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La rigenerazione dei borghi come opportunità di sviluppo. L’esperienza di Simeri

Il giovane architetto Mancuso ha presentato un progetto di riqualificazione che ha attirato molti giovani

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Un’intensa settimana trascorsa nel particolare borgo di Simeri ha permesso al team di “Simeri Laboratorio Urbano” di sviluppare la parte iniziale dell’idea progettuale partita dall’architetto Flavio Mancuso. Il giovane calabrese, se pur operante ad Amburgo, ha trovato le giuste opportunità nel piccolo paese da poter sviluppare in maniera ottimale, permettendo al gruppo “Simeri Lab”, di cui fa parte, di poter eventualmente riqualificarne il territorio, gli spazi pubblici e, soprattutto, inserendo nuove attività nel contesto abitativo. Ricercare dunque quelle potenzialità che daranno al borgo una svolta determinante, costituirà il punto di partenza per poter sviluppare il progetto anche in altri comuni.

Vivere il borgo per una settimana  ha permesso di goderlo interamente conoscendone stile di vita, paesaggi e in particolar modo incontrando i residenti, quale fulcro primario di un centro abitato. La permanenza è stata segnata da riflessioni, riscoperte, produzioni artistiche, installazioni, arte performativa, produzione dei luoghi. Il lavoro di analisi che abbiamo realizzato nel paeseha affermato il progettista Flavio Mancuso – si è svolto entrando nelle case dei residenti, comprendendo le difficoltà che la gente ha manifestato e ciò di cui ha realmente bisogno”. Per rendere meglio l’idea si vorrà sviluppare il “percorso conoscitivo” che ha arricchito questo soggiorno, dinamica necessaria affinché il progetto possa trovare la sua vera evoluzione e produzione finale. Oltre ad aver vissuto quotidianamente il borgo, si è voluto conoscere il territorio circostante con la sua storia attuale ma anche passata, per avere una visione globale di tutto ciò che possa riguardare l’intero patrimonio di Simeri.

Nella seconda parte della settimana con la “Summer school”, così denominata la fase operativa, si è voluto creare nel paese degli spazi dedicati all’arte, ad installazioni video e progetti fotografici, rendendo l’intero borgo quasi un museo a cielo aperto. Nel particolare, ad esempio, si è voluto capire come il paese possa soddisfare le diverse necessità degli abitanti ed ugualmente realizzare le loro passioni. A tal proposito si è seguito un giovane ragazzo di tredici anni, Daniel, conoscendo le sue abitudini quotidiane e ciò di cui invece sente la mancanza. A fronte di questo sono stati distribuiti anche dei questionari agli abitanti, una “progettazione partecipata” affinché ben si possano conoscere le esigenze attuali e cosa invece si vorrebbe per il futuro. Con grande soddisfazione si è constatata la grande accoglienza che c’è stata da parte degli abitanti, “un’apertura” straordinaria verso la progettazione che ha costituito un vero input per il paese, “rianimato” nei suoi diversi aspetti. Infatti durante le serate trascorse, sono state effettuate delle proiezioni video con documentari, raccontando anche dello spopolamento degli altri borghi, un effetto tipico di molti paesi della Calabria. Oltre a ciò anche il sedersi a tavola tutti insieme è stato molto importante, la tavola è quel simbolo dell’accoglienza calabrese, un punto d’incontro fra persone che ha avuto la sua continuità con alcuni spettacoli effettuati nella piazzetta principale. Tutte dinamiche che hanno avuto il loro proseguimento anche dopo la partenza dell’intero team.

Importante dunque la reazione e la compartecipazione della comunità che può rendere nuovamente vivo un borgo tramite uno sviluppo sociale ed economico. Su queste prime attività l’intero team potrà preparare le basi per un nuovo soggiorno che avverrà nel mese di settembre prossimo, realizzando degli interventi con uno sviluppo più ampio e una pianificazione nettamente “urbanistica”, sempre seguendo le aspettative dei residenti. “Sono in tanti coloro che vedono il borgo più come un “albergo diffuso”ha aggiunto Mancuso una località esclusivamente per la “vacanza”, ma il paese non vive di solo turismo, ma anche delle risorse proprie che dovranno essere ampliate. Creare, dunque, un paese dalle molte possibilità”.

“Al momentoha poi concluso – abbiamo veramente tanta voglia di tornare sul posto, proprio per continuare la nostra esperienza progettuale!”.

La programmazione ha dunque trovato grandi consensi, un progetto che sarà a “lungo termine” e che vedrà un impegno della durata di circa tre anni. Certamente sarà “un’opera” importante, affinché si venga a scoprire il valore delle comunità, della culturale locale e della conservazione dei borghi.

In questo caso, la rigenerazione di Simeri significherà un passo determinante e la possibilità di ampliare le dinamiche progettuali verso altre comunità del sud Italia.

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