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Al Circolo Placanica “A Cannunera”: l’antica arte della tessitura calabrese a cavallo tra storia e tradizioni

In una elegante pubblicazione, la storia di una anziana tessitrice calabrese e della sua sapiente eredità

La “grande paura” del momento,  e la palese tentazione ad isolarsi dal probabile contagio, non hanno impedito ai Soci e amici del Circolo Placanica di godere di una serata di grande fascino culturale e di curiosa originalità.

Ospiti della serata sono stati Luigia Angela Iuliano, Direttrice del Centro Sperimentale dell’ARSAC (Azienda Regionale per lo Sviluppo in Agricoltura della Calabria) e Domenico Catania, Direttore del Museo del Dialetto di Dasà. Una “strana coppia” che il caso e gli interessi culturali (la riscoperta, la cura e la promozione delle nostre tradizioni) ha unito in un’opera di raro interesse e di sorprendente fascino.

Il Presidente del Circolo, Venturino Lazzaro, ha motivato l’invito dichiarando il grande interesse del Circolo sia per il metodo utilizzato per la stesura del testo, sia quello per le motivazioni che hanno indotto l’autrice ad avventurarsi in un campo così complesso e articolato. Tutto è nato dall’interesse di Catania per la nostra lingua, il nostro dialetto, e dalla volontà di farlo conoscere attraverso la conservazione e la messa in mostra di oggetti che ne richiamino il senso e ne confermino la storia e la struttura. E’ così che è entrato nel “Museo del dialetto” di Dasà il telaio di Maria Giovanna Francese, anziana filatrice di Arena, nel vibonese, e dalla quale Luigia Angela Iuliano ha “rubato” i segreti e l’arte della tessitura tradizionale.

In realtà il “furto” è stato consensuale, in quanto l’anziana signora, deceduta centenne nel 2012, orgogliosa continuatrice di un’arte e una sapienza ormai del tutto scomparse, aveva come unico cruccio quello di non aver potuto tramandare le proprie conoscenze a nessuno tra i familiari e i discendenti.

“La Cannunera” è la storia di questo trasmissione di storia, tradizioni, cultura e conoscenze, che rendono oggi utilizzabile un codice per la tessitura fino a ieri tramandato solo in modo orale e mnemonico. Spontaneo e fisiologico è stato il desiderio e il programma di organizzare a breve una visita al Museo del dialetto e di Dasà e ai laboratori lametini di Luigia Iuliano.