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Biblioteca De Nobili rivive il ricordo della poetessa Giusi Verbaro

Iniziativa nella giornata di ieri. La De Nobili ospita una apposita sezione dedicata


Il legame tra la poetessa catanzarese Giusi Verbaro e la città è più vivo che mai e a ricordare la sua figura e la sua opera sono stati tanti colleghi e amici ritrovatisi alla Biblioteca De Nobili per un’occasione speciale. La sala consultazione utilizzata ogni giorno da studenti e studiosi da ieri porta il nome di Giusi Verbaro e ospita al suo interno anche un’apposita sezione intitolata alla poetessa con 500 volumi tra libri e riviste, grazie alla disponibilità dei familiari. A celebrare il momento è stato l’assessore alla cultura Ivan Cardamone che ha evidenziato gli sforzi profusi per fare della Biblioteca comunale, diretta da Michele Marullo supportato dalla bibliotecaria Marisa Gagliardi, un contenitore culturale capace di rinnovarsi al di là della sua dimensione storica. 
La giornata commemorativa si é aperta con i saluti di coloro che hanno voluto allestire l’iniziativa, ovvero Marisa Fagà e Roberta Porcelli dell’Associazione Nazionale Donne Elettrici, nell’ambito di un progetto mirato a valorizzare la memoria di grandi donne calabresi distintesi in diversi campi. “Oggi il ricordo di Giusi trova spazio lì dove dovrebbe essere, nel polmone culturale della città”, ha detto la Fagà ringraziando il marito della poetessa, Pino Verbaro, e i figli Caterina, Demetrio e Viviana per la sensibilità dimostrata. “Ci ha lasciato una grande eredità – ha continuato – la sua parola ha colpito i nostri cuori e continuerà a farlo anche dopo di noi”.

Dal 1970 con “Voglio essere voce” fino al 2003, anno del suo ultimo “Il vento arriva da uno spazio bianco”, Giusi Verbaro negli anni vissuti tra Catanzaro e Firenze ha pubblicato venti libri di poesie tradotti in diverse lingue. Oltre ad aver vinto numerosi premi letterari, è stata anche ideatrice e giurata di altrettanti riconoscimenti.  La presentazione di “Le tracce nel labirinto”, il libro-testamento di Giusi Verbaro, curato dalla figlia Caterina a tre anni dalla sua scomparsa, organizzata in collaborazione con Gutenberg, ha offerto l’occasione per riflettere sull’esperienza della lettura poetica, tra alcuni passi letti da Salvatore Conforto e Romina Mazza. “La poesia per Giusi Verbaro ha avuto un valore democratico”, ha sottolineato nel suo appassionato intervento Loredana Marzullo dell’associazione Gutenberg, mentre Alessandra Pantone, docente del Liceo classico “Galluppi”, ha evidenziato come per la poetessa “le parole rappresentessero strumenti per decifrare la realtà e trovare una via d’uscita dal labirinto”. È stato poi l’antropologo Luigi Lombardi Satriani, che con lei ha condiviso anni di “tensione e complicità”, a tracciare il valore aggiunto che la poetessa catanzarese ha espresso nel suo percorso: “La poesia racconta il mondo e offre a noi gli strumenti per  interpretarlo. Giusi Verbaro, a cui Catanzaro deve molto, ha avuto l’intuizione di riuscire a trovare negli altri qualcosa di importante e saperlo riscattare”. 
D. I.