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Il mostro si chiamava neuroblastoma, ma il coraggio e la volontà di una bimba catanzarese hanno vinto su di lui

I genitori della piccola non dimenticano gli angeli del Gaslini, l'ospedale di Genova, a cui hanno mandato tante uova per i giovanissimi pazienti

Dalla paura al coraggio, fino alla speranza e al sorriso regalato con un uovo di Pasqua. La storia della piccola catanzarese Da. (riportiamo il nome abbreviato per volontà dei genitori) è iniziata una sera di agosto del 2019, quando aveva appena tre anni e mezzo.

La diagnosi ed il trasferimento al Gaslini

Era uscita con i nonni per andare al mare, una giornata d’estate come tante altre, ma la bimba si lamentava e aveva il pancino gonfio. La corsa in ospedale, gli esami di rito e la dolorosa diagnosi: neuroblastoma, tumore neuroendocrino maligno embrionario che colpisce soprattutto i più piccoli. Da Catanzaro viene suggerito il trasferimento immediato all’ospedale Gaslini di Genova, centro di riferimento nazionale nella cura oncologica. Un percorso verso l’uscita dal tunnel che sarebbe terminato poco più di un anno dopo. “Ci siamo spostati a Genova con tutta la famiglia – racconta la mamma di Da. – e ogni cura per lei all’inizio era una tragedia, anche una semplice medicazione. Poi ha iniziato a fidarsi di medici e infermieri, a prendere coscienza della malattia e di tutto ciò che bisognava fare”.

Un iter iniziato con la chemioterapia e proseguito con l’autotrapianto delle staminali, la chirurgia, la radioterapia e concluso a settembre scorso con l’immunoterapia. Ora che il peggio è passato, Da. con mamma, papà e fratellino è tornata a Catanzaro e risale a Genova per i controlli periodici.  “Nella sfortuna siamo stati fortunati, abbiamo avuto la possibilità di trasferirci a Genova e di avere vicini anche nonni e zii. Il covid non ci ha cambiato più di tanto la vita, eravamo già abituati a tanti sacrifici e alle misure di sicurezza. Da.  adesso sta bene e, proprio a inizio marzo, siamo tornati al Gaslini e abbiamo fatto l’ultimo controllo”.

La speranza è che anche in Calabria si possano affrontare questi percorsi terapeutici

La speranza di mamma e papà è quella che anche in Calabria si possano affrontare percorsi terapeutici complessi e, soprattutto, avere la possibilità di fare screening utili a scoprire, senza ritardi, l’insorgenza di eventuali tumori che spesso nei più piccoli si individuano quasi per caso.

La storia a lieto fine di Da. è anche un esempio positivo per tanti bimbi coraggiosi che combattono contro il neuroblastoma e per cui è necessario sostenere la ricerca. “In questa esperienza – conclude la mamma di Da. – ho avuto modo di conoscere e apprezzare la realtà dell’associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma. Anche per questa Pasqua ho voluto donare le uova solidali ai bimbi ricoverati che si trovano nella stessa situazione di nostra figlia per regalare anche solo un piccolo sorriso”.