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“Il quadro di San Vitaliano non può tornare in città”: Dietrofront dei Cappuccini. Ma c’è chi non ci sta

L'opera del Settecento custodita nella chiesa del Monte per due secoli e poi trasferita a Reggio Calabria per ragioni mai chiarite. L'intervento del Comitato pro Monte e del Comune di Catanzaro. Ma anche l'ultima chance di un ritorno a casa sembra persa

‘Io non ho mai detto che il quadro di San Vitaliano, ora a Reggio Calabria, sarebbe tornato a Catanzaro nella chiesa del Monte’. E’ stata questa l’ultima comunicazione avuta con padre Pietro Ammendola, a capo dell’ordine dei Cappuccini calabresi riguardo al bellissimo quadro di San Vitaliano che per secoli si è potuto ammirare nella chiesa del Monte di Catanzaro. Oggi anche l’ultima chance sembra andata perduta. Quel ritorno ai Tre colli non s’ha da fare. Quel quadro così rappresentativo della tradizione e dell’identità, che oltre al santo raffigura anche uno scorcio della città, Catanzaro non lo può riavere. Ma facciamo un passo indietro.

LA STORIA DEL DIPINTO

Era il 1746 quando il pittore catanzarese di 26 anni Vitaliano Alfì dipinse su commissione nel capoluogo di Regione l’opera raffigurante il Santo patrono della città. Fu subito esposta alla chiesa del Monte, di preciso nell’ala destra rispetto all’ingresso, dove ancora oggi rimane nel muro incastonata la cornice che lo accolse. E in città si potè ammirarne i colori e il soggetto e la bellezza. Per ben duecento anni. Quando nel 1892 i Cappuccini presero la reggenza della chiesa del Monte dei Morti di Catanzaro il quadro era già lì da più di cent’anni.

Ma siamo agli anni ’70. Quando per ragioni poi mai ben del tutto chiarite il dipinto venne trasferito prima nel convento e poi trasferito da Catanzaro a Reggio Calabria.

Sono circa cinquant’anni insomma che il Monte non ha più il quadro del Santo di Catanzaro.

OGGI

E’ stata soprattutto la caparbietà e l’amore per l’arte la storia e la cultura di studiosi e cittadini a riportare in auge da alcuni anni la questione.

Il Comitato per il mantenimento della Chiesa del Monte e del Convento dei Cappuccini si era infatti posto negli ultimi anni due obiettivi: che si evitasse il trasferimento dei monaci dal Convento e con essi il patrimonio di biblioteca, ori, arredi e opere d’arte che da secoli vivono nel centro storico, e poi quello di riavere quel quadro. Quel quadro che troppo rappresenta simbolicamente la città.

“Ma al momento- a parlare è Aldo Ventrici del Comitato – entrambi gli obiettivi sembrano falliti.

Infatti non solo, come è noto, i Cappuccini hanno votato per il trasferimento dei monaci che erano a Catanzaro, in numero di sette, un numero importante, considerato che in altri centri calabresi ce n’è magari solo uno. Ma è arrivato pure il no da parte dei monaci sul ritorno a casa di San Vitaliano.

Il Comitato è intervenuto anche con una denuncia ai Carabinieri e alle Soprintenenze Leggi qui A Soprintendenze_Ufficio Diocesano Beni Culturali e Nucleo Carabinieri TPC per tutela bani culturali Convento e Chiesa del Monte 

Il diniego sarebbe arrivato all’assessore Danilo Russo che da anni ha sposato la causa del ritorno della tela e che aveva espresso ai Cappuccini la decisione del Comune di farsi carico del trasporto dell’opera e, come da accordi, dell’impegno di darle una collocazione la più decorosa possibile.

E la nuova sede era infatti stata individuata nella Basilica dell’immacolata. Ma nulla.

‘Eppure – a parlare è ancora Aldo Ventrici – in una riunione avuta due anni fa i Cappuccini si erano detti d’accordo riguardo al ritorno a casa dell’opera’. Poi la smentita nei giorni scorsi da parte di padre Amendola. 

Ma in città in molti non ci stanno. Non solo i membri del Comitato. Anche chi è al corrente di questa vicenda. Perché è giusto che il quadro torni a Catanzaro. E che venga restaurato, come ha avuto modo di precisare lo storico d’arte Vinci, per un inizio di deterioramento che potrebbe rivelarsi inarrestabile.