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Scomparsa dottor Agostino Caroleo: “Grazie alla comunità catanzarese”

La famiglia del dottore Caroleo ringrazia chi in questi mesi di lotta, è stato loro accanto sostenendo l'uomo, l'amico, il medico speciale che "Tino" era

Il 2021 si è portato con sé una persona speciale: il dottore Agostino Caroleo, per gli amici Tino.
Nei sette mesi di malattia, da quando, alla fine di maggio, si era diagnosticato da solo un cancro al pancreas, molte sono state le manifestazioni di affetto, con tantissimi cenacoli di preghiere, organizzati dai suoi pazienti, amici, conoscenti, con continui messaggi e visite anche quando era ricoverato all’ospedale oncologico Ciaccio, nel cui giardino sostavano persone in attesa che il loro amico ammalato si affacciasse dal terrazzino della stanza. Quando, poi, lui trovava la forza di farlo, gli mandavano baci e cercavano di nascondere le lacrime nel vederlo così sciupato, debole, ma sempre sorridente.

Agostino alzava la mano per salutarli e ringraziava. Poi, rientrava, commosso per la dimostrazione di affetto, ma con la consapevolezza che il suo male lo avrebbe portato alla morte, lontano da tutte quelle belle persone.
La gente lo ha amato tanto, ma anche lui ha amato per tutta la vita la gente.
Per Agostino Caroleo non esistevano differenze sociali. Andava a spasso, a braccetto, col più umile o col più ricco, ma senza mai avvertire nessuna differenza tra loro, perché non considerava l’uomo secondo pregi o difetti, ricchezza o povertà o titoli di studi.

Agostino considerava la persona solo per la sua umanità.
Con Agostino Caroleo non se n’è andato solo un professionista preparato, una persona perbene e buona, sempre pronta a dare il suo aiuto agli altri, ma pure un medico molto amato dalle giovani generazioni che si rivolgevano a lui non solo per farsi curare, ma anche per chiedere consigli quando avevano un problema che non sapevano risolvere.
Lui curava i corpi e le anime.
Quando andava a Lourdes con l’Unitalsi, offriva la sua opera come barelliere come atto di umiltà verso la Madonna, ma poi durante il viaggio assumeva anche il ruolo di medico, raddoppiando il lavoro che svolgeva sempre col sorriso e con grande fatica.

Con Agostino Caroleo è morta un’epoca, fatta di gentilezza, signorilità e rispetto.
Un’epoca d’incontri, di abbracci, di scambi di sorrisi.
Un’epoca dove il guadagno era necessario per vivere e non per arricchirsi.
Un’epoca dove si potevano visitare gli ammalati poveri, senza farsi pagare, accontentandosi di due uova fresche, ringraziando con gioia, come se fossero due uova d’oro.
Un’epoca di cultura e di scambi di idee sempre confutabili, senza la prosopopea di essere perentoriamente nel giusto.
Un’epoca di dignità, lavoro ed onestà che ancora sono presenti nella nostra comunità catanzarese, che ha seguito l’iter della malattia di Agostino con ansia, dispiacere, preghiere, nella vana speranza di un miracolo.
La famiglia Caroleo-Aleni vuole ringraziare la comunità per tutte le attenzioni, le parole di conforto, il tempo dedicato a noi, i messaggi, le telefonate, e quant’altro, in questi sette tristi e dolorosi mesi della sua malattia.
Grazie a tutti.
Grazie a tutto il personale dell’ospedale Ciaccio.

Un ringraziamento speciale va agli amici fraterni di Tino:
– il dottore Pepè Costanzo che lo ha curato e seguito nella malattia con una dedizione unica e con grande affetto, diventando la sua cura migliore, perché con la sua simpatia, anche nei momenti più bui, riusciva a strappargli un sorriso;
– il dottore Giuseppe Raiola che ha dimostrato ancora una volta la sua bontà, la grande sensibilità e la disponibilità di stare accanto ad un amico sofferente, mettendosi a disposizione notte e giorno per Tino e la nostra famiglia.
Questa è la Comunità. Quella buona, utile, presente nella gioia e nel dolore.
Questa è la Calabria che vogliamo.
Grazie“.
Norma, Laura ed Antonella Caroleo