L’arte della seta: 500 anni dall’istituzione del consolato (VIDEO)

Un convegno in una duegiorni per celebrare la ricorrenza

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    L’arte della seta ha una lontana storia ed i primi documenti in riferimento a ciò, per quanto riguarda la Calabria, sono da riferirsi al 1050 ove si riscontrava l’esistenza di innumerevoli coltivazioni di gelsi nella zona del reggino. Ma anche la città di Catanzaro, fu un eccellente centro per la lavorazione della seta, tant’è che i suoi damaschi erano noti in tutta Europa. Fu proprio nel 1519 che l’imperatore Carlo V riconobbe il Consolato dell’arte della seta e proprio nella giornata di ieri, nel 500° anniversario dalla sua istituzione, un singolare evento si è svolto nella Sala Giunta della Provincia di Catanzaro. Ripercorrendo alcuni tratti di storia, che caratterizzarono quella che fu “ l’arte della seta” a Catanzaro, si è specificatamente ricordato il 30 marzo del 1519,  data in cui l’imperatore Carlo V concesse alla città l’istituzione del “Consolato della Seta”. Durante il convegno, moderato dal giornalista Francesco Vallone, sono stati sottolineati alcuni punti determinanti: in primis lo sviluppo urbanistico della città, ben delineato dall’archeologo Tommaso Scerbo, uno sviluppo che vide anche l’integrazione di varie etnie ( come ebrei ed arabi), anch’esse dedite alla lavorazione della seta. Ciò fu determinante, poiché rappresentò un considerevole apporto per uno sviluppo economico ed anche per tali ragioni Catanzaro divenne un punto cruciale dove veniva lavorata una seta particolarmente pregiata e, pertanto, come ha esaustivamente spiegato il dott. Mario Mauro, si avvertì il bisogno di considerare l’istituzione di un “consolato per l’arte della seta”. Fu proprio l’imperatore Carlo V a rendere ciò effettivo, con controlli e regole che vennero applicate ed alle quali artigiani e commercianti dovettero attenersi. In sala, l’esposizione di alcuni manufatti finemente lavorati e di cui la dott.ssa Florinda Tortici e la prof.ssa Maria De Stefano del Centro Ricerca Arte Tessile, ne hanno spiegato la lavorazione. Hanno evidenziato, infatti, come nei lavori si ritrovava l’uso del “Pibiones” (un piccolo “pallino” che indicava un chicco di uva simbolo di fertilità e di vita), un particolare che caratterizza le tessiture sarde o ancora l’immagine di un pavone ad indicare la “sacralità”. Nella trama della tessitura, veniva anche riportato il nome della “lavoratrice”, la data ed il luogo di lavorazione, nonché il nome della “destinataria” dell’operato. A fine convegno, la sfilata del corteo storico su “Corso Mazzini” e la “firma” dello statuto da parte di Carlo V, egregiamente rappresentata in costume d’epoca. La splendida manifestazione, oltre ad avere il contributo del Comune rappresentato dall’assessore comunale al turismo Alessandra Lobello, è stata organizzata dall’associazione “Cillene” con la collaborazione delle associazioni “Catanzaro è la mia città”, “Gruppo storico Città di Catanzaro” e “Cooperativa Artemide”. L’evento, oltre ad includere interessanti visite guidate, ha ripercorso quei passaggi di storia che hanno ricordato una città illustre con i suoi damaschi e quei luoghi, come ad esempio l’antica Filanda, dove erano ubicati i laboratori per la filatura e la tessitura della seta, ancor oggi sovente menzionati e di cui non si vuole sicuramente perderne le identità.

    Elisa Giovene

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