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Catanzaro, lo sciopero della IA del Maresca: “Dad, presenza, giorno 7, 10 e 17”

Lettera alla redazione di Catanzaro informa a nome degli studenti della I A del Maresca da parte del rappresentante di istituto Paolo Paone

Riceviamo e pubblichiamo
Sono queste le parole e le date che sentiamo in queste ore ed alle quali non si è riusciti a trovare una soluzione.
Questa lettera arriva alla redazione di Catanzaro informa da parte degli studenti del I A del Maresca di Catanzaro, e nasce per esprimere il disaccordo dei ragazzi in merito al rientro a scuola in presenza.
Infatti i ragazzi, in segno di protesta, da giorno 10 Gennaio, giorno in cui sarebbero dovuti rientrare in classe a seguire le lezioni, stanno scioperando, a casa così da evitare inutili assembramenti, per far valere i loro diritti e tutelare la loro salute.
Purtroppo a nulla sono valse le varie riunioni tra presidi tenutesi in questi giorni, presidi che tenevano molto a questa DAD così come, secondo il parere di tutti, ci tengono ancora a tutelarsi loro ragazzi.
Contro i loro principi i vari presidi speravano in questa DAD anche per tutela dei Docenti, anche loro messi a rischio in questa beffarda pandemia.
Ma torniamo ai ragazzi, che nessuno ascolta in questo periodo ed infatti tra i vari motivi di questa protesta vi sono:

La paura di trovarsi nuovamente positivi per chi già ha passato questa brutta esperienza;
La paura di salire sui mezzi pubblici affollati che non garantiscono sicurezza in nessun modo;
La paura di confrontarsi con realtà spiacevoli;
La paura di portare a casa questo virus maledetto che non vuole saperne di andare via.
C’è chi ha perso i propri cari, chi ha perso la speranza, chi ha perso la spensieratezza, chi ha perso la voglia di crederci e chi ha perso gran parte della sua età dietro alle restrizioni che da due anni ci appartengono!
Ragazzi costretti ad adeguarsi a questi sporchi giochi di Stato ma che hanno trovato il coraggio di ribellarsi!
Lo hanno fatto scrivendo al Sindaco ed alla redazione di Catanzaro Informa per dar voce ai loro diritti, dimostrando che ascoltare ed obbedire non significa abbassare la testa e acconsentire a quello che ai loro occhi non è corretto.
Quegli occhi fiduciosi che sperano di ritrovarsi di nuovo nelle loro piazze per ridere e scherzare liberi da tutto ciò.

È giusto che si facciano sentire visto che dietro quei banchi ci devono stare loro!
Si parla di ritorno in presenza per scongiurare un ricorso al TAR, ma di cosa si parla?
Ne avrebbe dovuti fare ricorsi il TAR eppure mai si è verificato.
Perché giocare proprio con la salute dei nostri ragazzi?
Questo vogliono far capire con questa protesta, di non affondare i loro diritti…di non cadere in insensate decisioni ma bensì di dosare le scelte degli adulti che potrebbero ripercuotersi sui ragazzi.
Abbiamo un futuro! E vogliamo renderlo certo.
Abbiamo dei diritti! E vogliamo difenderli.
Abbiamo una voce! E vogliamo farla sentire“.
Il rappresentante d’istituto
Paolo Paone