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Alla scoperta di Zagarise con Guglielmo e Irma Opipari

Lavoro pubblicato per Calabria Letteraria Editrice

Ogni borgo ha il suo fascino, la sua storia, che lo rendono unico. In Calabria, poi, ci sono borghi in cui l’atmosfera da leggenda e la sacralità popolare fa la differenza. Lo sanno bene Guglielmo Opipari e Irma Opipari che di recente hanno pubblicato per Calabria Letteraria Editrice (Gruppo Rubbettino) “Alla scoperta di Zagarise”, un omaggio alle loro origini che affondano nel piccolo grande centro presilano. Nelle pagine di quello che è un vero e proprio studio, i due autori mettono nero su bianco il frutto della loro ricerca, fatta non solo di indagini bibliografiche, ma anche di analisi e osservazioni dal vivo, incontrando gli anziani del paese, facendosi raccontare aneddoti, modi di dire, giochi di una volta.

Sì, perché l’obiettivo del testo è chiaro fin dalla sua introduzione: «…l’apprendimento del passato serve per accettare la realtà del presente e costruire un futuro, per quanto possibile, migliore…», scrive Guglielmo, ma è «un mondo che finisce» gli fa eco Irma, «…mai avrei immaginato di poter constatare che nell’arco di sole due generazioni, potesse essere avvenuto un mutamento così sconvolgente». “Alla scoperta di Zagarise” è infatti un tentativo, peraltro ben riuscito, di cristallizzare nel tempo le preziosità che nel passato erano ordinarie e oggi, quasi del tutto sconosciute, rischiano di venire dimenticate per sempre. Ecco allora, attraverso anche i ricordi dei vari interlocutori, e le pagine di chi ha raccontato a suo tempo Zagarise, che prende vita  – e lo farà per sempre grazie ai due Opipari -, un mondo magico, fatto di leggende e di memoria, con la colonna sonora di un dialetto che è esso stesso il segno ereditario di una comunità.

Il libro si muove partendo dalla storia e dalla geografia del paese – fin dal nome, sulla cui origine ci sono varie teorie da Zaragogna (una specie di gufo) a Zacaria (luogo dove si coltiva la canna da zucchero)a Zahr (zagara, fiori d’arancia) -, passando per l’economia di Zagarise  prevalentemente basata sull’agricoltura e sulla produzione di olio, finendo a rintracciare gli elementi della Storia in quella “minore” del paese, attraverso i suoi edifici storici, le sue chiese, i suoi monasteri.

Proprio sulla componente religiosa, della religiosità popolare e sul rapporto degli abitanti di Zagarise con la morte, è dedicata un’ampia sezione del libro: racconta lo stesso Guglielmo nella sua introduzione che fu proprio questo lavoro della figlia Irma, che ne incentrò la tesi di laurea, che diede il “la” alla stesura di “Alla scoperta di Zagarise”. Tra streghe – le magare -, comuni mortali capaci di comunicare con l’aldilà, fantasmi, riti legati alla morte, quelli sullo “sdocchiamentu”, briganti, monachelli e tradizioni eccezionali, il lavoro degli Opipari non dimentica infine i caduti in guerra e gli zagaritani illustri, quali il sacerdote e filosofo Paolo Emilio Tulelli, il domenicano Silvestro Frangipane, il sottotenente Paolo Opipari.