Presentato “Il libro invisibile di Pietro Citati” di Chiara Fera

A Catanzaro nella sala gremita ‘Augusto Placanica’ della biblioteca catanzarese


“Pietro Citati è il più poliedrico e avvincente scrittore italiano dei nostri tempi, la sua penna non ha confini: abita ogni recesso della letteratura mondiale. Il suo grande merito è aver dimostrato che la letteratura è quanto di più vicino all’uomo possa esserci e che va sottratta a ogni anacronistico elitarismo della critica accademica. La letteratura ci aiuta a capire in profondità il viaggio dell’uomo sul nostro pianeta. C’è una grande lezione di democratizzazione della cultura negli scritti di Citati che andrebbe appresa anche per legittima difesa. Nel senso che la letteratura, quella che coglie la quintessenza dell’umanità, avvicinando gli uomini alla bellezza delle parole che raccontano la loro stessa vita, può arginare il forsennato chiacchiericcio del nostro tempo difficile. Per allontanare i giovani dalla sovrabbondanza di informazioni usa e getta dei social che anestetizzano il pensiero, bisogna che nelle scuole si facciano leggere i classici per come sono, scorporati dalla critica. Dice bene lo scrittore Nuccio Ordine che ‘le grandi opere della letteratura o della filosofia non si dovrebbero leggere per superare un esame, ma soprattutto per il piacere in sé che suscitano e per cercare di capire se stessi e il mondo che ci circonda’. L’idolatria del mondo virtuale va sconfitta prima di tutto nelle scuole, mettendo in mano ai ragazzi libri come ‘Delitto e Castigo’ e facendoli discutere sul bene e sul male”.

E’ quanto ha sostenuto Chiara Fera, autrice de “Il libro invisibile di Pietro Citati” (Rubbettino editore) che è stato presentato alla Biblioteca “F. De Nobili” di Catanzaro su iniziativa dell’Associazione Gutenberg – Calabria di concerto con il Liceo Classico Galluppi e il Circolo di lettura Palomar. Il libro, che sarà presentato a Roma dallo stesso Pietro Citati il 14 febbraio, è la prima opera sul noto critico letterario che si muove nel groviglio in cui s’incontrano giornalismo e letteratura. L’autrice studia e analizza mezzo secolo di giornalismo sulle pagine culturali del ‘Corriere della Sera’ e della ‘Repubblica’ in cui Pietro Citati coltiva una personalissima storia della letteratura mondiale. Dagli autori italiani di cui fu collega e amico al groviglio di destini umani che è il romanzo ottocentesco; dalle irrazionali disarmonie che tormentano il Novecento alla desolazione in cui è precipitata la letteratura contemporanea. Un’analisi che si fa racconto, al punto che pare impossibile distinguere il Citati critico dal Citati narratore. Nasce così un ibrido: nei suoi articoli autore e opera sono protagonista e trama di un appassionante romanzo critico.

“E’ un libro che dà al lettore la possibilità di andare oltre ciò che è stato scritto. L’autrice – ha detto la prof Loredana Marzullo – svelando che Citati una monografia su Dostoevskij l’ha scritta sui giornali, dimostra efficacemente che la prosa giornalistica, nonostante la sia dia per defunta assieme alla carta stampata, ha ancora un ruolo importante per la formazione delle coscienze. Grazie a una scrittura coesa, incalzante e senza smagliature, Chiara Fera fa circolare passione e sentimenti”. Nella sala gremita  ‘Augusto Placanica’ della Biblioteca catanzarese, lo studente Emanuele Ciambrone, appassionato lettore di Dostoevskij, ha detto che “Questo libro e le riflessioni di Citati ci aiutano a cogliere le differenze tra il bene e il male che spesso s’intreccino fino a confondersi”. Il docente di filosofia Vittorio Ciacci ha svolto una circostanziata disamina dell’opera dello scrittore russo come interpretato da Citati: “l’autrice del saggio segue le orme del suo maestro; tuttavia nella sezione del volume dedicata a Dostoevskij inverte l’ordine cronologico della critica letteraria di Pietro Citati”. Accattivante e ricco di spunti culturali in piena adesione con la visione della letteratura del libro di Chiara Fera, l’intervento di Umberto Mancino del ‘Circolo di lettura Palomar’: “Nel libro traspare la capacità dell’autrice di recepire i messaggi salienti di un giornalista e grande critico letterario che non si sofferma mai sulla mediocrità umana e letteraria. Citati, si sa, non predilige le vie di mezzo. Non ama gli scrittori tiepidi. Per lui, chi non è eccelso è da scartare”.

Approfondita la recensione della docente del “Galluppi” Claudia Pulice: “Il libro invisibile di Pietro Citati – ha detto – stimolala la ricerca e fa riflettere sul rapporto che il lettore instaura con il critico. E’ un libro nel quale l’autrice riesce a selezionare egregiamente i passi più significativi che aiutano a individuare il cuore dei personaggi dei tanti autori che lo arricchiscono”. Ha chiuso il presidente del Progetto Gutenberg Armando Vitale: “Citati è un personaggio che spesso appare distante e sprezzante verso le cose di questo mondo ed è anche per queste ragioni che bisogna dar merito all’autrice del libro di aver trovato la chiave giusta per interrogarlo e sottrarlo alla sua solitudine. L’auspicio è che dopo la presentazione del libro a Roma, tra l’altro con il noto comparatista  Pietro Boitani e lo scrittore e critico letterario Giorgio Montefoschi, Pietro Citati possa essere ospitato anche da noi, qui a Catanzaro”.