Catanzaro post covid, Massimo Sirelli: “La mia Calabria è bellissima”

Siamo la Magna Graecia e lo abbiamo dimenticato

Artista italiano, con i suoi robot ha conquistato il mondo. Massimo Sirelli risponde all’appello lanciato dall’Assessore alla Cultura, Ivan Cardamone, per immaginare la Catanzaro del dopo Covid, attraverso il forum virtuale dedicato a progetti e idee per la città del futuro.
CHI E’ MASSIMO SIRELLI
Massimo Sirelli è un artista italiano. Il suo primo approccio alle arti visive è influenzato in adolescenza dal mondo dei graffiti e della street art. Diplomato in Digital e Virtual Design presso l’Istituto Europeo di Design (IED) di Torino, opera per alcuni anni come freelance per prestigiose agenzie di comunicazione su progetti riguardanti noti marchi nazionali ed internazionali. Nel 2006 fonda Dimomedia, laboratorio creativo di ricerca e sperimentazione incentrato su grafica, comunicazione e multimedia design. Docente di “Tecniche di presentazione e Portfolio” presso lo IED di Torino, ha tenuto Master Class anche presso lo IED di Como e il Politecnico di Torino.
Nel 2013 Sirelli lancia il progetto AdottaunRobot.com, la prima Casa Adozioni di Robot da compagnia al mondo. Robottini Orfani del progresso industriale e del consumismo sfrenato. Con i Robot di Sirelli sono stati premiati personalità di spicco come il regista Paolo Mitton, il regista bulgaro Dimitar Dimitrov e omaggiato il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.
Noti marchi della moda e del prodotto hanno dato vita a serie limitate di borse, profumi, t-shirt, accessori e perfino una famoso marchio di Biciclette ha voluto una fuoriserie con la firma di Sirelli. Anche il Tg2, in una rubrica di approfondimento, ha realizzato un servizio sulla ricerca creativa di Sirelli
“SIAMO LA MAGNA GRECIA E LO ABBIAMO DIMENTICATO. SIAMO IL CENTRO DEL MEDITERRANEO E LO ABBIAMO DIMENTICATO, LA MIA CALABRIA E’ BELLISSIMA”
“Tempo fa ero a Dubai in aeroporto, e mentre camminavo veloce verso il mio gate, vedevo gente da ogni dove mischiarsi per usi e costumi. Cittadini del mondo si ritrovavano lì per motivi di commercio, di scambio e di conoscenza. Dentro me pensavo sono qui, in questo luogo così sperduto per lasciare le mie creazioni, ma come mai così lontano da casa? Mi sentivo nel centro del mondo eppure ero nel centro di un deserto a respirare aria calda, sabbia e futuro avveniristico. Come ci sono riusciti a creare tutto questo? Come sono riusciti a creare così tanta bellezza dalla polvere? Come sono riusciti ad essere così vicini a tutto pur essendo così distanti? Noi calabresi ci lamentiamo di essere gli ultimi, di non avere infrastrutture, di essere dimenticati? Ma dimenticati da chi? La verità è che ci siamo dimenticati di NOI! Siamo la Magna Grecia e lo abbiamo dimenticato. Siamo il centro del Mediterraneo e lo abbiamo dimenticato. Siamo nel centro del mondo antico: qui da ogni dove venivano per vendere e comprare, per conquistare una posizione strategica, per avere un avamposto di comando, un dominio sulle rotte marittime, un luogo dove vivere. Qui si faceva arte, cultura, sport. Si costruivano luoghi di culto, anfiteatri, palazzi, grandi opere e tutto nelle varie epoche era fatto alla ricerca della bellezza sublime in armonia con il contesto e la natura.