Si accosta il drappo rosso, si chiude la scena… ciao Marisa

Il commosso ricordo della poetessa scomparsa oggi

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“Giornate di silenzio, di pensieri e tanto dolore. Pensavo alla morte, quella ‘ordinaria’ e quella straordinaria’, come se ci fossero due possibilità, magari a scelta”

Era il  22 marzo, appena sei giorni fa, e Marisa Provenzano sul suo profilo social rifletteva sul momento di tristezza collettiva. Scriveva di morte ma non pensava certo alla sua. Non Marisa, piccola di statura ma grande di animo. Voce squillante, risata che riempiva gli ambienti. Non Marisa Provenzano, cresciuta con la filosofia nel sangue, diventata scrittrice e poetessa, che usava i versi e di pensieri come una catarsi per allontanare i tanti, forse troppi momenti brutti che la vita le aveva dato.

Sguardo a volte  malinconico e sorriso sempre pronto. Appaiono così di solito le anime belle. Quelle che vivono al di sopra, che spesso non conoscono confini perché il loro confine è tutta la vita che hanno davanti. Appariva così Marisa.

Si accosta il drappo rosso, si chiude la scena. Non è un teatro la vita, né un palco. Non c’è un un applauso finale né l’aspettativa che possa ripetersi.. Ma come ogni grande spettacolo, c’è una eredità diffusa di sentimenti ed emozioni. Amore e affetto a josa per tutti ed io ne sono e sarò circondato grazie a te, Mamma.

E’ questo il pensiero dell’adorato figlio Silvio che ringrazia tutti per l’affetto di queste ore.

Si chiude la scena, così improvvisamente, senza parole, sulla vita di Marisa Provenzano, ma solo sui suoi giorni terreni, perché i sentimenti e le emozioni che ha saputo suscitare resteranno indelebili, anche ora che calca il palco dell’eternità.

 

 

 

 

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