‘U ciaciu “risorto”: Catanzaro si riappropria di una sua icona artistica

Il tributo agli 80 anni di arte dell'abbandono al Complesso San Giovanni e nella galleria riaperta al pubblico

Fabbro, inventore e artista, Saverio Rotundo ‘U Ciaciu è stato un creativo a 360 gradi che ha dato tanto alla città, pur senza poter godere in vita dei riconoscimenti che non si addicono a chi non ha etichette. Oggi Catanzaro riscopre una delle sue icone per eccellenza e si riappropria di un patrimonio di opere che testimoniano tutto l’estro e l’universalità del linguaggio di Mastro Saverio.

Generico luglio 2020

Al Complesso San Giovanni fino a domani, dalle 17 alle 20, si potrà vedere il corto “Human Thing”, sentito tributo di Davide Cosco all’artista arricchito da interviste e da immagini sul “set” dove i pezzi d’arte prendevano vita. E poi ancora una piccola, ma gustosa carrellata di manifesti e spartiti, rivisti dal Ciaciu con quello stile inconfondibile che invadeva letteralmente le vie della città. Domani, al San Giovanni, alle ore 18, sarà inoltre presentato il catalogo fotografico a lui dedicato e realizzato nell’ambito del progetto dell’assessorato alla Cultura del Comune di Catanzaro che celebra gli 80 anni di un percorso artistico che ha resistito alle pieghe del tempo. Un programma celebrativo che si é meritato anche una “storia” sul profilo Instagram di Vittorio Sgarbi il quale aveva già espresso in passato la sua stima per l’artista.

Generico luglio 2020

Generico luglio 2020

Uscendo dal complesso monumentale, proprio nello spazio di fronte, dopo aver salito qualche scalino, si può anche fare ingresso nella “caverna delle meraviglie” che, grazie all’impegno di alcuni privati, ha riaperto le porte al pubblico con il suggestivo allestimento di Stefano Morelli. In pochi metri l’attenzione e la curiosità vengono letteralmente catturate da un insieme indefinito di ferro, carta, pietra,  luci e colori dal gusto vintage. I rifiuti abbandonati, non a caso per terra c’è anche una busta di spazzatura, che diventano oggetti d’arte.

Generico luglio 2020

Il calciatore agguerrito, la malinconia dei giorni festivi, l’uomo dal potere sono alcune delle opere risalenti alla metà degli anni ’70 che trovano ora la loro ideale collocazione nella bottega del fabbro a lungo inaccessibile. Anche qui immagini e suoni del docufilm proiettato su una vecchia tv “L’arte è chi la fa” di Antonio Pirrone e Francesco Lodari, prodotto da Cristina Pullano, avvolgono il visitatore con suggestioni da videotape. La scritta a caratteri cubitali che campeggia sulle pareti del San Giovanni è la perfetta sintesi del Ciaciu “risorto”: un artista nasce quando muore.