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Divieto pellegrinaggio notturno Porto, assessore Rotella: provvedimento inevitabile, ora responsabilità

Pandemia ha cambiato la nostra società e di riflesso anche le nostre tradizioni.  In compenso ci ha reso  più responsabili in tema di prevenzione sanitaria.

Appello dell’assessore comunale alla cultura di Gimigliano, Claudio Rotella

“Nell’avvicinarsi alla festa eravamo consapevoli che tutto non sarebbe stato come prima, la pandemia DA Covid 19,  ha cambiato la nostra società e di riflesso anche le nostre tradizioni.  In compenso ci ha reso  più responsabili in tema di prevenzione sanitaria. Proprio questa responsabilità  ci ha indotto ad adottare provvedimenti condizionanti in occasione della Festa di Porto, che negli anni richiama migliaia di fedeli, tra questi il  divieto di  compiere l’abituale pellegrinaggio notturno che veniva effettuato la notte della vigilia, che quest’anno coincideva con questa notte primo giugno, quando i devoti dell’intera Provincia si incamminano per raggiungere prima la chiesa madre di Gimigliano dove viene custodito il Quadro della Vergine Patrona della Provincia e successivamente  partecipare al pellegrinaggio che porta l’Effige da Gimigliano alla basilica di Porto. Il divieto nasce dal fatto che la pratica devozionale  potrebbe portare a un aumento di presenze, a Gimigliano, la mattina di martedì 2 giugno giorno della festa, creando così non poche difficoltà  al coordinamento messo in campo dalle forze dell’ordine e dalle associazioni di  volontariato per evitare assembramenti e garantire il distanziamento sociale.  Mi appello, dunque, alla responsabilità dei pellegrini  che martedì parteciperanno alle celebrazioni religiose in chiesa, di mantenere il distanziamento sociale, di utilizzare i tutti i dispositivi di protezione individuale e di seguire le indicazioni dei volontari. Mai come quest’anno è opportuno vivere la festività della Madonna di Porto limitandosi, quanto più possibile, ai momenti di preghiera e di spiritualità evitando ogni motivo di assembramento. Adottare misure estremamente restrittive in una fase in cui il Governo centrale mostra segnali più che positivi sulla completa riapertura fra diverse regioni potrà sembrare anacronistico e di ostacolo per ritrovare quella “normalità” alla quale eravamo abituati prima del corona virus. Sicuramente a qualcuno potrà sembrare un’occasione persa per dimostrare il senso di responsabilità che fino ad ora ha contraddistinto i calabresi”.