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Depuratore di Siderno: dalla Calabria un esempio virtuoso di transizione digitale ed ecologica

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    Un depuratore alimentato ad energia solare e una serra per essiccare i fanghi di depurazione e ridurne peso e volume, così da poterli portare in discarica con l’80% in meno di camion. Con questo progetto, che combina e anticipa la transizione digitale ed ecologica, Siderno e la Vallata del Torbido (6 Comuni per un totale di 35.000 abitanti che in estate, con l’arrivo dei turisti, diventano 60.000) sono diventati un esempio virtuoso di gestione e di compatibilità ambientale del servizio idrico e di depurazione. Un percorso partito da lontano e coronato dalla Bandiera Blu 2021 che ha premiato la qualità delle spiagge e dell’acqua marina di Siderno, unica località balneare della provincia di Reggio Calabria insieme a Roccella Jonica ad essere insignita nel 2021 dell’ambito riconoscimento di Legambiente.

    La necessità di intervenire si era manifestata una decina di anni fa a seguito della procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea verso l’Italia per i troppi scarichi fognari e industriali che finivano direttamente in mare. E’ stato allora elaborato un progetto innovativo che combina interventi edilizi per la realizzazione di nuovi impianti e l’ammodernamento di impianti esistenti, e interventi per l’implementazione di servizi tecnologici per digitalizzare e razionalizzare i sistemi di gestione e di relazione con l’utente finale (lettura contatori, bollettazione, rilevazione e segnalazione guasti, ecc.). Il progetto è stato affidato tramite gara alla Novito Acque S.r.l., società di progetto composta dalla CISAF S.p.A., responsabile dell’esecuzione dei lavori e della gestione dei servizi relativi ai sistemi fognario-depurativi e alla telelettura dei contatori, e da Municipia S.p.A., società del Gruppo Engineering specializzata nella trasformazione digitale dei servizi e dei processi delle attività strategiche degli enti locali e delle loro partecipate.

    Nella valle di Siderno l’intervento ha riguardato il depuratore consortile di Contrada San Leo e le relative stazioni di sollevamento fognario, un territorio di 113 km quadrati che comprende anche i Comuni di Locri, Gerace, Antonimina, Agnana Calabra, Canolo e Grotteria Mare. 

    E’ stato realizzato un impianto fotovoltaico a supporto del depuratore consortile, dotato di un moderno sistema di telecontrollo. 

    E’ stata inoltre installata una serra per l’essiccamento solare dei fanghi, che, grazie anche ad una nuova centrifuga, ha consentito di ridurre i fanghi in uscita dall’impianto dell’80%, passando da quasi 2.000 tonnellate alle circa 400 tonnellate odierne, semplicemente abbattendone la percentuale di umidità. Questo ha significato soprattutto l’abbattimento del numero di camion necessari a trasportare i fanghi in discarica o in impianto di compostaggio, che sono passati da 80 a 16 all’anno, con una riduzione proporzionale dell’80% del numero di camion che circolano sul territorio.

    Le principali innovazioni introdotte da Novito Acque, attraverso Municipia, riguardano la gestione del sistema integrato idrico e di depurazione, con una decisa spinta verso la digitalizzazione e la sostenibilità degli impianti e degli insediamenti umani. 

    Sul fronte della digitalizzazione, Novito Acque è intervenuta sostituendo e ammodernando tutti i contatori delle circa 18.000 utenze idriche del territorio, installando apparecchi dotati di un sistema di trasmissione a distanza, che consente, per circa l’85% delle utenze, l’acquisizione massiva dei dati di lettura senza l’intervento dell’operatore sul posto. Un’innovazione che ha portato sia a una razionalizzazione del personale, che può essere concentrato sugli interventi di lettura delle utenze residue, sia a una fatturazione più puntuale effettuata sui consumi reali che vengono rilevati a distanza anche più volte nel corso dell’anno. Grazie al nuovo sistema, i Comuni possono ora emettere le bollette sulla base dei consumi effettivamente misurati, e non più stimati, per circa il 97% degli utenti.

    Tutti i contatori sono stati inoltre georeferenziati, con dati acquisiti sul software Arc-GIS, che, tra le numerose funzionalità, consente anche di fornire agli addetti al recapito l’esatta posizione anche di quelle utenze che, prive di numero civico, erano finora difficili da individuare.

    Un ulteriore salto di qualità si avrà a breve con la mappatura delle reti: grazie ai software GIS, sarà possibile – per inventariare le risorse e mantenere costantemente aggiornate le informazioni – analizzare la rete, organizzare di flussi di lavoro e semplificare la gestione delle informazioni. 

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