativi con il decreto del 27 febbraio hanno stabilito che venga accolta  la sospensione degli atti impugnati. Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 23 marzo 2021. Ma prima di questo sempre i giudici amministrativi scrivono : “preso atto della nota prot. 3911 del 14.01.2021 del Comune di Catanzaro – Settore Patrimonio, Provveditorato, Partecipate, avente ad oggetto: «Riconoscimento della validità e della durata della concessione demaniale marittima – legge 145/2018» Visti il ricorso e i relativi allegati; Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi ll’art. 56 cod. proc. amm.; Ritenuto che, avuto precipuo riguardo al pregiudizio dedotto e salva ogni valutazione nella sede collegiale, siano sussistenti i presupposti di estrema gravità e urgenza, tali da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio previsti ai fini dell’emissione di misure cautelari monocratiche, atteso che la concessionaria dovrà provvedere allo sgombero dello specchio d’acqua entro il 28 febbraio 2021 e rilevata la necessità di giungere a una decisione collegiale re adhuc integra, in modo da garantire tutela cautelare effettiva; Ritenuto, pertanto, che sussistano i presupposti per l’emissione di misure cautelari monocratiche”.

Secondo il Comune la richiesta di Navylos non poteva essere accolta perchè non rientrante nella fattispecie prevista dal comma 683 della legge 145/2018

Ma è necessario specificare quale sia  l’atto contro cui Navylos, rappresentata in giudizio da Pino Pitaro, ha fatto ricorso, e se questo c’entra davvero il ricovero delle barche, con quanto ha stabilito il Tar o con quanto hanno portato alla pubblica attenzione alcuni comunicati stampa? In punto di diritto e di carte, la questione barche sembrerebbe non  essere oggetto dell’atto stesso, una gestione che riguarderebbe così solo il rapporto tra Navylos e i diportisti.

Il Comune di Catanzaro con nota 3911 del 14 gennaio 2021 infatti scrive “In riferimento alla Pec del 5 febbraio 2020 con la quale è stata trasmessa istanza per il riconoscimento della validità e della durata della concessione demaniale marittima si comunica che, il settore con nota i novembre 2019 ha comunicato a tutti i titolari di concessioni demaniali marittime di star provvedendo all’individuazione della documentazione necessaria per l’istruttoria delle richieste di estensione così come indicato dalla Regione Calabria e previsto dalla legge 145/2018. E secondo l’articolo 1 comma 683 della stessa legge, la concessione demaniale marittima rilasciata ad Agosto 2016 non rientra tra queste estensioni. Per quanto concerne – continua ancora il Comune – la nota prot. 126676 del 22 dicembre 2020, avente ad oggetto la Manifestazione di interesse Avviso pubblico Rep 4749 del 18/12/2020 per il riconoscimento della scadenza della concessione demaniale ai sensi l’estensione della  propria concessione demaniale, non richiamata nell’avviso in quanto non rientrante nel comma 683  della legge 145/2018”

 

 

 

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