La torre Cavallara di Catanzaro un luogo che affascina. Continua campagna “Luogo del Cuore”

Il referendum Fai, la promozione dell’Associazione Culturale Calabria Contatto

Promossa fra i “luoghi del cuore” Fai,  la Torre Cavallara di Catanzaro, che si erge su di un piccolo altopiano alle spalle del quartiere Aranceto nella zona sud della città, oltre a rappresentare un vero  esempio di singolare architettura, s’inserisce perfettamente in un ampio scenario storico, culturale e paesaggistico. A dare input alla campagna promulgativa, l’Associazione Culturale Calabria Contatto, che nasce come “portale web”, ufficialmente attiva dal 2017, ma, ancor prima operativa, con le sue molteplici funzioni.

L’associazione, nelle vesti di Giuseppe Guzzi quale presidente e Cesare Dornetti vicepresidente, ha posto particolare attenzione sulla divulgazione della promozione della Torre Cavallara a “luogo del cuore”, costituendo anche il Comitato “Amici della Torre Cavallara”, ove converge l’impegno di numerose associazioni e “gruppi web” ( Associazione CulturAttiva, Associazione storica Mirabilia, Associazione di promozione sociale Terre Ioniche, Associazione Catanzaro è la mia città, Soc. Coop. Edizione Straordinaria, Associazione Kalabrian H2O, Associazione Fotografica Cromatica, Associazione di Promozione Linea Jonica, Gruppo Facebook “Sei di marina…se…di Catanzaro” ed altri che nel percorso si aggiungeranno). In attivo già alcune riunioni, realizzate sia online che in maniera “concreta”, al fine di coordinare al meglio le operazioni caratterizzate da intenti che vanno oltre la mera “campagna Fai”.

L’obiettivo è infatti quello di proporre un “piano di lavoro” finalizzato alla torre stessa, ma che comunque faccia da “cerniera” su tutto il territorio, abbracciando anche altri punti focali quali ad esempio la zona dello “Scolacium”, l’antico borgo di Squillace, la stessa città di Catanzaro con il suo centro storico e tutto ciò che possa far parte del contesto storico/culturale dell’intera zona. Un movimento di idee che allarghino gli orizzonti, per una nuova visione di quell’area che possa essere quindi fruibile,  scoprendone la storia e il valore identitario. Vari gli “step” preposti dal Fai e, il loro raggiungimento, costituiranno il modo per valorizzare l’antica Torre. “ La campagna divulgativa per la Torre Cavallara di Catanzaro – dichiara Cesare Dornetti – sta avendo un discreto successo. Al momento, però, non ci è stato concesso dalla proprietà, poiché l’area è privata, di accedervi per motivi di “sicurezza”. Ciò costituisce un ”freno” per le attività che si era intenzionati a svolgere, come ad esempio la pulizia dell’area in maniera del tutto gratuita o alcune “micro-visite” guidate, che comunque, sarebbero state effettuate seguendo le norme necessarie, anche in riferimento all’attuale emergenza Covid”.

“Tuttavia – ha aggiunto – rispettiamo tale decisione, ribadendo che il nostro intento è infatti mirato ad accendere un “faro” su di un bene da valorizzare e, soprattutto, “da salvare”. Sarebbe auspicabile avere l’opportunità di creare un “tavolo di discussione” con le parti interessate, per poter meglio definire i progetti inerenti futuri”. La Torre Cavallara, ripercorrendo brevemente la sua storia, appartiene a quella tipologia di torri poste a guardia della costa, tipiche del secolo XVI. Il termine “Cavallara” era dato dalla presenza di guardie a cavallo che allertavano il vicino presidio militare facendo uso del suono dei corni o con segnali di fumo. La Torre, come usuale per questo tipo di costruzioni, si erge al centro di un alto pianoro ad una altitudine di circa 100 metri. La sua struttura a pianta quadra, che attualmente presenta anche alcune parti “diroccate”, consta di due livelli: il piano terra, presumibilmente una volta adibito a scuderia per i cavalli, mentre il piano superiore ospitava i cosiddetti “cavallari”. Esternamente, una particolare scala ad arco completa la singolarità della struttura, sebbene staccata dall’intero corpo, infatti, pare che un tempo un ponte levatoio in legno consentisse l’accesso al piano superiore. La Torre è mancante del tetto, tuttavia sono ancora riscontrabili le finestre laterali anche se, come si è già detto, parte delle mura presentano dei “crolli”.

Da tempo, questa costruzione rappresenta per i residenti del quartiere marinaro quasi una “meta” da raggiungere, tanto che negli passati veniva definita in dialetto “’U Castellu”, tra l’altro, rappresentando un “simbolo” finalizzato alla protezione delle coste, fu determinante per la nascita della “Marina”. Infatti, quando il nobile Don Bernardo Marincola, proprietario dell’allora “fondo Passarelli”, si sentì rassicurato dalle milizie presenti nella Torre, costruì nei pressi le prime case per i “bagni”, dando la possibilità, con altre case che successivamente vennero edificate, ad urbanizzare anche la zona verso il mare. Il sistema costiero delle torri venne dunque adottato proprio per avvisare dell’arrivo di navi pirate, solo la Calabria pare che ne detenesse circa sessantanove. Il loro compito, non era comunque solo deputato all’avvistamento, ma anche come difesa dell’entroterra. La Torre Cavallara, rientra dunque tra i beni culturali da “salvare”, è da tempo che si cerca in qualche modo di metterne in luce l’evidente bellezza e il considerevole passato storico. La sua posizione, inoltre, ne valorizza ancor di più il contesto con un panorama mozzafiato, da un lato lo splendido Golfo di Squillace, dall’altro la città di Catanzaro e in lontananza finanche i singolari boschi della Sila. Intanto, come specificato da Cesare Dornetti, continua la campagna “firme”, sia online, che mediante i luoghi deputati a tale operazione.

Tramite i canali del “Comitato” o della stessa Associazione, saranno resi noti i “tavolini” preposti per le firme che verranno allocati sia nella zona sud della città che in centro. A ciò si aggiunge anche la compartecipazione dei commercianti che nei loro “punti vendita”, daranno la possibilità di apporre la propria firma per la campagna in corso, che vedrà come ultimo termine il mese di dicembre. Questo il link per votare.