La coppa Volpi assegnata a Favino parla anche un pò calabrese e un pò catanzarese

Nel cast del film Padrenostro anche Francesco Colella e Annamaria De Luca, alcune scene girate tra la Sila, Costa Jonica, Scilla

La Coppa Volpi viene assegnata, durante la Mostra del cinema di Venezia, ai migliori attori protagonisti. Quella 2020, la Coppa Volpi della Mostra del Cinema di Venezia ai tempi del Coronavirus,  è stata alzata al cielo da Pierfrancesco Favino. Ma  quel riconoscimento, assegnato al singolo, oggi inorgoglisce  la Calabria e Catanzaro. Nei titoli di apertura  e poi in quelli di coda del film “Padrenostro”, di cui Favino è protagonista, comparirà la dicitura che i tanti amanti del cinema si aspetta no “Con il contributo della Film Commission Calabria” e nel cast recitano due catanzaresi doc, Annamaria De Luca e Francesco Colella.

Scrive Paride Leporace, giornalista calabrese e già presidente della Film Commission Basilicata, oggi in forza alla Regione Calabria come consulente: “Tutta la mia gioia per Pierfrancesco Favino che con il riconoscimento della Coppa Volpi alla Mostra internazionale del cinema di Venezia aggiunge un altro sigillo alla sua straordinaria carriera, che in questa stagione ha raggiunto vette ancora più alte con l’interpretazione di Buscetta e Craxi e la nomina a far parte dell’Academy hollywoodiano.

Favino nel film “Padrenostro” è anche produttore che ha scelto di girare in esterno in molte location calabresi (Sila, Costa Jonica, Scilla), valorizzando i paesaggi della nostra terra che conosce e ama per avervi trascorso le vacanze da giovane. Una vittoria che consolida una mia convinzione: la nostra regione è un set a cielo aperto che si appresta a fortificare in modo innovativo gli standard del cinema pubblico.”

Calabria set a cielo aperto e Catanzaro città che esporta talenti ed eccellenze, sembra questa un’espressione scontata, tante e tante volte vista e sentita, che non trova però oggettivamente un modo per affermarsi in maniera stabile e sistematica come accade indiscutibilmente per altri luoghi anche del sud Italia, dove, anche un tramonto è diventata un’operazione di marketing. Chissà che, nel tempo del Coronavirus, che ha costretto tutti a riscoprire la provincia, intesa come luogo del particolare non massificato e non plastificato, anche la Calabria e Catanzaro non possano partire dalle eccellenze per diffondere bellezza e speranza.

IL FILM

Valerio (Mattia Garaci) ha dieci anni e una fervida immaginazione. La sua vita di bambino viene sconvolta quando assiste all’attentato ai danni di suo padre Alfonso (Pierfrancesco Favino) da parte di un commando di terroristi. Da quel momento, la paura e il senso di vulnerabilità segnano drammaticamente i sentimenti di tutta la famiglia. Ma è proprio in quei giorni difficili che Valerio conosce Christian (Francesco Gheghi), un ragazzino poco più grande di lui. Solitario, ribelle e sfrontato, sembra arrivato dal nulla. Quell’incontro, in un’estate carica di scoperte, cambierà per sempre le loro vite.