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Catanzaro, non può camminare per rara malattia: “Comune non assegna parcheggio per agevolare fisioterapia”

Scrivo per dar voce a mezzo stampa, a quanti si sentono colpiti e umiliati da un disservizio che ha creato un forte disagio in me

Spett.le Redazione, ho deciso di raccontare e di condividere con le famiglie, che come me vivono e affrontano la propria malattia di un proprio caro disabile, la mia esperienza negativa con il comune di Catanzaro, precisamente il suo UFFICIO TECNICO. Scrivo per dar voce a mezzo stampa, a quanti si sentono colpiti e umiliati da un disservizio che ha creato un forte disagio in me. Si tratta del grave problema causato al caregiver di un disabile (un mio affetto fondamentale) che non riesce a deambulare senza il mio appoggio. Egli necessita urgentemente di un parcheggio sotto casa, anche per rendere agevole il suo viaggio verso la fisioterapia, in quanto è stata colpita da una rara malattia neurodegenerativa.

Racconto brevemente la mia Via Crucis: mi sono recata personalmente all’ ufficio tecnico di Catanzaro per vari mesi per sollecitare una domanda, accertata e accettata da diverso tempo, per la concessione di uno stallo di parcheggio generico (già titolare di un contrassegno) presso la propria abitazione, sita in un quartiere, alla via Schipani non in Oceania, preciso. Per mesi dalla iniziale richiesta, mi hanno preso in giro inventando mille scuse, tanto che alla fine l’impiegata mi confessa di non sapere più cosa dirmi. Premetto che lei ogni volta chiamava in mia presenza con il suo cellulare un altro suo collega, facendomi credere ogni volta che quella sarebbe stata la chiamata risolutiva. Tuttavia dopo essere andata 5 volte, ricevendo sempre la rinnovata promessa che il mio problema sarebbe stato risolto tempestivamente, eccoci dopo 3 mesi fatti di scuse e prese in giro, nella stessa situazione iniziale, la persona alle mie cure affidata non ha ancora il parcheggio.

Questa situazione tragicomica testimonia della noncuranza dell’Amministrazione Comunale nei confronti di una persona invalida e in continuo peggioramento. Rinnovo dunque la mia preghiera al Comune, di assolvere a quel suo preciso dovere. Se così non sarà, risultando chiaro che le vie convenzionali non sono efficaci a far sentire la mia voce, sarò costretta ad attivare altre e più forti iniziative, comprese quelle legali, affinché le persone più fragili di Catanzaro non vengano lasciate al loro destino, ma vengano invece considerate e tutelate. Grazie per l’attenzione e la pazienza di aver letto fino a qui…
(Tassone Bambina)