Poesia: Mariangela Costantino vince il premio Alda Merini

Concorso internazionale di poesia inedita promosso dall’associazione Accademia dei Bronzi presieduta da Vincenzo Ursini

La poetessa Mariangela Costantino, con la lirica dal titolo “Così decisi di venire al mondo”, si è aggiudicata la IX edizione del premio “Alda Merini”, concorso internazionale di poesia inedita promosso dall’associazione Accademia dei Bronzi presieduta da Vincenzo Ursini.
Gli altri quattro finalisti sono: Carla Maria Casula, con la lirica “Preludio di un addio”, Sante De Angelis, con “La pioggia”, Felice Foresta con “È Sila”, Francesca Misasi con la lirica “Non fu per me”. Ai cinque premiati sarà assegnata un’artistica targa di argento realizzata dal M° orafo Michele Affidato. A Costantino sarà altresì pubblicato, gratuitamente, un volume di poesie di 100 pagine.
Ricordiamo che al premio, quest’anno, hanno aderito poeti di varie nazioni (Italia, Canada, Spagna, Svizzera, Egitto, Romania, Bulgaria) per complessive 2.206 opere inedite delle quali 662 hanno superato la prima selezione e sono state incluse gratuitamente nell’antologia “Voci poetiche per Alda”, pubblicata dall’Accademia dei Bronzi proprio in questi giorni.
“È un risultato strepitoso – ha detto Vincenzo Ursini – soprattutto se si considera che il premio non fruisce di alcun contributo pubblico. Siamo in presenza di una iniziativa libera e gratuita, come poche altre in Italia, supportata solo da alcuni amici che da anni ci sostengono liberamente”.
Nella poesia “Così decisi di venire al mondo”, Mariangela Costantino – scrive Mario Donato Cosco nella motivazione – esplora il processo “ezio-bio-genetico” del mistero del verso e di quel che esso nasconde dietro il suo “rivelarsi”. Con raffinato talento poetico, in un’anabasi del cuore, riesce a illuminare la catarsi della poesia che squarcia la coltre del limite esistenziale: pensieri, emozioni e simboli, nello specchio concavo delle parole, innescano una vertigine che s’impadronisce del suo cuore.

Per Mariangela Costantino il poetare diventa, allora, un volo verso la libertà che illumina il mondo e penetra il mistero dell’ignoto che lo cinge; ogni verso diviene atomo che si colloca e si fonde in una sfera di commozione e diventa il messaggero del meraviglioso possibile. La poetessa rompe così la monade, senza far rumore, per indicarci un’aritmetica emozionale in cui la traiettoria esistenziale del lettore coltivi il sogno di giungere alle porte delle stelle. «Così decisi di venire al mondo»: chiude il mosaico magico della lirica e, per Mariangela, la poesia diventa il primo palpito della vita”.
Come negli anni passati, le altre quattro poesie finaliste sono state classificate a pari merito.
La lirica “Preludio di un addio” di Carla Maria Casula “è la ricostruzione di una sconfitta, che la poetessa coglie con rara sensibilità e racchiude «nella patria dei centimetri di cuore», il ring affettivo su cui va a tappeto un amore. Flash esistenziali ripercorrono la sequela di un sogno massacrato: una progressiva asfissia di sentimenti costruisce un’estraneità sentimentale che esita nel muto cadere della parola, fino a far divenire i due amanti «stranieri / nel tempo che spegne il sole». L

a poetessa, di fronte alla verità appassita del suo sogno, riconosce che «la carrozza dell’amore… non ha più il suo cocchiere» e si arrende all’indecente indifferenza dell’accidentato percorso della vita”.
Alquanto originale è la lirica “La pioggia” di Sante De Angelis. “Il poeta, – scrive ancora Cosco – adottando la lingua iconica del fonosimbolismo, riesce a realizzare un componimento poetico di rara efficacia. La pioggia declinata per qualificazioni associate ad azioni, circostanze, oggetti e sentimenti diviene sintesi di natura e cultura e si fa elemento prezioso di umana catarsi. Ogni sua goccia contribuisce a comporre una striscia policroma luminosa sul cammino delle parole e permette ad ognuno l’approdo sicuro nel vocabolario della propria anima. Il poeta ha costruito un sogno: il succedersi delle immagini compongono un’iride cromatica di intensa icasticità poetica”.

La poesia “È Sila” di Felice Foresta è invece un autentico inno d’amore del poeta verso le bellezze paesaggistiche del territorio silano.
“Questa lirica – scrive Cosco nella motivazione critica – suscita emozioni, entusiasma e coinvolge, perché, per Felice Foresta, la Sila è metafora della vita. L’espressività e l’incisività dei versi costruiscono la visione di un mondo che profonde bellezza e armonia: il recupero e l’intreccio delle ricorrenze peculiari che scandiscono la vita di una realtà tanto accogliente trasforma la poesia in silente preghiera. Il poeta enfatizza la ricchezza del rapporto uomo-natura come propedeutica condizione per rivolgere lo sguardo verso l’Azzurro Divino. E allora gli alberi maestosi divengono intensa espressione rivolta all’Onnipotente, mentre la creatura si arrende all’Amore, e, con la stessa fiducia del salmista, sembra ripetere: «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino»”.

Francesca Misasi nella poesia “Non fu per me” dipinge sobriamente se stessa: persona autentica che non si piega al conformismo religioso o sociale. “La poetessa – scrive Cosco – affida al disporsi di una trama di eventi tutto il suo mondo: una realtà vitale, tangibile che caratterizza la sua vita nel suo continuo farsi; un viatico in cui le briciole del quotidiano non scalfiscono mai la dignità. Gli accadimenti, nell’anima di Francesca Misasi, si intersecano e si sovrappongono, fino a diventare clima di emozioni e divenire riferimenti possibili di consuetudine esistenziale. La lirica racchiude la sua consolatio maxima, che, in un flusso costante di energia emozionale, sembra invitare chi legge a disporsi a meditare”.

Cinque poeti che onorano con le loro qualificate opere il premio dedicato alla più grande poetessa dei Navigli. Se il decennale della morte di Alda Merini ha segnato e registrato un motus di ritorno verso il suo universo umano e artistico, questa IX edizione del premio di poesia si pone come esito interlocutorio di un processo che lungo le edizioni precedenti ha costruito progressivamente un crescendo: ogni edizione è stata una nota musicale che ha concorso a comporre una sinfonia che oggi viene eseguita sul pentagramma dei versi dei poeti partecipanti. È stato un marciare tra i riverberi dell’empatia che, quasi per una velata alchimia, ha strut¬turato un modus peculiare di partecipare e “vivere” il Premio in tutti i poeti che hanno vissuto con l’Accademia dei Bronzi questa avventura.
Ricordiamo che, oltre ai cinque finalisti, l’Accademia dei Bronzi ha assegnato altre 25 Targhe di onore e 30 Targhe di merito, mentre a numerosi altri poeti, i cui nomi saranno resi noti nei prossimi giorni, è stato assegnato un Attestato di merito con medaglia diamantata.

Il “Merini”, il premio più diffuso in Europa riservato alla poesia inedita, comprende anche una sezione dedicata al poeta catanzarese Salvatore Codamo, scomparso prematuramente, che prevede l’assegnazione di cinque premi in corso di definizione.