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Lo scrittore catanzarese Armando Comi torna in libreria con “Il Santuario degli eretici”

Un thriller storico con un protagonista particolare

Quel suo fare sempre molto misterioso sin da quando era bambino. I suoi occhi già scrutavano il mondo in maniera particolare, come se vivesse in un libro che cercava verità nella vita reale. Armando Comi, catanzarese di 42 anni, è cresciuto in un quartiere a sud della città e chi lo ha conosciuto giura che è sempre stato una mente pensante costretta a vivere in un posto bigotto che sarebbe stato tale anche se fosse cresciuto Milano anziché al Corvo. Un eretico, sembrava proprio questo. Quel sorriso sempre a metà bocca e lo sguardo che sembrava perso e invece era semplicemente riflessivo. Comi è ritornato alla cronaca nazionale grazie alla sua nuova opera dopo i successi internazionali del suo primo romanzo. Di lui hanno scritto tutti e ne ha parlato anche mamma Rai: Laureato in Filosofia e Dottore di ricerca in Storia della Filosofia, si è occupato di millena­rismo, profetismo e simbologia. Ha pubblicato diversi saggi su movimenti ereticali e simboli profetici. È stato lessicografo occupandosi di voci religiose, filosofiche e stori­che.

Il 18 giugno torna nelle librerie lo scrittore catanzarese Armando Comi con il suo nuovo thriller storico Il santuario degli eretici. Lo incontriamo in anteprima per curiosare tra le pagine del romanzo incentrato sulla figura di Cola di Rienzo.

Inizierei dal titolo, il precedente romanzo si intitolava I quattro enigmi degli eretici, e il suo sequel è Il santuario degli eretici. Misteri, sacralità, eresie. Queste parole descrivono realmente Cola di Rienzo?

Papa Clemente VI definì Cola di Rienzo “Figlio di Belial”, ovvero l’Anticristo. Ed è così che fu visto dai suoi contemporanei. Siamo nel Medioevo, epoca di francescani e di eretici. Cola di Rienzo fu proprio un eretico, e dei più pericolosi, perché mise insieme politica e sacralità. Sentiva che il suo potere era un segno divino, profetizzato da Merlino e destinato ad avverarsi. Ecco perché la parola “eresia” ricorre.

Cola di Rienzo, il tribuno romano. Un uomo convinto di essere mandato dallo Spirito Santo ma che poi agì con la spietatezza di un demonio. Si tratta anche in questo caso di un dato storico?

Cola di Rienzo fu capace di aiutare i poveri e i deboli ma anche di sfruttare il popolo per ottenere quel che desiderava. Avere a che fare con Cola di Rienzo significa mettere da parte l’equilibrio e la ponderazione per lasciare spazio a uno spirito estremo, probabilmente fu clinicamente pazzo.

Perché hai scelto Cola di Rienzo? Ritrovi in lui qualcosa di te stesso?

In realtà non sono io ad aver scelto lui, ma lui ad aver scelto me. Il suo nome finì tra i miei appunti quando ancora lavoravo per l’Università di Bologna e mi occupavo di un eretico di Praga, città che Cola visitò e nella quale lasciò il seme dell’eresia. Da allora non mi hanno più abbandonato né Cola né Praga. Se c’è qualcosa di me in lui? No, non direi proprio. Forse, la passione per le rovine antiche, da cui Cola traeva le “energie” per le sue profezie. Tuttavia, lui sentiva il soprannaturale, io mi accontento del fascino del transeunte.

Cola di Rienzo sembra cedere in continuazione alle tentazioni del mondo: beve in modo smodato, vuole il potere a costo di perdere la famiglia, consulta specchi magici. Ma poi sente di avere un contatto speciale con il divino. Che persona era?

Era un uomo con le debolezze di tutti. Chi non è attratto dal denaro? A chi non capita di mettere da parte i propri affetti per il lavoro o per gli affari? Sono gli stessi aspetti presenti in Cola ma esasperati dalla sua tensione per il soprannaturale. Cosa dire dello specchio magico, se tu sapessi che uno specchio può rivelarti il futuro, lo interrogheresti? Cola lo fece.

Si tratta di un protagonista sopra le righe. In certi momenti lo ami, in altri lo odi. Sembra solo ma ha un esercito di seguaci, quando appare sconfitto si rialza per poi cadere di nuovo. È un personaggio eccessivo sotto tutti i punti di vista.

È proprio così. Ricordiamoci che si tratta di un uomo del popolo che nel Medioevo mise in crisi un papa e un imperatore. Un personaggio che affrontò famiglie nobiliari potentissime arrivando quasi a sterminarle. Molti lettori lo hanno trovato grandioso, altri pazzo, altri ancora malvagio. Nessuno è rimasto indifferente alla sua personalità santa e luciferina. Si tratta di contraddizioni che possiamo riconoscere in noi stessi, solo che la quotidianità non ci dà modo di farli emergere. In Cola invece esplosero.

In questo secondo volume tornano alcuni personaggi già presenti ne I quattro enigmi degli eretici, ma con ruoli del tutto differenti se non addirittura opposti. È piuttosto particolare il personaggio di Luna, da dove viene?

Per tratteggiare questo personaggio ho guardato decine di foto e di interpretazioni di Eva Green. Luna è lei, serena e inquietante, luminosa e oscura. Luna ha scrutato gli abissi più profondi del dolore, quelli dai quali non si riemerge, ecco forse perché è piaciuta molto, soprattutto alle lettrici.

È molto presente la filosofia medievale, così come le pratiche magiche (tratte da fonti antiche!). Come mai questo interesse?

La filosofia medievale ha la grande peculiarità di voler razionalizzare il soprannaturale tramite l’aristotelismo, ed è esattamente ciò che accade nel Santuario degli eretici. Per quanto riguarda invece le pratiche magiche è stato difficile non cedere alla tentazione di inventarle, ma una volta individuate le fonti è stato sorprendente scoprire quanto fascino esercitassero. La magia nel Medioevo fu presente nella Chiesa come nelle Università, e certamente è qualcosa che non sparirà mai del tutto. Ognuno di noi coltiva il proprio recinto oscuro di magia.

C’è un angolo di Calabria in questo nuovo lavoro?

C’è di più di un angolo di Calabria, c’è il pensiero di un profeta che finì per influenzare le più intransigenti frange ereticali medievali. Sto parlando di Gioacchino da Fiore, la cui autorità fu sentita fortemente da Cola di Rienzo. In particolare, Gioacchino fu ritenuto il depositario delle profezie segrete di Merlino. Dante mise Gioacchino in Paradiso, ma la verità è che fu considerato un pericoloso eretico.

Dopo questo libro?

Io non conosco il futuro, Cola di Rienzo invece potrebbe risponderti. Lascialo guardare gli astri, e lui saprà cosa avverrà.