Ecco Escher, l’olandese che amava la Calabria (VIDEO)

Al via la mostra evento al Complesso monumentale del San Giovanni 


Di Giulia Zampina

Dopo la sua morte, come spesso avviene per gli artisti, le sue opere sono diventate una sorta di “mania”. L’incisione e la grafica sono diventate arte e la geometria, legata ai territori una nuova forma di espressione. Per molto tempo Escher, olandese di nascita, amante del Sud Italia, dirà una volta per le costruzioni con i tetti tondeggianti, è stato considerato un artista “cool”. Conservatore convinto fece, suo malgrado, irruzione nei movimenti “rivoluzionari” degli anni ‘60, al punto che su un lavoro non ufficiale dei  Pink Floyd On the Run, era impressa una sua litografia e che si concesse il lusso di dire di no a Mick Jagger, frontman dei Rolling Stones, il quale con un «Ciao Maurits» chiese la sua  disponibilità a disegnare la copertina di Let it Bleed. L’artista olandese intonò seccato dopo aver rifiutato disse “A proposito non sono Maurits per lei ma M.C. Escher”. 
 Capire la personalità dell’artista olandese è forse l’unico modo per capire meglio le 86 opere esposte al San Giovanni in una mostra evento che resterà aperta fino al prossimo 20 gennaio e che rappresenta un appuntamento di qualità per la città. La mostra è stata prodotta ed organizzata dal Comune di Catanzaro con il Gruppo Arthemisia, il contributo della Regione Calabria, la collaborazione della Escher Foundation ed è curata da Federico Giudiceandrea e Domenico Piraina ed il coordinamento di Iole Siena.
Sino stati il sindaco Sergio Abramo e l’assessore alla cultura Ivan Cardamone , durante la conferenza stampa a sottolineare la grande opportunità per il capoluogo che diventa punto di riferimento per la cultura regionale. Soddisfazione dell’assessore regionale Angela Robbe, mentre ai due curatori è stato affidato il compito di sottolineare il legame tra l’artista e la Calabria , al punto che una sala del complesso monumentale del San Giovanni è dedicata a quei luoghi calabresi che Escher ha ritratto a modo suo, con la prospettiva della geometria e le contaminazioni della scienza, con quel tratto maniacalmente preciso che rende unica la sua opera.