Convento Chiesa del Monte: la chiusura si avvicina. Continua mobilitazione per provare a impedirlo

Necessario un dialogo con il Padre Provinciale Pietro Amendola. Intanto i cittadini organizzano un sit-in

L’attaccamento della città di Catanzaro alla comunità dei frati Cappuccini è troppo forte e i cittadini non hanno nessuna intenzione di rimanere con le mani in mano difronte alla chiusura del convento del Monte prevista per il prossimo 20 luglio. Perché la comunità dei frati deve lasciare la città nonostante il grande ruolo spirituale che occupa? E sopratutto si può ancora evitare la chiusura del convento? Per rispondere a queste domande il comitato pro Monte, ieri sera, ha organizzato un incontro – dibattito, presso il Convento del Monte dei Morti e della Misericordia, al quale oltre ai cittadini e ai membri del comitato sono intervenuti i giornalisti Luigi Mariano Guzzo e Antonio Iannicelli e l’ex assessore Danilo Russo, che dal 2017 segue la vicenda a fianco dei fedeli.

Generico febbraio 2020

“Vorremmo poter dialogare con il Padre Provinciale dei frati Cappuccini Padre Amendola per far sentire la nostra voce corale – ha detto Russo – speravamo di poter fare degli incontri conciliativi con i frati che però ancora non si sono concretizzati.” In questi anni sono state tante le richieste avanzate dalla città per scongiurare la possibile chiusura di un convento che fa parte della storia del capoluogo. È dal 1534 che i frati Cappuccini svolgono la loro missione nella città di Catanzaro e ora la loro storia rischia di essere arrestata proprio a ridosso del cinquecentenaio. Un’assurdita che i cittadini non vogliono proprio accettare. La città ha fatto di tutto per impedirne la chiusura: l’Amministrazione comunale ha deliberato un atto di indirizzo per la tutela del Complesso Monumentale del Monte e dei beni culturali presenti al suo interno, inoltrato poi alla Santa Sede, i fedeli hanno avanzato richieste e anche Mons. Vincenzo Bertolone si è fatto promotore di una lettera al Generale dei Frati per poter avere chiarimenti. Ma la data prevista per la chiusura del Convento si avvicina sempre di più, luglio é dietro l’angolo, e se il dialogo tra la città e l’ordine tarda ad arrivare, cresce la preoccupazione dei cittadini:”Faremo il possibile per impedire la chiusura del convento sia per tutelare tutti i beni presenti al suo interno, sia perché la città ha bisogno della spiritualità dei frati”, ha sottolineato Silvestro Bressi del comitato, seguito da Mario Saccà che ha aggiunto: “Non è possibile che il capoluogo di regione venga privato dei frati che verranno trasferiti in conventi minori. La città si è mossa, ha fatto sentire la sua voce, perché l’ordine non ascolta le richieste? Perché ha deciso che i frati devono lasciare Catanzaro?”

 

Nonostante il dibattito e le riflessioni dei cittadini intervenuti, nessun dubbio è stato sciolto e nessuna rassicurazioni è pervenuta. All’incontro non è intervenuto, perché impegnato in un convegno, Mons. Vincenzo Bertolone che, se pur a fianco dei suoi fedeli, non ha alcun potere sulle decisioni dei Frati ma che, come ha sottolineato Danilo Russo, secondo le norme di diritto canonico potrebbe chiedere agli stessi una consultazione, che ci si augura possa avvenire presto, in vista dell’imminente Capitolo Provinciale. E in occasione di quest’ultimo, previsto dal 10 al 14 di febbraio, l’assemblea ha dediso di organizzare un sit-in davanti alla sede che lo ospiterà. Un altro tentativo per far sentire la propria voce, per cercare di ottenere quel dialogo con l’ordine francescano che tarda ad arrivare ormai da troppo tempo.