Attesa per Massimiliano Pelletti, scultore che da domani esporrà al Marca di Catanzaro

Looking forward to the past, l'esposizione dell'artista curata da Alessandro Romanini in mostra da 8 Febbraio al 30 Aprile

Nel 2019 ha realizzato un’installazione permanente per gli interni dell’Hotel St. Regis di Venezia e realizza un’opera monumentale per la città di Guadalajara in Messico. Ma è solo una delle tante note biografiche che interessano lo scultore di origine toscana Massimiliano Pelletti che da domani pomeriggio, sabato 8 febbraio al prossimo 30 aprile esporrà al Museo delle Arti di Catanzaro.

Looking Forward to the Past” è la personale dell’artista a cura di Alessandro Romanini, che si avvale della collaborazione della Fondazione Rocco Guglielmo, dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ed è realizzata grazie al prezioso contributo della Galleria Barbara Paci di Pietrasanta.

La mostra rappresenta una tappa importante nella ricerca di Massimiliano Pelletti e offre al pubblico la possibilità di seguire un percorso scandito da circa trenta opere nella sua produzione più recente e vedere in anteprima la serie di sculture concepita appositamente per gli spazi del Museo delle Arti di Catanzaro.

L’idea di classico è un fil rouge che da sempre attraversa la poetica di Massimiliano Pelletti

La sua pratica artistica è ricca di colpi di scena, di tempi dilatati e di un costante effetto sorpresa: alcuni materiali oppongono grande resistenza, altri sono molto friabili, altri svelano delle cavità o degli innesti di terra, e la lavorazione richiede tempi che spesso la contemporaneità non è più disposta a concedere. La poetica di Massimiliano Pelletti si alimenta di un concetto di classico e tradizione, come ispirazione, attitudine e soprattutto fuoco che alimenta lo sviluppo creativo, come Gustav Mahler sentenzia “Tradizione non è il culto delle ceneri ma la custodia del fuoco”. Questo spirito ha portato Pelletti, nel corso degli ultimi anni, a indagare la produzione plastica delle civiltà extraeuropee e a focalizzare l’attenzione sulla scultura del continente africano e a interrogarsi sulla sua storia e sulla natura delle sue arti, consapevole dell’esistenza di un concetto di classicità anche in questi luoghi, spesso sviluppatasi in parallelo, o addirittura, prima della nostra.

Appuntamento, quindi, a domani alle 18 per la conferenza stampa, che precede l’inaugurazione della mostra, nella sala panoramica del Museo.