Quel “filo di seta” che unisce la memoria con il futuro, passando per il presente

Inaugurata una mostra sull'arte serica nelle sale del museo civico

Se tradizione sta per consegnare e tramandare storie che non meritano l’oblio, Taverna sa cosa fare per coltivare la memoria come viatico verso il futuro. Il paese del grande pittore Mattia Preti ha inaugurato, mercoledì scorso, una mostra di arte serica capace di raccontare i caratteri di un popolo,la sua fede, i suoi sentimenti, la sua fantasia: Taverna allo specchio.
“Recuperando il filo della storia, tracce documentali e manufatti del patrimonio museale dal secolo XVII ai giorni nostri” è il titolo della mostra inaugurata nella sala espositiva del Museo Civico di Taverna, in Palazzo San Domenico.
Il progetto, curato dalla direzione del museo, propone l’inserimento nel percorso cronologico di una serie di pregevoli manufatti di arte tessile, databili dal secolo XVII al secolo XIX, passati al patrimonio demaniale a seguito delle leggi governative del 1867. Rubano lo sguardo una serie di paramenti sacri di varia manifattura e provenienza; un raffinato paliotto, facente parte verosimilmente dell’originario altare della “Madonna della Provvidenza”, progettato e realizzato da Gregorio Preti negli anni trenta del Seicento; un piccolo arazzo raffigurante la “Madonna con il Bambino Gesù”, spedito a Don Giuseppe Antonio Preti, Parroco in Taverna. In mostra anche il manoscritto della “Cronica di Taverna” nelle cui pagine è riportata la fiorente attività delle due “Prefetture della Seta e dei Panni” per le cui fabbriche furono intrapresi, fin dal secolo XII, proficui rapporti commerciali con la Repubblica di Venezia. Non passa inosservato un manufatto esposto nella mostra “Rinascimento visto da Sud”, allestita per Matera capitale della cultura 2019.

Come segno di continuità tra la poco conosciuta tradizione tessile della patria di Mattia Preti e la sua contemporaneità culturale, una speciale sezione della mostra è dedicata alle opere d’arte di Achille Pace, Marta Pederzoli, Calogero Barba e Rosa Spina, le cui materie tessili, pittoriche e scultoree, propongono inusitate comparazioni creative.
Scrivono in una nota stampa il primo cittadino di Taverna Sebastiano Tarantino e la consigliera alla cultura Clementina Amelio : “ La mostra di arte serica testimonia il certosino lavoro e la ferrea volontà di Amministrazione comunale e museo civico di salvaguardare il patrimonio storico artistico avuto in eredità dalla laboriosità del popolo, segno tangibile dell’amore dei nostri antenati per la nostra città. Solo così i nostri concittadini possono conoscere uno spaccato del loro glorioso passato nell’ottica della costruzione della nostra identità.”
La mostra è visitabile fino al 30 novembre 2020, negli orari e giorni di apertura del Museo Civico di Taverna con il supporto informativo del gruppo di lavoro Servizio civile universale “The Beauty of Art and Culture”.
La pandemia non ferma socialità e comunità in quel di Taverna.