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Prendono i libri in discarica, li salvano dal macero e li prestano a chiunque voglia leggerli

A Soverato l’originale esperienza di Kalalibreria

C’era una volta. Iniziano tutte così le favole. E anche questa in fondo è una favola. Una storia a lieto fine, almeno per tutti i libri salvati dal macero, per tutte le persone che “incontreranno” quei libri. Perché questo sono i libri, destini che incontrano altri destini. Lo sanno bene i libri che sono ospitati nella casetta di legno costruita apposta per loro a Soverato. Come ogni casa anche questa ha il suo nome impresso all’ingresso “Vito Maida”, e come ogni casa ha il suo bel divano.

Ma andiamo con ordine, perché anche le favole hanno bisogno di essere raccontare secondo una logica per capirne il loro essere fantastiche.  C’era una volta, ma c’è ancora, Mimmo. Lui fa l’imprenditore, gestisce un chiosco ambulante a Soverato, un’attività che porta ancora il nome di suo padre Marcello, che è destinata a suo figlio, che si chiama ovviamente Marcello (ma questo fa parte di un’altra storia tutta del Sud Italia). Mimmo spesso va in discarica a conferire materiale ed è proprio lì che si accorge che esiste un angolo in cui vengono distrutti i libri. Già un vero e proprio macero.

Non ci pensa su due volte e insieme ad altri amici Francesco, che studia per fare concorsi e insegna privatamente, Giulio, che dopo la scuola si è messo a fare il falegname, Teresa e tanti altri, decidono che quei libri devono essere salvati dal macero. Tornano in discarica e se li fanno consegnare. Ma per metterli ci vuole spazio? Comprano allora una casetta di legno, Giulio, con la sua maestria, la monta e la attrezza per poter accogliere quella famiglia fatta di storie, quelle dei libri appunto. Ma ogni casa ha il suo nome e gli amici che intanto si sono costituiti in associazione decidono che quella sarà casa “Vito Maida”, il nome di un maestro di scuola soveratese.

Il 2 febbraio 2020 nasce Kalalibreria. Arriva il Covid e ciò che accade è storia. Ma Kalalibreria comunque prende forma e sostanza e oggi, in quella casetta di legno, è possibile prendere in prestito dei libri , leggerli, restituirli entro 60 giorni, tutto in maniera gratuita. C’è di tutto, dai fumetti, ai libri più impegnati ed impegnativi, passando per i generi più commerciali. Perché in una casa c’è sempre posto per tutto e tutti. E il vissero felici e contenti? Forse in questo caso è meglio dire “vivranno felici e contenti”, i libri salvati dal macero, le persone che incontreranno quelle storie. Perché che si parli di libri o di esseri umani alla fine nella vita tutto e tutti hanno il proprio destino che si incrocia imprevedibilmente con quello di altri, anche in una discarica.