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De Sarro: “Una città smarrita e senza punti di riferimento. Si ripensi anche al ruolo del nostro Protettore”

L'intervento del consigliere comunale di Cambiavento

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di Vincenzo De Sarro*

Non siamo lontani dal 16 luglio 2020, San Vitaliano. Son decorsi 8 mesi.

Il 16 luglio 2020, nella festa di San Vitaliano, in considerazione del ruolo di Consigliere comunale che stavo svolgendo, ho ritenuto opportuno partecipare alla Messa solenne per ascoltare ciò che il Nostro Arcivescovo avrebbe detto alla Città.

Il nostro Arcivescovo, pur apprezzando l’impegno dell’Amministrazione comunale sana e senza debiti – condizione essenziale in un contesto di Enti locali alle prese con il dissesto finanziario e con il dramma dei rifiuti urbani che per fortuna non toccano la città – ha comunque sottolineato che la nostra è una città che ha smarrito la propria identità e che, essendo cresciuta male in questi ultimi decenni, ha bisogno di un opera di risanamento in grado di ricucire le varie anime della città.

Individuare i responsabili di questa situazione ritengo non sia utile ma se si volesse indagare potrebbe essere attribuita sia a scelte non oculate da parte di chi ha amministrato in questi ultimi decenni, sia all’inerzia di molti cittadini pronti a lamentarsi ed a criticare ma a non dar alcun contributo (a mio avviso il non fare è sempre un far male).

Amministrare non è facile sia perché i settori da amministrare sono tanti ed i fondi disponibili sono sovente insufficienti, ma anche perché ogni cittadino deve sentirsi parte attiva della propria città (e così non è).

Come ridare alla città l’identità smarrita?

A mio avviso alla città di Catanzaro, come ad ogni città della nostra bella Italia, sono assenti e/o insufficienti tre cose: il centro, il fine ed i mezzi.

In primo luogo manca il “centro” da intendersi non solo come un luogo fisico ma come l’anima della città.

Non essendoci più un confronto costruttivo in ogni contesto sociale – non solo in politica – i risultati non si raggiungono.

Il “centro” è il luogo nel quale ci si incontra, ci si ritrova, ci si confronta per cercare di comprendere chi effettivamente siamo (identità della città). Più che un luogo fisico è il luogo del significato.

Non essendoci più un confronto costruttivo in ogni contesto sociale – non solo in politica – i risultati non si raggiungono.

Oggi Catanzaro ha il “pennacchio” di Capoluogo di Regione ma, di fatto, è una città spenta e priva di ogni speranza proprio perché ha smarrito la propria identità.

Una città che ha smarrito la propria identità. mancano messi umani e relazionali

La seconda cosa che manca è il “fine”. Una città che ha smarrito la propria identità non sa neanche ove far confluire la direzione del proprio impegno che costituisce il “fine”.

La terza cosa che manca sono i mezzi, il “come fare” per collegare il “centro” con il “fine”. Non si tratta solo di mezzi materiali, che pure ci vogliono, ma di mezzi umani e, in particolare, relazionali: ciò che manca è “la qualità umana dei rapporti”.

Il risanamento di una città comincia dal risanamento dei rapporti tra le persone.

Il nostro Arcivescovo nelle parole trasmesse ai cittadini il 16 luglio scorso ha parlato della necessità per Catanzaro di un “progetto di rinascita della Città su obiettivi strategici di rigenerazione urbana”.

Ritengo abbia pienamente ragione. Ogni cosa bella ha sempre avuto a monte prima un progetto.

Lo stesso vale per la città. Se si vuol ridare alla città la dignità e la bellezza che merita, è necessario redigere un progetto, operazione complessa ma l’unica via da perseguire.

Chi lo dovrà redigere? I catanzaresi e solo i catanzaresi. Non cercate luminari altrove perché Voi vivete la Vostra Città e dovete scoprire ciò di cui ha bisogno.

Ricorrere a San Vitaliano che già una volta salvò Catanzaro dalla peste

Avendo iniziato con San Vitaliano, finisco con San Vitaliano. San Vitaliano già una volta ha protetto la Città dalla peste nel lontano 1656.

Perché non ricorrere a Lui in questo tempo di pandemia? Potrebbe essere un buon vaccino che non costa nulla e non ha effetti collaterali.

*Consigliere Comunale Cambiavento

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