Adolescente ribelle ora artista di strada l’autore dei murales a Siano foto

Stupendi i lavori di Claudio Chiaravalloti realizzati nel quartiere in occasione della festa di Maria SS. del Carmelo


Da giovane con Felpa e cappuccio, musica hip hop, vernice spray alla mano tanti anni fa lo avreste trovato così Claudio Chiaravalloti, Catanzarese del quartiere Siano, che oggi a 32 anni sta diventando un artista molto apprezzato oltre i confini della Calabria.
Dell’adolescente dallo spirito ribelle oggi rimane quella passione indomabile per l’arte, la voglia di regalare “colore, un’emozione, un pensiero” a chiunque passi davanti ad una sua opera.
Nonostante oggi si occupi di tanti progetti si definisce ancora uno Street Artist, perché quei primi anni sono stati per lui una scuola di arte e di vita, di cui porta ancora nel cuore tante amicizie.
Claudio ha raccontato a Catanzaroinforma il suo percorso artistico e qualche dettaglio sui suoi lavori realizzati a Catanzaro in occasione della festa di Maria SS. del Carmelo nel quartiere Siano.

-Come nasce la tua passione? Hai studiato tecniche particolari?

Ho frequentato l’industriale ma dai 13 anni coltivavo la passione dei graffiti incuriosito dalle scritte che venivano fatte nei diversi quartieri della città, all’inizio disprezzavo perché lo vedevo come un atto vandalico poi ho iniziato a vederli come espressione artistica e nel 2001 ho realizzato la mia prima scritta da writer facente parte di un gruppo hip hop con vernice spray alla mano e tanta voglia di mettermi alla prova davanti a un muro grigio della mia città.

-Da Writer ad artista di strada qual’è il passaggio?

Il Writer visto come imbrattatore si è evoluto, perché il concetto hip hop è quello di migliorarsi, ha compreso i propri errori ed ora è parte integrante dell’arte sociale.

-Qual è stato il tuo primo lavoro?

Il mio primo lavoro a livello di scritte è stato nel mio quartiere di Siano perché, sembra un paradosso, il quartiere di Siano a me ha dato l’energia necessaria, perché Siano è un quartiere “testardo” e questa testardaggine mi ha consentito di passare dalla ”marachella” alla “passione lavoro” creando Blokko Creativo. Ci sono stati tantissimi momenti in cui lo consideravo solo un hobby ma ora ho aperto attività di graffiti-design ed ora sono pieno di commissioni su molti progetti che mi fanno lavorare spesso fino all’alba di diversi giorni.
 

-Quali per te i lavori più importanti fino ad ora realizzati?

Nel 2012 mi fu commissionato da un avvocato della città capoluogo un lavoro che mi ha lanciato nel mondo lavorativo ho realizzato un lavoro di 40 metri a viale dei caduti, nel quartiere Santa Maria, sulla storia, i personaggi ed i monumenti di Catanzaro, un lavoro rivisitato dopo aver letto quattro libri sulla storia della nostra città ed aver ascoltato diversi anziani. Da lì in poi, il passa parola mi ha impegnato lavorativamente, mi contattarono anche da Cinecittà per una comparsa graffito all’interno del film “Lo chiamavano Jeeg Robot” film del 2015 diretto e prodotto da Gabriele Mainetti che ha vinto 8 David di Donatello. Io vengo ripreso mentre realizzo un graffito e vengo “sgamato” e devo correre per non essere preso, primi segnali che il mio impegno stava andando verso la giusta direzione. Da li in poi tantissimi lavori mi vengono commissionati fino all’ultimo lavoro realizzato a Girifalco su una Cabina Enel raffigurante il volto del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa che il giorno dell’inaugurazione ha visto la presenza dei figli Rita, Nando e Simona che si sono complimentati con me per il lavoro egregiamente svolto. Da lì sono stato contattato da Radio Rai Uno per una intervista ed insieme a Enel Energia mi hanno proposto dei progetti che dovranno vedere la luce a breve. L’anno scorso a Milano ho realizzato scenografia per settimana della moda in piazza San Babila nel centro storico del capoluogo lombardo lavoro che mi ha fatto conoscere a livello nazionale facendomi vivere con orgoglio una settimana al “top”.

-L’amore per il quartiere Siano come lo concretizzi?

Nato e cresciuto in questo quartiere di Catanzaro, la mia famiglia è conosciuta come i “centinari” siamo tantissimi come ceppo familiare, e tutto ciò mi da stimolo, essendo un quartiere fatto di persone “testarde” e questa mentalità un po’ chiusa mi ha dato la forza di aprire la mia perché, cercando sempre il modo di migliorarmi, ho cercato di capire il perché di tanti atteggiamenti cercando di smussare i diversi atteggiamenti errati. Vivendoci è come se io abbia deciso di combattere il sistema dall’interno ed ora tutti quelli del quartiere mi apprezzano tantissimo e non aspettano che un nuovo murales che arricchisca il quartiere. La sfida all’inizio è stata dura, arrivi e dici faccio un graffito? La cosa veniva interpretata tipo scritta da writer. Ma abbiamo realizzato due anni fa il primo ed è stato subito apprezzatissimo, prima nessuno voleva dare il muro della propria casa adesso mi contattano a Febbraio-Marzo e fanno a gara per avere un mio lavoro.

-I lavori che hai realizzato per la festa di Maria SS. del Carmelo cosa hanno rappresentato?

Abbiamo iniziato un progetto percorso insieme assieme all’Associazione Uniti Per Il Sociale – UPIS – Uniti per Siano dove raffigurare le abitudini e la storia del quartiere nel primo lavoro si è pensato di parlare dei vecchi lavori ed ho raffigurato una fanciulla che era impegnata nei campi nella mietitura del grano, l’anno successivo nel ricordo della prima chiesetta del quartiere ho raffigurato la chiesa con sopra dei rami di ulivo proprio perché la zona era adibita ad uliveti e quest’anno sto raffigurando una delle prime processione per le vie del quartiere che vedeva la Vergine Maria al fianco della statua di S. Rocco incorniciata in una cornice di legno a modo di foto ricordo. Già stiamo pensando alla realizzazione del lavoro del prossimo anno.

Sono un componente del gruppo di vari artisti, più emblematico della Calabria , che si chiama Blokko, in linguaggio hip hop i blocchi sono i graffiti che si fanno all’ingresso ed alla fine della città per far comprendere qual è il gruppo predominante. Sono quindi fiero di portare questa cultura nel mio quartiere e lanciare questi messaggi di positività e miglioramento in tutta la città. Stiamo pensando di realizzare con questo gruppo un festival a tema con più artisti per realizzare un percorso anche turistico tra la città ed i diversi quartieri che hanno tanto da mostrare.

 

Francesco Vallone

A fondo pagina alcune delle opere realizzare da Claudio Chiaravalloti