Maria Primerano fa il boom di riconoscimenti per i suoi libri

La scrittrice si aggiudica due primi premi con Rossini Lo Stravagante

Una pioggia di riconoscimenti per tutti i suoi libri – ben sei premi letterari provenienti da tutta Italia- giunge in questo scorcio di fine estate- inizio d’autunno alla scrittrice catanzarese, la cardiologa Maria Primerano.

Dopo il successo al Premio Casentino, in Poppi, all’inizio di settembre, con l’inedito Pergolesi Anima Scurdata Opera Buffa, che verrà pubblicato tra non più di un mese da Helicon Edizioni, la Primerano si aggiudica addirittura due Primi Premi con Rossini Lo Stravagante, Helicon Edizioni, sua ultima pubblicazione, vincendo a Massa il Premio Letterario Internazionale Massa città fiabesca di mare e di marmo e il Premio Letterario Argentario a Monte Argentario, Grosseto.

A questi prestigiosi riconoscimenti che festeggiano un testo nuovo, brillante, stravagante, come lo stesso titolo recita, di appena tre mesi di vita, si aggiungono per L’anello stregato di Mozart Divertissement, Tullio Pironti Editore, il Premio La girandola delle parole a Limbiate/Milano e per Le Indemoniate Racconti fantastici di Tommaso Campanella al cardinale Richelieu, Tullio Pironti Editore, il Premio letterario Ascoltando i silenzi del mare a Portoferraio, Isola d’Elba e il Premio Gian Antonio Cibotto, Premio Alberto Mario  a Rovigo, teatro Ballarin di Lendinara, per la migliore opera storico- fantastica.

Intanto, Rossini Lo Stravagante conquista il cuore del famoso musicologo Sergio Ragni, il più appassionato studioso di Rossini nel mondo, che così scrive brillantemente all’Autrice:

Pregiatissima Autrice

lascio da parte il Lei e mi lancio subito in un temerario Tu.

Il libro che hai scritto, e che ho letto in due giorni, è un  fuoco d’artificio. Il suo ritmo incalzante è quello vulcanico della Musica di Rossini. Il suo peso (più di un chilo di carta) è sublime leggerezza di pensieri, di fantasia, di scrittura.

E’ pura effervescenza, ma di classe. Per dirla con la Callas: è champagne e non è coca-cola.

Il galop della tua narrazione rivaleggia quasi con la cavalcata che conclude l’ouverture del Guillaume Tell. Nulla hai tralasciato, nessun episodio, autentico o fasullo che sia, è sfuggito alla tua rivisitazione duemilesca (come si definirà mai quello che attiene al burrascoso secolo che stiamo vivendo?).

Le tue pagine snocciolano, sillaba dopo sillaba, la conoscenza profonda e l’amore incondizionato per la musica e lo spirito di Rossini. Questo mi ha autorizzato all’adozione del Tu, perché ti sento compagna in una quintessenza artistica che non è dato a tutti raggiungere.

Sergio Ragni