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Le rubriche di Catanzaro Informa - La Catanzaro del dopo covid

Catanzaro post – covid, Davide Cosco: “Coraggio e cooperazione”

La riflessione del regista e sceneggiatore membro de La Brigade de l’Esthétique di Parigi

Riprendono gli interventi del forum dei catanzaresi di successo che hanno aderito all’invito dell’Assessore alla Cultura Ivan Cardamone, finalizzato a ridisegnare la città e a rilanciarne l’immagine e la funzione nell’Italia dell’emergenza sanitaria.

Dopo l’intervento del top manager dell’industria cinematografica Thomas J. Ciampa, in continuità nella sfera del cinema, proponiamo il contributo del regista, sceneggiatore e scrittore Davide Cosco.

BIOGRAFIA

Dottore in Scienze Politiche e in Scienze della Comunicazione con indirizzo letterario, doctor in Communication, membro de La Brigade de l’Esthétique di Parigi e del comitato scientifico della Cineteca della Calabria, dirige la Casa del Cinema di Cz. Davide ha scritto e diretto diversi lavori cinematografici che hanno ricevuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui L’ultima Fattucchiera con Isabel Russinova, i cortometraggi The Human Thing, lunapark, Soud, Oltre l’’ombra del mondo, ha curato la regia per opere di Video arte e performance live, fra cui Work and art Phill Niblock – Experimental Intermedia New York, Marc Beherens & Goethe Institut, i doc L’estetica, il vero e il Sublime, Di spirito profetico dotato, la sceneggiatura del docu-film Rotella Fuori Posto. Ha pubblicato diverse opere letterarie e di recente, per Rubbettino, il romanzo Il pennino di Lord Green, con introduzione di Vittorio Sgarbi.

E’ impegnato in diversi progetti ed eventi culturali legati al cinema promossi dal Ministero per i beni e le attività culturali (Spazio Libero Filmaker, Opera a Sud, stagioni d’essai, rassegne FICC). Ha collaborato ad una serie di progetti teatrali con il Teatro Manzoni di Roma (tra cui Dalle lettere di San Paolo), il Teatro Politeama di Catanzaro (tra gli altri, La grande musica per il cinema, il Barbiere di Siviglia, Tosca), la Basilica Santa Anastasia al Palatino. E’ in uscita il suo primo lungometraggio di finzione.

IL PENSIERO

Il cinema vive da sempre un legame profondo con le città. Ne ha storicamente catturato i colori, le voci, gli odori, ha ricordato la decadenza e celebrato il futuro, rappresentando la bellezza, la violenza, la solitudine, la comunione. Dal neorealismo alla fantascienza, fino alle periferie di oggi, il cinema ha fatto conoscere luoghi o li ha creati in contesti onirici. Capolavori come Metropolis, L’Atalante, Viaggio a Tokyo, Fino all’ultimo respiro, I 400 colpi, Il cielo sopra Berlino, La dolce vita, Manhattan, 2046, Blade Runner, Mulholland Drive, Joker, 2001: Odissea nello spazio, e innumerevoli altri, ci hanno accompagnati ad immaginare un nuovo mondo e a comprendere l’anima profonda delle città.

Oggi circolano tante idee di qualità e non è semplice condensarle. Partirei dalla necessità di un accadentismo urbano, dove il contesto condiziona anche i pensieri. Come nel cinema direi che serve prima di tutto coraggio e cooperazione. Una città che abita tra mare e monti, a parer mio, dovrebbe certamente alimentarsi da energia rinnovabile, slanciandosi finalmente verso innovativi paradigmi moderni in armonia con le risorse tecnologiche. Anche perché la dimensione urbana più contenuta consente di poter immaginare soluzioni che sarebbero complesse nelle global cities.

Il vetusto sistema fognario lo lascerei al felice immaginario underground del cinema sperimentale, sostituendolo con condotte sotterranee di aspirazione che oggi viaggiano a velocità di 100 Km/h, fino a microimpianti di depurazione di quartiere.

 

Considerando che le strade sono poche e non possono moltiplicarsi dal nulla, potrebbero però differenziarsi e dividersi, come con le animazioni di Miyazaki: una parte per mezzi veloci, una per un mix di mezzi che si muovono a velocità inferiore e un’altra per i pedoni. Pedoni che, nonostante il grosso e spesso ingiustificato flusso di automobili, rappresentano la maggiore causa di traffico, dal momento che i più attraversano in ogni dove e, prevalentemente in diagonale, prendendosi il maggior tempo possibile di attraversata, reiterato per N volte al giorno. Alla base, servirebbe una rete di collegamenti ettometrici, una metropolitana di superficie, percorsi di piastrelle intelligenti, capaci di catturare la cinetica, trasformandola in energia elettrica. Mattone zero, con predilezione di costruzioni con stampanti 3d, schiuma di carbonio, materiali ecosostenibili, vernici fotovoltaiche per ridurre le emissioni di CO2, parcheggi verticali rotanti.

L’Università, in pieno mood fantasy, oltre a diffondere saperi, potrebbe erogare ulteriori servizi, al fine di creare occupazione come una joint venture fatta da studenti-lavoratori. L’area sanitaria avrebbe la capacità di garantire la salute anche a distanza dei cittadini, valutando la tecnologia blockchain per raccogliere e conservare dati e le nanotecnologie per le nuove frontiere scientifiche.

Servirebbe un vasto progetto di ingegneria civile che in virtù dei cambiamenti climatici potrebbe solo con la raccolta dell’acqua piovana rifornire servizi all’intera popolazione e non deturpare i manti stradali, passando per un piano generale di difesa ambientale.

Certamente si potrebbe pensare a tante aree di condivisione, di co-working, dove poter lasciare non solo indumenti o generi di prima necessità, ma lavorare insieme, veicolare saperi con libri, film, materiale artistico. A cominciare da una rifunzionalizzazione del Teatro Masciari e degli spazi aggregativi. Dotare le case senza finestre di schermi che consentano di mostrare paesaggi in realtà aumentata e contenuti interattivi ai meno fortunati.

Promozione della dieta mediterranea con indirizzo vegetariano in grado di valorizzare le eccellenze locali, riducendo l’impatto e i costi dell’agricoltura intensiva.

Accordi commerciali con le navi da crociera, per trasferimenti dai grandi porti calabresi alle località turistiche. Costituzione di un Museo del mare, che rappresenta una grande idea di sviluppo dell’intero territorio, in simbiosi ad un itinerario virtuoso con il Parco Nazionale della Sila, uno dei luoghi più suggestivi del mondo.

Piano Polis con aree di incontro, una vasta stazione ecologica di smistamento dei trasporti, una mensa dormitorio pubblico, city lights per illuminare gli scorci più suggestivi della città, case popolari da trasformare in case pop con innesti artistici del grande artista Mimmo Rotella, che possano caratterizzare i quartieri più disagiati come ambienti dignitosi e vere e proprie attrattive visive.

Istituzione di un Polo multidisciplinare della cultura con un Rione degli artisti, salvaguardia e digitalizzazione delle tradizioni popolari, integrazione delle tante comunità di stranieri presenti a cominciare dalla riproposizione della lavorazione della seta come crocevia di civiltà e politiche giovanili multiformi. Una Scuola della Giustizia, che grazie all’impegno e ai risultati degli ultimi tempi è già riferimento ed esempio nazionale.

E poi un grande progetto per il cinema a cui sto lavorando da tempo, insieme ad altri amici,  in grado di rendere praticabile la produzione cinematografica con un centro di ricerca capace di coniugare didattica, conservazione del patrimonio esistente, innovazione e creatività.

I padri dovrebbero indirizzare i figli verso un concetto saldo di etica. Occorre essere aperti alle idee degli altri in un patto tra generazioni; accogliere gli aspetti metamorfici e, come ironizzava Aristofane ne Gli uccelli, superare le geometrie, cercando più spazio per le tante risorse immateriali. La cultura è l’elemento fondante, mescolata con i grandi sogni. “Non è mai troppo tardi per essere ciò che avremmo potuto essere”.