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Una Veglia di preghiera per celebrare la GMG Diocesana di Catanzaro-Squillace

Alla presenza dell’amministratore apostolico Mons. Angelo Raffaele Panzetta e dell'atleta paralimpica medagliata di Tokyo Anna Barbari

Con una settimana di ritardo rispetto al trend nazionale, la diocesi di Catanzaro-Squillace, nella serata di ieri, presso la Basilica dell’immacolata di Catanzaro, ha celebrato la GMG (Giornata Mondiale dei Giovani) Diocesana 2021. Per l’occasione, la Pastorale Giovanile Diocesana ha organizzato una veglia di preghiera dal titolo “Alzati! Ti costruisco Testimone di quel che hai visto”, alla presenza dell’amministratore apostolico Mons. Angelo Raffaele Panzetta. Inoltre, l’incontro ha visto, nel primo momento, un’importante testimonianza da parte di Anna Barbaro, atleta paralimpica vincitrice di una medaglia d’argento nel triathlon alle olimpiadi di Tokyo 2021.

La testimonianza di Anna Barbaro

“Sono qui per raccontare la storia di una ragazza che, di fronte ad una difficoltà, ha scoperto il proprio sogno, lo ha realizzato ed ora ha altri sogni davanti a sé”. Con queste parole, Anna Barbaro ha iniziato a raccontare il proprio vissuto, fatto di tanti cambiamenti, dovuti alla sua improvvisa perdita della vista. Inoltre, ha aggiunto: “ero una persona che mai avrebbe pensato di fare l’atleta, l’unico sport che facevo era mangiare”. Non è mancato, come è normale che sia, un iniziale scoramento ma, dopo poco tempo, ha scoperto che, come lei stessa ha affermato, “la bellezza sta nel circondarsi di persone autentiche: gli amici, la famiglia e l’amore”. Ciò perché, “l’unione ti aiuta a superare qualsiasi battaglia”. 

Le parole dell’amministratore apostolico Panzetta

Nel secondo momento della veglia, Mons. Panzetta ha esortato i giovani, attraverso una breve riflessione su San Paolo, ad “abitare la strada” per diventare “testimoni della parola di Gesù”. Perciò, la vera missione sta nel far “scontrare le persone con Gesù nella vita quotidiana”. Ed inoltre, ha aggiunto “bisogna essere profeti sia dentro che fuori dalla chiesa, perché anche la strada è un luogo sacro in cui, se si tengono ben aperti gli occhi, si può incontrare la luce di Gesù, così come è avvenuto per San Paolo”. 

L’incontro si è, poi, concluso con il mandato ai giovani educatori ed animatori diocesani.