Al Magna Graecia Film festival con Costantino e Sassanelli è “TuttAPPosto”

I protagonisti parlano della commedia che fotografa il "mal costume"

E’ ormai diventata una figura centrale del Magna Graecia film festival. E’ lei il volto delle serate che si svolgono nell’area del Porto, la padrona di casa che accoglie i tanti ospiti che si alternano sul palco. E’ Carolina Di Domenico, attrice, conduttrice e tanto altro, che questa mattina ha incontrato la stampa per un breve saluto prima di lasciare il posto a Gianni Costantino e Paolo Sassanelli, regista e interprete di uno dei due film in proiezione questa sera, “TuttAPPosto”.

Protagonista in impermeabile di ieri – quando l’acquazzone serale ha ridotto la manifestazione al Porto alla sola presentazione e proiezione del corto “Rifugi” di Giulia Siciliano, e del film “Bangla”, con il regista Phaim Bhuiyan e l’attrice Milena Mancini, oltre al direttore e ideatore del Magna Graecia film festival Gianvito Casadonte -, Carolina Di Domenico ha raccontato qualche sua novità dal punto di vista professionale, da novembre scorso è infatti entrata a far parte del cast di Sei uno Zero, lo storico format radiofonico di Lillo e Greg, ma si è soprattutto soffermata sul suo ruolo all’interno della kermesse: «Il fulcro delle serate è dare spazio a chi davvero ne ha bisogno – ha detto -, puntare il faro ad esempio su chi presenta i corti, che così ha una possibilità».

Con i complimenti da parte di Costantino per le domande poco scontate e molto dettagliate rivolti al critico Antonio Capellupo che come sempre modera gli incontri, ci si è poi spostati sul film che sarà proiettato questa sera (è anche in programma “Abbi fede” di Giorgio Pasotti). Realizzato grazie al supporto di Ficarra e Picone, con i quali collabora da 13 anni, il film di Costantino è nato da un’idea di Roberto Lipari, protagonista della pellicola, assente a Catanzaro per motivi personali. La trama è incentrata sulla baronia universitaria e sulla speranza di poter fare qualcosa per contrastarla, in questo caso con una “App” valuta professori: «E’ una commedia sul “mal” costume – ha detto il regista -, mette in rilievo le storture. E’ un film leggero, ma con ingredienti forti». Tali che gli stessi autori del film, in fase di riprese, si sono dovuti scontrare con la dura realtà, quella di una baronia radicatissima che ha impedito loro di lavorare all’interno di una vera università, dovendola ricreare all’interno del Comune di Catania. Tantissimi i personaggi e altrettante le caratterizzazioni, necessarie per creare il giusto ritmo interno al film, come Paolo Sassanelli, uno dei docenti dell’Ateneo di TuttAPPosto, o Luca Zingaretti nei panni del rettore. «Mi sono circondato di una squadra notevole – ha ammesso il regista -, fatta da molti professionisti che in quel periodo erano impegnati a teatro».

 

Sassanelli si è soffermato sul suo personaggio, un docente con lo sguardo sempre fisso sul decolleté delle studentesse, prima di raccontare la riapertura della Palestra 7607 degli Attori a Testaccio: «Ho tanta voglia di lavorare, di raccontare. Ho fatto tanto negli ultimi anni, anche all’estero», ha detto per poi raccontare una serie inglese – “The first team”, ndr – in cui ha recitato con lui anche il tecnico del Liverpool  Jurgen Klopp, «ma davvero, eh».