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La torre Cavallara tra storie e identità del territorio. Evento in Pineta a Giovino

Proseguono le iniziative inserite nella campagna “Luoghi del cuore”. Ieri primo evento del Comitato “Amici della Torre Cavallara” coordinato dall’associazione “Calabria Contatto”

Prosegue la campagna “Luoghi del cuore” a favore della “Torre Cavallara” di Catanzaro,  indetta dal Fai – Fondo Ambiente Italiano. Ad accrescere l’interesse verso questa singolare torre, il primo evento del Comitato “Amici della Torre Cavallara” coordinato dall’associazione “Calabria Contatto”, che ha visto il suo svolgimento nel tardo pomeriggio di ieri, al “Kiosko”, nella particolare cornice della Pineta di Giovino. A moderare l’incontro, il vicepresidente di “Calabria Contatto”, Cesare Dornetti, con gli interventi dell’archeologo Francesco Cuteri ( Autore e Docente di Beni Culturali dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro) e dell’architetto Alessandro Mercurio ( referente Associazione storica Mirabilia). Un incontro, seguito da un numeroso pubblico interessato e appassionato, dove si è voluto innanzitutto sottolineare la storia di questo considerevole bene storico, inserendolo nell’identità di un territorio visto nell’interezza della sua ricchezza culturale. In apertura di serata, Cesare Dornetti, ha particolarmente evidenziato come sia stata fondamentale l’unione di più associazioni, un intento corale che rimarca come la rivalutazione di questa magnifica torre sia nella volontà di tutti ( Ass. CulturAttiva, Ass. Storica Mirabilia, Ass. di Promozione sociale Terre Antiche, Ass. Catanzaro è la mia città, Soc. Coop. Edizione Straordinaria, Ass. Kalabrian h2o, Ass. Fotografica Cromatica, Ass. di Promozione Linea Jonica, Gruppo Facebook Sei di marina…se…di Catanzaro). Una torre per troppo tempo dimenticata, un luogo di cui, forse, si è tanto parlato, ma mai concretamente attuato ciò che poteva favorire la sua rivalutazione. Attualmente, nella campagna dei “Luoghi del cuore”, gode di un’ottima “posizione” con circa 1280 voti nella pubblicazione dei dati Fai, che saranno certamente incrementati dalle votazioni in corso e quelle future.

A seguire, l’interessante introduzione documentata in “video” da Giuseppe e Giovanni Matarese dell’associazione storica “Mirabilia” e meticolosamente esposta dall’architetto Alessandro Mercurio. Come spiega in primis Giovanni Matarese, tutto fa riferimento all’anno 1500, allorquando si venne a fortificare l’intero sistema difensivo costiero nel meridione. Così accadde anche per la zona del catanzarese, ove vennero edificate una serie di torri atte alla difesa degli attacchi ottomani. Da sottolineare, come spiega Matarese, l’esistenza di una prima torre che era addirittura antecedente alla Torre Cavallara, che si trovava nel quartiere Lido in zona “Torrazzo”. La torre era di dimensioni notevoli e l’accesso era dato da una scala simile a quella della Torre Cavallara. Vi fu, all’epoca, una disposizione che obbligava le città a fortificare la propria posizione con cinte murarie, oltre all’intero sistema difensivo delle torri che dal mare rilanciavano gli allarmi verso la città. A seguito dell’allarme, veniva inviato un contingente di soldati pronti ad affrontare il nemico. Uno di questi contingenti, nella zona di Catanzaro, stanziava in località “Spagnolo” e constava di circa 300 soldati. L’interessante esposizione si fa strada con l’architetto Mercurio, che, facendo capo alle diapositive in video, tratteggia ciò che fu la Torre Cavallara, che continuò la sua “opera” nonostante gli attacchi ottomani fossero oramai cessati. Questi presidi, avevano quasi tutti la stessa forma (circolare o quadrata) e, come viene illustrato, la Torre del “ Torrazzo” era di forma circolare, con un corpo di guardia formato da circa 12 soldati.

La tipologia di torre apparteneva a quella angioina/aragonese. Al piano inferiore sussistevano i depositi per gli attrezzi e i viveri, al piano superiore si accedeva da una scala interna, includendo l’esistenza anche di una esterna. Infine, sulla terrazza era posta l’artiglieria, da qui si segnalavano gli attacchi, con il fuoco durante la notte e segnali di fumo durante il giorno, utilizzando come allarme anche il suono di una campanella posta a tale impiego. La torre, nel ‘900, venne completamente abbattuta. Nella parte più alta della zona, sussisteva la Torre “Passarelli” ( detta Cavallara),  chiamata dai marinoti “ U Castellu”. L’edificio, a pianta quadra, si divideva su due livelli, nella parte superiore era posta l’artiglieria e una “garitta” per le guardie, i cosiddetti “cavallari”, poiché muniti di cavalli e da qui il nome della torre. Esternamente, alcune feritoie (bocche da fuoco), tuttavia, un tempo, le aperture laterali non esistevano e quella che attualmente si trova nella parte bassa è da deputare al periodo in cui la torre venne usata come “abitazione”. A queste due torri, come spiega l’architetto Mercurio e come si evince dal Codice Carratelli, se ne aggiunge una terza, la “Torre Doganiera”, esistente ancora e, parrebbe, essere diventata un “B & B”. Pertanto, un “trio” di torri, quasi a formare nelle loro posizioni, un triangolo. L’esposizione e la dinamicità della Torre, ben presentata dall’architetto Alessandro Mercurio, appare molto chiara anche per chi non ne avesse conoscenza. A dare vigore all’opera del Comitato è l’archeologo Francesco Cuteri, le sue parole, infatti, determinano l’importanza della Torre ma ugualmente le attività attualmente realizzate: “ Sono rimasto positivamente colpito – dichiara – da questa forte unione e da questo entusiasmo che si è creato intorno alla Torre. Uno straordinario interesse che ne fa quasi un simbolo, che unisce il mare e l’entroterra, un simbolo che un tempo molto rappresentava per la città di Catanzaro, che veniva avvisata suo tramite dei pericoli incombenti.

La Torre Cavallara è al centro del Golfo di Squillace, si accorda con la città e con il Parco Scolacium e, tutto ciò che si è creato intorno a lei è molto importante, è un’unione collettiva che rappresenta l’unità di tutti i quartieri della città”. “Un progetto – ha ancora aggiunto – che va portato avanti e che deve rappresentare un’opportunità da dover cogliere, quasi come se dovessimo “rimettere i cavalli in quella torre”, un’attenzione che deve restare alta. Un ‘attenzione, dunque, che va sì riferita alla stessa torre, ma ugualmente alle importanti realtà che intorno sussistono”. Non è mancato l’intervento del Capo Delegazione Fai sezione di Catanzaro, Gloria Samà, che, oltre ai ringraziamenti per la viva partecipazione, ha molto sottolineato quanto la Calabria sia ricca di luoghi culturali di cui bisogna diffonderne la bellezza. “I luoghi del cuore”, offrono importanti opportunità di conoscenza e di valorizzazione. A chiusura dell’evento, vari interventi da parte del pubblico e delle varie associazioni presenti, ma singolare è stato l’ intervento del signor Giuseppe Andreacchio che, come egli stesso ha sottolineato, pare sia nato proprio nella Torre Cavallara, quando era stata adibita ad abitazione civile ( nato il 30/03/ 1931). I suoi antenati raccontano che lui sia l’ultima persona nata in quella torre.

Di fatto nella seconda guerra mondiale la torre venne poi usata come deposito per le armi, dai militari. Dopo la guerra, il manufatto venne lasciato nell’abbandono più totale. Molta soddisfazione nelle conclusioni di Cesare Dornetti nel constatare la calorosa partecipazione, tenendo a sottolineare che l’intero contesto progettuale, non è solo una mera raccolta di voti, ma sussiste l’intento di voler infondere la storia e l’identità di questo importante bene storico. Usando una frase dell’archeologo Francesco Cuteri, rivalorizzare la Torre Cavallara sarà come dire: “ Quel pezzettino di cuore che era sporco di polvere”.