Da Romanzo Criminale a Woody Allen: tutti i successi di Alessandra Mastronardi

L'attrice intervistata ieri sera dal giornalista Fabrizio Corallo

Su Twitter vanta 800mila follower, ma per sua stessa ammissione Alessandra Mastronardi fa «a cazzotti con i social». Così si è raccontata l’eterna Eva Cudicini de “I Cesaroni”, la fortunata serie televisiva di Mediaset, intervistata ieri sera dal giornalista Fabrizio Corallo nella sala conferenze de La Perla del Porto. Immaginabile la ressa dei tanti che non sono voluti mancare alla così definita “masterclass”, e che a fine incontro, quando Corallo ha presentato qualche stralcio del suo documentario “Siamo tutti Alberto Sordi?” hanno lasciato la sala al suo inseguimento, provando a strappare alla giovane attrice selfie e saluti.

Di recente al cinema con “Si muore solo da vivi” di Alberto Rizzi, penalizzatissimo dalla pandemia, ora disponibile on demand, Mastronardi non si è potuta sottrare ai ricordi della fiction della Garbatella: «Mi sono sempre sentita a casa – ha detto -, è rimasto con tutti un legame molto forte». E anche l’aver lasciato Eva, per lei è una questione «di rispetto. Bisogna rispettare il personaggio e la sua storia, ma anche gli spettatori. Bisogna lasciare quando si è amati, non quando non se ne può più».

Inevitabile poi anche il confronto tra cinema e televisione. Incredibilmente Mastronardi ha sottolineato la maggiore difficoltà del piccolo schermo: «Al cinema i tempi sono dilatati – ha affermato  -, hai delle pause, puoi assaporare la recitazione; in tv non puoi permettertelo, non ti dà questo lusso. Lì non hai il tempo di fare troppe domande».

Eppure quando ha iniziato lei, «tutti volevano fare il cinema, adesso si è capovolta la situazione, tutti vogliono lavorare nelle serie tv». E il teatro? «Ha dei tempi particolari, si programma di anno in anno, forse lo farò», ha detto lasciando intendere che non le dispiacerebbe dividere il palcoscenico con Lino Guanciale, al suo fianco nella serie Rai di successo “L’allieva”.

Lei, che sente la responsabilità della sua professione come «il dare voce agli invisibili, mi piace il cinema di denuncia», ha detto, ha potuto realizzare uno dei suoi sogni, quello di interpretare Anna Maria Pierangeli, all’estero nota come Pier Angeli. Moglie di Armando Trovajoli, ma grande amore di James Dean, Mastronardi le diede il volto in “Life” di Anton Corbijn: «Morì molto giovane ed è purtroppo dimenticata, soprattutto in Italia».

Ma Alessandra Mastronardi ha lavorato anche con Woody Allen, in “To Rome with love”, e ha ricordato con piacere l’incontro del grande regista con suo padre, celebre psicoterapeuta: «Credo sia stato il momento in cui ha realizzato che sua figlia era davvero un’attrice, poiché lo adora. Hanno parlato un bel po’ insieme, ma mio padre per segreto professionale non mi ha mai detto cosa si sono detti. Solo il giorno successivo, sul set Allen mi chiese se sapevo cosa pensasse mio padre di lui».

Della sua carriera, Mastronardi, seppure molto giovane, ha del resto molti aneddoti da raccontare, dallo spot con Clooney alla serie cult “Romanzo  criminale”, giusto per citarne qualcuno. Eppure non ha dubbi, la fiction del cuore per lei è “Sotto il cielo di Roma” diretta dal canadese Christian Duguay, ambientata nei primi anni ’40, con la liberazione della città e un ritorno alla normalità dell’ebrea Miriam, il personaggio interpretato da Mastronardi. Se mai all’epoca fu possibile un ritorno alla normalità.

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