Beni culturali in città: Legacoop crea una mappa per quelli da salvare

Struttura a Fondachello, Palazzo Fazzari e Chiesa dell'Osservanza: priorità per queste

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    Il sistema di gestione e tutela del patrimonio culturale è al centro di una dibattito di grande attualità, palazzi, monumenti centri storici costituiscono un elemento portante ed irrinunciabile della società civile e delle sue identità. La Legacoop propone che a Catanzaro si realizzi una mappa dei beni culturali da recuperare per avere un quadro completo. Noi – si legge in una nota – proponiamo che vi siano delle priorità come quelle elencate In località Fondachello esiste l’unico esempio di archeologia industriale che non può attendere i tempi della politica per essere salvato. La struttura originaria, che risale alla seconda metà del secolo scorso, non tiene più, si sta polverizzando, e sarebbe una perdita imperdonabile per tutta la città. Il complesso industriale di Fondachello è stato costruito in tempi diversi. La struttura originaria, secondo la Sovrintendenza, risale al 1878, l’ultima, la palazzina dove oggi ci sono gli uffici italgas, è stata realizzata agli inizi del Novecento in splendido stile Liberty. Si tratta di un insediamento nato per la produzione di gas per l’illuminazione pubblica e civile della città, e realizzato dall’imprenditore francese Luigi Annebique Pollet che avendo avuto in concessione il servizio del Comune, aveva ricevuto in concessione anche l’area su cui impiantare la fabbrica. La produzione di gas avveniva attraverso il trattamento di una particolare qualità di carbon fossile ed il gas ottenuto serviva ad accendere i lampioni nelle vie cittadine e nelle case. I residui di produzione, come il catrame e parte del carbone, venivano utilizzati per altre attività. I due capannoni con i forni si presentano in pessimo stato di conservazione come hanno scritto i tecnici della soprintendenza nel loro rapporto. Il Palazzo Fazzari- prosegue Legacoop – per il quale si attende la delibera della giunta regionale per la sua acquisizione con la necessaria destinazione.

    E poi, ancora, vi è  l’oratorio del Rosario totalmente abbandonato da decine di anni nonostante abbia l’interno con soffitto ligneo e rilievi barocchi pareti con stalli lignei per la cattedrale che all’interno a una pianta del 1600, rifatto con stucchi da artigiani calabresi realizzati nel 1770, marmi locali, colonne verde di Calabria etc. In particolare necessita restituire ai catanzaresi complesso monastico dell’Osservanza. La Chiesa dell’Osservanza detta anche Chiesa dei Minori Osservanti, è parte integrante del complesso monastico; fu costruita nel 1457 e fu danneggiata durante l’assedio francese del 1528. La chiesa contiene opere d’arte di pregevole fattura: una statua in marmo bianco della madonna della salute del tardo 500. Nel 1796 il sindaco apostolico di Riformati Emanuele De Riso che contattò con due alibi operai napoletani per la esecuzione di alcuni importanti lavori da eseguirsi nella chiesa: si tratta di fare a stucco gli archi della cappella; l’orchestra, il pulpito, costruire il cappellone e sotto di esso l’altare maggiore, il tutto con una spesa di ducati 200 oltre il costo del materiale occorrente.  La Legacoop – settore Cultura ritiene che su queste proposte vi sia un serio impegno delle Istituzioni competenti.

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