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Rinascita Scott come un’enciclopedia della ‘ndrangheta, Presadiretta dedica un’intera puntata

Il giornalista Riccardo Iacona spiega il perchè di una scelta

di Riccardo Iacona*

Ho deciso di dedicare una intera puntata di Presadiretta all’ operazione Rinascita Scott realizzata dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, perché le 13mila pagine di cui è composta ci fanno toccare con mano come vive, di cosa si nutre e come riesce ad arrivare dappertutto la ‘ndrangheta, la facilità con cui riesce ad allearsi con la società, l’ economia e la politica.

L’impegno dei carabinieri

Al centro dell’ indagine c’ è la cosca guidata dal boss Luigi Mancuso e le decine di clan a lui collegati, che comandavano su Vibo Valentia e tutta la provincia. Con uno sforzo enorme, centinaia di carabinieri dei Ros di Roma, Catanzaro e del Nucleo investigativo di Vibo Valentia, per quattro anni hanno pedinato, monitorato e intercettato decine di ‘ndranghetisti e ci hanno riconsegnato la vita dell’ organizzazione e i loro affari con la forza di un film. Nulla sfuggiva al controllo della ‘ndrangheta, appalti, compravendita di beni, intestazioni fittizie, contratti tra privati, acquisizione di imprese, imposizione del pizzo e un vastissimo giro di usura, un vero e proprio circuito bancario illegale parallelo che consentiva agli ‘ndranghetisti di sapere tutto di tutti, quanti soldi nel conto corrente, quali le proprietà possedute, ereditate o vendute. Impressionante, poi, è il numero di “colletti bianchi” che, in un modo o nell’ altro, si erano prestati al buon funzionamento dell’ organizzazione.

Dalle teste di legno agli infedeli delle forze dell’ordine

Dalle “teste di legno” a cui venivano intestati i beni degli ‘ndranghetisti, passando per commercialisti, notai, avvocati, pubblici amministratori e funzionari, personale dei palazzi di giustizia, uomini delle forze dell’ ordine infedeli. Nell’ inchiesta c’ è persino il direttore della filiale di una banca di Vibo Valentia che viene presentato ai “bravi ragazzi” e gli ‘ndranghetisti in una intercettazione esclamano «abbiamo un amico in banca!». Relazioni pericolose Scene da film, appunto, se non fosse che è proprio grazie a questa fitta rete di relazioni che il clan Mancuso è riuscito negli anni a infiltrare l’ economia di una intera provincia e ad acquisire una disponibilità economica che, secondo i collaboratori di giustizia, sarebbe illimitata.

Il ruolo dell’avvocato Giancarlo Pittelli

Stupisce la facilità con cui personaggi con una storia professionale importante intrattengano rapporti amicali e intensi con il boss Luigi Mancuso. È il caso dell’ avvocato Giancarlo Pittelli, rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, principe del Foro di Catanzaro, ex senatore nelle file di Forza Italia che si presta in mille modi ad aiutare la famiglia Mancuso: la figlia del boss Teresa non riesce a passare l’ esame di Istologia alla facoltà di Medicina a Messina? L’ avvocato Pittelli la fa incontrare con il rettore per raccomandarla. Il boss ha bisogno di visite specialistiche? L’ avvocato si mette a disposizione e organizza tutto in forma riservata in una clinica. L’ accusa più grave è che avrebbe tentato di conoscere il contenuto delle dichiarazioni del pentito Andrea Mantella che già dal 2016 stava rivelando ai magistrati tutto sul clan Mancuso e i suoi affari, materiale delicatissimo e secretato. «Tutto quello che riesco a sapere ve lo dico», dice Pittelli, intercettato, al luogotentente di Mancuso.

Rinascita Scott è come un’enciclopedia della ‘ndrangheta

L’ enciclopedia della mafia Rinascita Scott è veramente una enciclopedia dell’ universo mafioso calabrese, pensate che nell’ ordinanza per le misure cautelari, ci vogliono ben 250 pagine solo per elencare tutti i capi di imputazione e c’ è di tutto dentro. Viene ricostruita la storia delle decine di omicidi e altrettante lupare bianche che hanno insanguinato la provincia di Vibo Valentia e gettato nel terrore una intera comunità. Ci sono il traffico d’ armi e quello internazionale di droga; ma c’ è anche la storia della piccola gente, vittima dei soprusi del potere ‘ndranghetista, a dimostrazione che dove comanda la mafia soffrono tutti. Paradigmatica è la storia della signora Sicari, una delle parti civili al processo, che ha avuto la sfortuna di vendere a un capomafia locale un appartamento. Con la scusa di prendere le misure, l’ uomo è entrato, con moglie e figli e da 20 anni ci vive dentro, senza rogito, senza aver pagato nulla e non c’ è autorità, comunale, polizia o magistratura che sia riuscita a mandarlo via.

La massoneria deviata e la fuga di notizie

Rinascita Scott è una inchiesta piena di misteri: come hanno fatto i Mancuso a conoscere il giorno e l’ ora in cui sarebbero scattati gli arresti? Che ruolo ha la massoneria deviata come moltiplicatore del potere criminale? Quanto riesce a infiltrarsi nei palazzi di giustizia per depotenziare il lavoro dei magistrati e “aggiustare” i processi? «Nella massoneria deviata c’ è il potere, ci sono i burattinai – mi dice Gratteri – investigare questo mondo è pericoloso, perché mettiamo a repentaglio la nostra carriera, la nostra vita. E noi sappiamo perfettamente che non dimenticheranno e che non perdoneranno l’ aver osato o l’ osare avvicinarsi a questo mondo. Noi non sappiamo se ci riusciamo. Però ci proviamo».

*Giornalista – conduttore del Programma Presa Diretta