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Furriolo: “Caro Sergio hai confermato che il Masciari non sarà più cinema o teatro. Non sappiamo se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto”

L'ex sindaco di Catanzaro rilancia dopo il botta e risposta con il primo cittadino

di Marcello Furriolo*

C’è sicuramente un motivo se, da oltre un decennio, Sergio Abramo è alla guida della città di Catanzaro, sostanzialmente con immutato indice di gradimento da parte dei cittadini. E con gli stessi mugugni da parte degli ambienti politici, di maggioranza e di opposizione.

(In basso la notizia dell’acquisizione del Teatro Masciari)

Abramo: “Restituiamo il teatro Masciari alla città. Ma il Comitato che protestava dov’è”

Abramo in tutti questi anni ha dimostrato di essere un abile amministratore, massimamente esperto in materia di ragioneria e bilancio, riuscendo a tenere la barra diritta dei conti, a differenza di tanti enti locali calabresi e particolarmente efficace nell’acquisizione di finanziamenti pubblici. Di segno opposto è quello che riguarda il rapporto di Abramo con la politica e la sua visione politica del ruolo di Sindaco di una città complessa come Catanzaro.

La gestione della vicenda del Masciari da parte del Sindaco Abramo è un pò la summa della sua concezione dell’amministrazione pubblica e della sua visione di città, così come la ha espressa nella sua risposta alle mie riflessioni sull’acquisizione al patrimonio comunale dell’immobile del vecchio cinema teatro Masciari. Una risposta molto coerente con il suo credo amministrativo e che, in definitiva conferma, almeno per una parte assai rilevante, i dubbi da me sollevati.

(in basso le riflessioni di Marcello Furriolo, ex sindaco di Catanzaro, sulla destinazione del Masciari)

Bene per l’acquisto del Masciari ma tanti nodi ora da sciogliere

Innanzitutto prendo atto con piacere delle rassicurazioni sul progetto di ristrutturazione e recupero dal punto di vista architettonico e artistico dell’immobile, anche se l’esperienza ci dice che non sempre il contributo delle varie Soprintendenze è stato garanzia di cura e rispetto rigoroso della qualità storica e culturale degli immobili restaurati. C’è da sperare che questa volta l’impegno dell’Amministrazione garantisca di poter restituire alla città un bene culturale di indubbio pregio e valore.

Il secondo aspetto delle preoccupazioni da me espresse riguardava la destinazione d’uso del cinema teatro Masciari. E qui Sergio non ha potuto che confermare, con grande trasparenza, quanto temevamo. E che, cioè, il Masciari non sarà più quel luogo dello spettacolo, cinema e teatro, che intere generazioni di catanzaresi hanno conosciuto e apprezzato. Il Sindaco Abramo ha avuto il merito di garantire l’acquisizione dell’immobile al patrimonio pubblico, ma per fare questo, anche per evitare maggiori danni all’Amministrazione, ha dovuto ricorrere a fonti di finanziamento europei, Agenda Urbana, che hanno una destinazione vincolata per attività a favore di particolari categorie sociali, che esclude la fruizione degli immobili acquisiti per funzioni culturali o di spettacolo.

C’è poco da discutere. Si poteva fare diversamente? Non sappiamo. Ancora una volta c’è da prendere atto della indiscussa abilità del Sindaco e dei suoi consulenti nel recuperare finanziamenti pubblici e, quindi, aver acquisito al patrimonio comunale un immobile dal grande valore, anche simbolico, come il Masciari. Rimane l’amaro in bocca in quanti speravano nella restituzione di quel glorioso luogo della memoria alle sue funzioni culturali, di cui la città ha tanta fame.

(La risposta del sindaco Abramo alle prime osservazioni dell’ex sindaco Marcello Furriolo)

Teatro Masciari, Abramo: ‘L’identità storica sarà preservata nel rispetto dei vincoli imposti per ottenere i fondi’

Caro Sergio, devi riconoscere che siamo davanti ad un bel bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

La città di Catanzaro ha acquisito, grazie a te, un prestigioso immobile di grande pregio architettonico e artistico. La stessa città, con la chiusura del cinema teatro Masciari ha, però, definitivamente perso un altro pezzo inestimabile del suo patrimonio culturale e civile.

Le nuove generazioni e i cittadini catanzaresi, come sempre disciplinati e pazienti, se ne dovranno fare, ancora una volta, una ragione.